Utente
Buongiorno,
venerdi' scorso (16 marzo, scrivo oggi che è 22 marzo) sono rimasto bloccato con fortissimi dolori alla parte bassa sinistra della schiena (dove avevo già discopatia), con interessamento della zona del gluteo sinistro e della gamba superiore sinistra. Ieri ho fatto la risonanza magnetica e il risultato è stato il seguente:
"Ad L5-S1 voluminosa ernia del disco ad estrinsecazione postero paramediana sinistra con parziale estensione caudale. Ad L4-L5 altra piccola ernia del disco contenuta postero mediana paramediana destra"
All'indirizzo http://img828.imageshack.us/img828/7321/erniamia.jpg c'è la foto piu' rappresentativa della risonanza.
Da venerdi' sto prendendo cortisone (medrol per bocca da 16 mg 2 volte al di' mattina e pomeriggio) e sirdalud 4 mg 2 volte al di', i dolori sono sicuramente piu' attenuati ma ancora non se ne parla di stare in piedi (se provo ad alzarmi dopo poco mi ripartono le fitte fortissime alla gamba superiore sinistra e si nota anche una tendenza del piede ad addormentarsi con lieve formicolio).
So che è presto per capire se un approccio conservativo puo' essere efficace, tuttavia la mia domanda è, vedendo l'immagine della RM che ho linkato, c'è speranza di evitare un intervento chirurgico o, data la notevole protrusione dell'ernia, devo già entrare nell'ordine di idee che l'intervento è inevitabile?
Va bene continuare con questa terapia farmacologica di cortisone e sirdalud?

Ringraziandovi per l'attenzione,
vi porgo i piu' cordiali saluti.

Giovanni

[#1]  
Egr. signore,
pur se una immagine singola della RM non è completa, è del tutto evidente la voluminosa ernia espulsa che oblitera probabilmente il flusso liquorale e comprime le radici nervose lì contenute.
Pur se on line non è possibile confermare una ipotesi diagnostica e terapeutica, nel caso particolare come questo, credo che l'intervengo si imponga e anche con una certa sollecitudine.
Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, La saluto con cordialità

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dr. Migliaccio,
la ringrazio della sua celere risposta.
Sto cercando di fissare il piu' presto possibile un appuntamento con un neurochirurgo qui a Bari in modo da definire il da farsi, sperando di non dover aspettare troppo per una visita specialistica.
Nel frattempo sto seguendo terapia farmacologica con medrol 16 mg 2 volte al giorno, sirdalud 2 volte al giorno con cobaforte come integratore. Ritiene questa una terapia opportuna o bisogna modificare qualcosa?
Grazie ancora per l'attenzione,
saluti cordiali.

Giovanni

[#3]  
Non è legalmente e deontologicamente possibile prescrivere terapie a distanza.
Posso solo dirLe che la terapia prescritta dal Suo medico può andar bene, ma non dovrebbe essere prolungata per molto.

Cordiali saluti

[#4] dopo  
Utente
Dr. Migliaccio, la ringrazio ancora per la gentilezza e l'attenzione.
Cordiali saluti,
Giovanni

[#5] dopo  
Utente
Riprendo questo post per chiedere consigli in seguito a questi aggiornamenti:
Mi sono recato presso 2 ortopedici e 1 neurochirugo, e tutti e tre, dopo aver verificato i riflessi e la forza della gamba sinistra, che sono ottimi, e viste tutte le immagini della risonanza, sono in accordo sul fatto che non vi sia necessita (per ora) di intervenire chirurgicamente.
Io ora, dopo aver fatto 3 settimane di cortisone, supposte di voltaren e syrdalud, sto molto meglio, da qualche giorno riesco addirittura a camminare un po' e i dolori a tratti sono scomparsi a parte qualche ultima sporadica fitta se sono in piedi.
Uno dei tre specialisti mi ha consigliato di fare chemiodiscolisi con ozono, mentre un altro mi ha consigliato peridurolisi per coblazione, una tecnica che utilizza ioni per distruggere l'eccesso di ernia, mediante l'introduzione di aghi-elettrodi all'interno del disco. Da quello che ho letto in giro su internet (che pero va preso sempre con le pinze...), la chemiodiscolisi ha un'efficacia minore della coblazione e i rischi per entrambe le tecniche sono bassi. La peridurolisi per coblazione inoltre è una tecnica molto piu nuova della chemiodiscolisi. La chemiodiscolisi pero' a quanto pare utilizza aghi piu piccoli e per questo mi viene di pensare che possa essere meno rischiosa.
Sono assolutamente indeciso sul da farsi, vorrei seguire una delle due strade per cercare almeno di ridurre l'ernia e poter vivere piu tranquillo, perche rimanere cosi, anche se ora la situazione è migliorata, credo mi possa esporre facilmente a rimanere bloccato nel letto in futuro per un altro mese, il che sarebbe assolutamente da evitare anche per i miei impegni lavorativi.
Chiedo pertanto se qualcuno si sente di consigliarmi una tecnica anziche un'altra, se ci sono rischi di cui non sono a conoscenza che farebbero optare per una tecnica anziche per un'altra, insomma un parere da esperti.
Grazie in anticipo per le risposte.

