Utente
Salve sono una ragazza di 24 anni e da più di un anno accusavo mal di schiena a livello lombare prima lieve poi sempre piu intenso, un dolore che si propagava fino alla natica, coscia e polpaccio sinistro. Ho fatto cure antifiammatorie di routine, massaggi e fisioterapia. La lombosciatalgia continuava fino alla caviglia fino ad avvertire formicolio e perdita della sensibilità alla gamba sinistra ho appurato con una RM un ernia discale. Il referto cosi' diceva "Formazione erniaria posteriore a livello L4 e L5 di ca 1,2 cm paramediana sinistra con interessamento anche del corrispondente canale di coniugazione che impronta la parete anteriore del sacco durale ed appare migrare inferiormente per un tratto di ca 0,5 cm lungo il muro posteriore di L5 "
Il neurochirurgo quindi ha deciso per un intervento chirurgico che è stato effettuato il 1 settembre 2010 di Microdiscectomia e posizionamento di protesi interspinosa L4 L5.
Ho seguito tutte le indicazioni post chirurgiche, il miglioramento è stato evidente (prima da dolore ero costretta a camminare quasi zoppicando e piegata verso destra)ma il dolore sciatico continua tutt'oggi dalla natica fino alla caviglia dalla mattina appena sveglia fino al momento di rimettermi a letto la sera. Mi impedisce di camminare più di 15 min, di fare normale piscina, di guidare per lungo tempo, fare anche le piccole cose quotidiane e a 24 anni non è frustrante..peggio.
Ho effettuato due settimane fà un altra RM dove mi si dice che rispetto alla prima RM " nettamente ridotta formazione erniaria paramediana sn, attualmente persiste un piccolo residuo discale estruso che si dispone inferiormente al profilo inferiore del disco addossato alla limitante somatica posteriore del corpo L5 e che determina una minima impronta sulla faccia anteriore del sacco durale in sede anteriore meridiana-paramediana sn".
Ho fatto controllare questo ultimo referto al neurochirurgo che ha effettuato l'intervento che mi ha spiegato che "l'intervento dal punto di vista chirurgico era andato benissimo" e che il residuo era "normale" dato che ha dovuto effettuare l'inserimento di una protesi per farlo ammortizzare meglio. Per il dolore mi ha consigliato una visita con un terapista del dolore che ho eseguito qualche giorno fà. Quest'ultimo medico mi ha subito prescrita un ciclo di infiltrazioni di cortisone alla radice del nervo.
Ora mi chiedo...c'è un a terapia farmacologica meno invasiva?un altro specialista da poter consultare? dato che ho avuto una brutta esperienza con delle infiltrazioni ad un ginocchio per condomalacia e iperpressione rotulea (sono anche in lista per un osteotomia correttiva al ginocchio)
Ringrazio anticipatamente per i vostri consigili
Distinti saluti.

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile ragazza,
dal Suo racconto si evince che il persistere del dolore potrebbe essere in relazione a quel frammento non rimosso dall'intervento, ma non potendo vedere le immagini pre e post intervento,ovviamente non posso confermarlo.

Non comprendo bene, poi, cosa il collega intenda dire quando afferma che << il residuo era "normale" dato che ha dovuto effettuare l'inserimento di una protesi per farlo ammortizzare meglio>>

Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente
Grazie inanzitutto per l'interessamento alla mia situazione.
Il neurochirurgo intendeva dire che la presenza del residuo è giustificato dal fatto che è d'aiuto alla protesi per l'ammortizzazione, mentre secondo il medico della terapia del dolore è stato un caso sfortunato che un residuo discale sia fuoriuscito e che continui a premere sul nervo.
Saluti.

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Concordo con quanto dice il collega della terapia del dolore, mentre, se vera, la giustificazione del collega neurochirurgo mi sembra fuori da ogni contesto tecnico e logico.
Credo quindi che la terapia del dolore diventi un palliativo e immagino che la soluzione sia il reintervento.

Sempre disponibile, le invio cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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