giovane atleta: stanchezza, capogiri e contrazioni muscolari: cause?
Salve dottori, vi scrivo in merito ad una problematica che mi è comparsa in questi giorni.
Ho 21 anni e da circa 8 mesi pratico sala pesi, ho una vita sana e seguo una dieta.
Da circa una settimana però in palestra non riesco a finire il mio allenamento perché mi sento stanco e ho la sensazione di capogiro, inoltre sento una contrazione al di sopra del sopracciglio che va e viene e a volte è come se rimanessi bloccato per qualche secondo con il collo quando faccio qualche movimento.
Quando cammino o quando faccio sforzi sento dei capogiri, la sensazione è di instabilità, inoltre avverto anche un po di nausea. La cosa che ho notato è che quando faccio alzate laterali al cavo la sensazione di vertigini è molto più marcata.
Essendo una persona ansiosa mi spavento molto e cerco di evitare tutto quello che può scaturire questi capogiri.
Ho già preso appuntamento col medico curante ma nel frattempo volevo un vostro parere
Ho 21 anni e da circa 8 mesi pratico sala pesi, ho una vita sana e seguo una dieta.
Da circa una settimana però in palestra non riesco a finire il mio allenamento perché mi sento stanco e ho la sensazione di capogiro, inoltre sento una contrazione al di sopra del sopracciglio che va e viene e a volte è come se rimanessi bloccato per qualche secondo con il collo quando faccio qualche movimento.
Quando cammino o quando faccio sforzi sento dei capogiri, la sensazione è di instabilità, inoltre avverto anche un po di nausea. La cosa che ho notato è che quando faccio alzate laterali al cavo la sensazione di vertigini è molto più marcata.
Essendo una persona ansiosa mi spavento molto e cerco di evitare tutto quello che può scaturire questi capogiri.
Ho già preso appuntamento col medico curante ma nel frattempo volevo un vostro parere
Gentile Utente,
da quanto descrive il quadro non è suggestivo di una patologia neurologica grave, ma appare coerente con una condizione funzionale, verosimilmente legata alla combinazione di attività fisica intensa, tensione muscolo-cervicale e componente ansiosa.
La contrazione sopra il sopracciglio, la sensazione di blocco cervicale e il peggioramento dei capogiri durante alcuni esercizi (in particolare quelli che coinvolgono spalle e collo, come le alzate laterali) orientano verso una tensione cervico-muscolare, che può provocare instabilità soggettiva, capogiri e nausea, senza che vi sia una vera vertigine neurologica.
Il fatto che i sintomi si accentuino sotto sforzo e che lei tenda a evitarli per paura è molto frequente nei soggetti ansiosi e può mantenere o amplificare il disturbo.
A mio avviso la cosa più opportuna è di sospendere temporaneamente gli esercizi che sollecitano collo e spalle, ridurre l’intensità dell’allenamento, curare respirazione, idratazione e recupero ed
evitare movimenti bruschi del capo. Solo nel caso in cui i sintomi dovessero persistere, peggiorare o associarsi a deficit neurologici veri sarà necessario un approfondimento specialistico.
Un cordiale saluto
da quanto descrive il quadro non è suggestivo di una patologia neurologica grave, ma appare coerente con una condizione funzionale, verosimilmente legata alla combinazione di attività fisica intensa, tensione muscolo-cervicale e componente ansiosa.
La contrazione sopra il sopracciglio, la sensazione di blocco cervicale e il peggioramento dei capogiri durante alcuni esercizi (in particolare quelli che coinvolgono spalle e collo, come le alzate laterali) orientano verso una tensione cervico-muscolare, che può provocare instabilità soggettiva, capogiri e nausea, senza che vi sia una vera vertigine neurologica.
Il fatto che i sintomi si accentuino sotto sforzo e che lei tenda a evitarli per paura è molto frequente nei soggetti ansiosi e può mantenere o amplificare il disturbo.
A mio avviso la cosa più opportuna è di sospendere temporaneamente gli esercizi che sollecitano collo e spalle, ridurre l’intensità dell’allenamento, curare respirazione, idratazione e recupero ed
evitare movimenti bruschi del capo. Solo nel caso in cui i sintomi dovessero persistere, peggiorare o associarsi a deficit neurologici veri sarà necessario un approfondimento specialistico.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Dottore la ringrazio molto,credo di fare una settimana di pausa dalla palestra poiché mi sento anche stanco e spossato,per poi rientrare con meno intensità.Ma è possibile che un accumulo di fatica abbia fatto peggiorare la mia ansia?Perche da un po’di tempo stavo bene e avevo imparato a gestirla ma da due settimane è molto più marcata
Gentile Utente,
sì, è assolutamente possibile ed è anzi molto frequente che un accumulo di fatica fisica e mentale determini una riacutizzazione dell’ansia, anche in persone che avevano imparato a gestirla bene.
Quando il carico complessivo (allenamenti intensi, stress, sonno non ottimale, recupero insufficiente) supera una certa soglia, il sistema nervoso va in una condizione di iperattivazione, e i sintomi ansiosi possono riemergere o accentuarsi, spesso accompagnandosi a tensione muscolo-cervicale, sensazioni di instabilità o capogiro, nausea, stanchezza, difficoltà di concentrazione.
La sua decisione di prendersi una pausa dalla palestra e di riprendere con minore intensità è quindi del tutto appropriata. A mio avviso, in questa fase è utile privilegiare esercizi aerobici leggeri,
evitare temporaneamente quelli che sollecitano collo e spalle e curare il recupero, il sonno e la respirazione. In altri termini, non sfidare i sintomi, ma nemmeno evitarli in modo rigido per paura.
Qualora i disturbi dovessero persistere nel tempo, comunque può essere utile anche una valutazione neurologica, più che altro a scopo di conferma e rassicurazione, non perché vi siano al momento elementi di sospetto per una patologia neurologica.
Cordialmente
sì, è assolutamente possibile ed è anzi molto frequente che un accumulo di fatica fisica e mentale determini una riacutizzazione dell’ansia, anche in persone che avevano imparato a gestirla bene.
Quando il carico complessivo (allenamenti intensi, stress, sonno non ottimale, recupero insufficiente) supera una certa soglia, il sistema nervoso va in una condizione di iperattivazione, e i sintomi ansiosi possono riemergere o accentuarsi, spesso accompagnandosi a tensione muscolo-cervicale, sensazioni di instabilità o capogiro, nausea, stanchezza, difficoltà di concentrazione.
La sua decisione di prendersi una pausa dalla palestra e di riprendere con minore intensità è quindi del tutto appropriata. A mio avviso, in questa fase è utile privilegiare esercizi aerobici leggeri,
evitare temporaneamente quelli che sollecitano collo e spalle e curare il recupero, il sonno e la respirazione. In altri termini, non sfidare i sintomi, ma nemmeno evitarli in modo rigido per paura.
Qualora i disturbi dovessero persistere nel tempo, comunque può essere utile anche una valutazione neurologica, più che altro a scopo di conferma e rassicurazione, non perché vi siano al momento elementi di sospetto per una patologia neurologica.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 141 visite dal 31/01/2026.
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