Giovanni

[#6]  
Egregio signore,
mi è poco chiaro come dei colleghi chirurghi di fronte a una voluminosa ernia espulsa non diano indicazione all'intervento, ma contemporaneamente propongono la sua eliminazione utilizzando tecniche, nel caso specifico, inappropriate.
Deve sapere che le tecniche cui lei si riferisce non sono tecniche innovative che hanno sostituito l'intervento tradizionale.
Esse sono utilizzabili in ben determinati e precisi casi selezionati, non certamente in caso di ernie voluminose ed espulse.

Infine non posso fare a meno di rilevare che l'assenza di sintomatologia dolorosa spesso non è segno di guarigione, poiché la prolungata compressione dell'ernia sulla radice nervosa, per fenomeni ischemici, può eliminare la percezione del dolore.
In tali casi il rischio può essere il progredire del danno fino alla comparsa di disturbi motori all'arto corrispondente.

Non visitandoLa non posso esprimere alcun giudizio oggettivo, per cui le mie considerazioni hanno solo valore generico e certamente non vincolante.

Disponibile per ulteriori eventuali chiarimenti, La saluto con cordialità

[#7] dopo  
Utente
Dottor Migliaccio,
la ringrazio per la consueta disponibilità e celerità dei suoi interventi.
Gli specialisti che ho consultato hanno tutti escluso la necessità di un intervento chirurgico immediato date le mie ottime condizioni motorie dell'arto sinistro corrispondente, optando per il momento per soluzioni meno invasive al fine di capire, mediante successiva risonanza, se queste potevano riuscire a portare benefici, riducendo la protrusione in modo da abbassare il rischio di nuove infiammazioni e permettere una piu' facile convivenza con l'ernia (facendo anche una fisioterapia mirata).
Dal suo punto di vista, perchè scarterebbe a priori il tentativo di utilizzare queste tecniche meno invasive, pur non essendo il caso propriamente trattabile con esse? Non sarebbe una strada comunque da provare viste le ottime condizioni motorie dell'arto corrispondente e la conseguente non necessità immediata della chirurgia vera e propria?

Grazie ancora per l'attenzione e le risposte,
la saluto cordialmente.

[#8]  
Caro signore,
le ernie discali non si operano solo quando si è verificato il deficit motorio. Si operano per prevenirlo.
Le ho già espresso il mio parere e ho cercato di spiegare che le tecniche "meno invasive" non si utilizzano se non quando sono indicate. E in una ernia espulsa non sono indicate.
Nel Suo caso,infatti, immagino che si debba fare l'intervento di microdiscectomia, ma non posso affermarlo categoricamente poichè manca l'elemento imprenscindibile per dare le indicazioni terapeutiche: la visita medica.

Questo è quanto, pur a distanza e pur in modo generico, mi sento di rispondere in scienza e coscienza.
Cordiali saluti

[#9] dopo  
Utente
Gentile dottor Migliaccio,
la ringrazio per le sue delucidazioni di cui terro' sicuramente conto.
Credo che a questo punto mi converrà consultare ulteriori specialisti e farmi visitare esponendo eventualmente perplessità se mi proponessero soluzioni "non invasive" per il mio tipo di ernia espulsa.
Grazie ancora per i chiarimenti,
cordiali saluti.

Giovanni