Encefalite erpetica: sbalzi cognitivi tardivi, sono normali?

Buongiorno,
mio padre, 70 anni, ha avuto un'encefalite erpetica.
Se dal punto di vista fisico ha praticamente recuperato del tutto, dal punto di vista cognitivo permane qualche problema.
Per la maggior parte del tempo è tranquillo e autonomo.
A volte (1 volta al mese circa) però, d'improvviso, perde lucidità, soprattutto in relazione a fatti recenti (poche ore prima).
Ha falsi ricordi, sembra confuso, talvolta non risponde in maniera coerente alle domande.
Poi col passare del tempo (da qualche minuto a qualche ora, o dopo il sonno) si resetta, ed è come che non abbia mai 'sbandato'.
Aggiungo che durante questa fase di sbandamento lui stesso dice di sentirsi in un certo senso confuso e frastornato.
Son passati circa 10 mesi dalla fase acuta, 6 dalla dimissione.
Ha fatto riabilitazione globale durante il ricovero, poi ha proseguito con la fisioterapia domiciliare.
Cerchiamo sempre di coinvolgerlo in tutte le attività di vita quotidiana domestiche e non, e a lui lo spirito di partecipazione e l'iniziativa non mancano, anche se sembra stancarsi più facilmente ed avere meno pazienza rispetto a prima della malattia.

Da un punto di vista strumentale la TAC segnala un area ipodensa in sede fronto-insulo-temporale destra, mentre l'EEG mostra lieve asimmetria a destra e anomalie lente aspecifiche frontali.


Date le sue condizioni e i tempi, sono normali questi avvenimenti?
C'è margine di recupero?
Cosa possiamo fare noi familiari per aiutarlo a migliorare o quantomeno per velocizzare il suo resettarsi?

Grazie
Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 79.2k 2.4k
Gentile Utente,

l'encefalite erpetica può lasciare degli esiti cognitivi anche a distanza di mesi, a volte di anni, soprattutto se è stata coinvolta la zona insulo-temporale, come mostra la TC, con area ipodensa residua.
Episodi rari, brevi, periodici di disorientamento e confusione possono succedere, i tempi di recupero possono essere lunghi, a volta non completi, questo dipende dall'entità del tessuto cerebrale colpito e varia da un soggetto all'altro.
E' conveniente mantenere un ambiente tranquillo, senza contraddirlo durante questi episodi, anzi seguirlo con delicatezza.
Ovviamente è molto utile stimolarlo con la lettura, incoraggiare le sue attività preferite, fare seguire trasmissioni televisive di suo gradimento, coinvolgerlo nelle conversazioni e farlo sentire parte integrante nelle decisioni familiari.

Cordiali saluti e auguri

Dr. Antonio Ferraloro

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