Lombosciatalgia post-operatoria: cosa fare?
Buongiorno, nel febbraio 2025 mi sono sottoposto ad intervento di artrodesi lombare L4-L5-S1, enriectomia L3-L4 e ricablaggio L3-L4-L5 DX, Da dopo l'intervento, anche durante e dopo la fisioterapia e terapia farmacologica, ho accusato una lombosciatalgia sinistra ingravescente, con impotenza funzionale.
Tac del 26/06/2025 riporta emilaminectomia dx L3-L4-L5-S1, mezzi di sintesi e cage L5-S1 in sede.
No ernie.
RM DEL 12/11/2025 RIPORTA QUANTO SEGUE: Esiti di artrodesi posteriore L4-L5 e circonferenziale L5-S1 con decompressione del canale.
Rettilineizzata la lordosi senza disallineamenti metamerici sul piano sagittale.
Alterazioni spondiloartrosiche prevalenti tra L4 ed S1 con sclerosi e irregolarità delle limitanti ed
osteofitosi marginale; disidratati i dischi, di spessore nettamente ridotto nel tratto distale.
A L2-L3 ernia intraforaminale destra.
A L3-L4 lieve bulging circonferenziale del disco con impegno parziale del pavimento dei forami di
coniugazione, lievemente ridotti d'ampiezza.
A L4-L5 modesta protrusione osteodiscale circonferenziale con lieve impronta sul sacco e
parziale impegno del pavimento di entrambi i forami di coniugazione, ridotti d'ampiezza con
prevalenza destra.
Al passaggio lombosacrale barra osteofitosica postero-laterale bilaterale oblitera il pavimento dei
forami, stenotici d'ambo i lati.
Canale rachideo di ampiezza conservata.
Artrosi interapofisaria posteriore nel tratto lombare distale.
Non evidenti alterazioni del segnale del contenuto endospecale.
Ipotrofia con sostituzione adiposa simmetrica della muscolatura paravertebrale posteriore nel
tratto lombare distale.
Cosa dovrei fare?
Tac del 26/06/2025 riporta emilaminectomia dx L3-L4-L5-S1, mezzi di sintesi e cage L5-S1 in sede.
No ernie.
RM DEL 12/11/2025 RIPORTA QUANTO SEGUE: Esiti di artrodesi posteriore L4-L5 e circonferenziale L5-S1 con decompressione del canale.
Rettilineizzata la lordosi senza disallineamenti metamerici sul piano sagittale.
Alterazioni spondiloartrosiche prevalenti tra L4 ed S1 con sclerosi e irregolarità delle limitanti ed
osteofitosi marginale; disidratati i dischi, di spessore nettamente ridotto nel tratto distale.
A L2-L3 ernia intraforaminale destra.
A L3-L4 lieve bulging circonferenziale del disco con impegno parziale del pavimento dei forami di
coniugazione, lievemente ridotti d'ampiezza.
A L4-L5 modesta protrusione osteodiscale circonferenziale con lieve impronta sul sacco e
parziale impegno del pavimento di entrambi i forami di coniugazione, ridotti d'ampiezza con
prevalenza destra.
Al passaggio lombosacrale barra osteofitosica postero-laterale bilaterale oblitera il pavimento dei
forami, stenotici d'ambo i lati.
Canale rachideo di ampiezza conservata.
Artrosi interapofisaria posteriore nel tratto lombare distale.
Non evidenti alterazioni del segnale del contenuto endospecale.
Ipotrofia con sostituzione adiposa simmetrica della muscolatura paravertebrale posteriore nel
tratto lombare distale.
Cosa dovrei fare?
Direi che l'esame neuroradiologico è molto sfaccettato, per cui sarebbe indispensabile una valutazione ambulatoriale da parte di un Neurochirurgo.
Bisogna individuare se (e quale) alterazione radiologica collimi con i Suoi disturbi e localizzare il punto trigger (cioè il punto della colonna vertebrale da cui partono i dolori).
Quindi, a seconda della gravità e corrispondenza dei disturbi, si potrà procedere con un trattamento conservativo (tipo infiltrazioni spinali) e valutare a breve distanza (settimane o qualche mese al massimo) l'andamento della patologia.
Se i risultati si riveleranno soddisfacenti, ci si fermerà qui.
Viceversa, si discuterà col paziente circa eventuali soluzioni chirurgiche (in che termini e con quali aspettative).
Dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
Bisogna individuare se (e quale) alterazione radiologica collimi con i Suoi disturbi e localizzare il punto trigger (cioè il punto della colonna vertebrale da cui partono i dolori).
Quindi, a seconda della gravità e corrispondenza dei disturbi, si potrà procedere con un trattamento conservativo (tipo infiltrazioni spinali) e valutare a breve distanza (settimane o qualche mese al massimo) l'andamento della patologia.
Se i risultati si riveleranno soddisfacenti, ci si fermerà qui.
Viceversa, si discuterà col paziente circa eventuali soluzioni chirurgiche (in che termini e con quali aspettative).
Dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 297 visite dal 13/11/2025.
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