Sensazione di forte vertigine e convulsioni
Gentilissimi, vi chiedo un aiuto per mia madre 88 anni che da qualche mese soffre di forti vertigini; riferisce un fastidio che le parte dalla nuca e poi si estende a tutta la testa, assume un’espressione sofferente e per alleviare il fastidio china in avanti la testa e si regge la fronte.
Talvolta le crisi sono seguite da brevi convulsioni.
All’inizio queste ultime erano indipendenti dalle vertigini.
La TC Cranio ha evidenziato ematoma subdurale cronico di circa 9 mm monitorato con varie TC successive anche sostituendo terapia anticoagulante (Debigatran), che assume da anni per fibrillazione atriale, con iniezioni di eparina.
A distanza di quattro mesi circa e ripresa terapia anticoagulante l’ematoma è invariato, effettuata nuova TC Cranio il 12 Gennaio quando è caduta battendo la testa e al PS le hanno rifatto l’esame, e l’ultima una settimana fa quando l’ho riportata in Pronto Soccorso perché le crisi si acutizzavano.
Non sono state riscontrate anomalie sotto il profilo neurologico e le è stato prescritto il Keppra 500 da assumere due volte al giorno per le crisi epilettiche.
A distanza di un paio di giorni la situazione sembra invariata (vertigini e convulsioni) e io non so più cosa fare.
Mia mamma nel giro di pochi mesi è diventata sempre meno autonoma nei movimenti.
Stando coricata sembra avere sollievo ma per dormire a volte prende 10 gocce di Lexotan.
Le crisi sono più frequenti nel pomeriggio e dall’ora di cena in poi, spesso quando sta seduta.
L’EEC fatto due volte non ha mai evidenziato anomalie.
Adesso il medico curante suggerisce visita ORL per possibile labirintite.
Rimango a disposizione per ulteriori dettagli.
Davvero non so più come fare per aiutare mia madre a individuare l’origine del problema (le crisi sono state ritenute solo compatibili con la piccola falda, peraltro definita cronica sin dall’inizio) e trovare una cura efficace.
Grazie, cordiali saluti.
Talvolta le crisi sono seguite da brevi convulsioni.
All’inizio queste ultime erano indipendenti dalle vertigini.
La TC Cranio ha evidenziato ematoma subdurale cronico di circa 9 mm monitorato con varie TC successive anche sostituendo terapia anticoagulante (Debigatran), che assume da anni per fibrillazione atriale, con iniezioni di eparina.
A distanza di quattro mesi circa e ripresa terapia anticoagulante l’ematoma è invariato, effettuata nuova TC Cranio il 12 Gennaio quando è caduta battendo la testa e al PS le hanno rifatto l’esame, e l’ultima una settimana fa quando l’ho riportata in Pronto Soccorso perché le crisi si acutizzavano.
Non sono state riscontrate anomalie sotto il profilo neurologico e le è stato prescritto il Keppra 500 da assumere due volte al giorno per le crisi epilettiche.
A distanza di un paio di giorni la situazione sembra invariata (vertigini e convulsioni) e io non so più cosa fare.
Mia mamma nel giro di pochi mesi è diventata sempre meno autonoma nei movimenti.
Stando coricata sembra avere sollievo ma per dormire a volte prende 10 gocce di Lexotan.
Le crisi sono più frequenti nel pomeriggio e dall’ora di cena in poi, spesso quando sta seduta.
L’EEC fatto due volte non ha mai evidenziato anomalie.
Adesso il medico curante suggerisce visita ORL per possibile labirintite.
Rimango a disposizione per ulteriori dettagli.
Davvero non so più come fare per aiutare mia madre a individuare l’origine del problema (le crisi sono state ritenute solo compatibili con la piccola falda, peraltro definita cronica sin dall’inizio) e trovare una cura efficace.
Grazie, cordiali saluti.
Gentile Utente,
comprendo profondamente la sua preoccupazione e il senso di impotenza che emerge dal racconto. Il quadro clinico di sua madre è complesso ma coerente, e richiede alcune precisazioni fondamentali per orientarsi correttamente.
L’ematoma subdurale cronico di 9 mm, stabile nel tempo e ripetutamente documentato come invariato alle TC di controllo, non ha caratteristiche tali da giustificare da solo né vertigini persistenti né crisi convulsive ricorrenti, soprattutto in assenza di segni neurologici focali all’esame obiettivo. In questi casi l’ematoma rappresenta più spesso un fattore concomitante che non la causa diretta della sintomatologia attuale.
Le brevi convulsioni descritte, con EEG che lei dice "fatto due volte non ha mai evidenziato anomalie", non consentono di porre con certezza una diagnosi di epilessia strutturale. Il Keppra è stato prescritto correttamente in via prudenziale, ma è importante sapere che l’effetto terapeutico non è immediato e che alcuni giorni non sono sufficienti per valutarne l’efficacia; inoltre, in pazienti molto anziani può non modificare quadri che non siano francamente epilettici.
Le vertigini associate a dolore nucale, peggioramento in posizione seduta, miglioramento da coricata, insieme alla progressiva riduzione dell’autonomia, orientano piuttosto verso una sofferenza multifattoriale, in cui possono concorrere sicuramente una componente vestibolare periferica (da qui la correttezza dell’indicazione ORL), con la complicità patogenetica di fattori concorrenti, quali instabilità posturale e cervicale, fragilità cerebrale legata all’età e una possibile disregolazione neurovegetativa, frequente nell’anziano.
Sento di allertarla sul ricorso a benzodiazepine per il sonno (come il Lexotan), che può accentuare instabilità, confusione e rischio di cadute, e andrebbe rivalutato con molta cautela.
In conclusione, a mio avviso non emergono elementi di urgenza neurochirurgica, anche se l’ematoma subdurale cronico va monitorato, e ritengo appropriato procedere con valutazione ORL/otoneurologica in uno con una valutazione geriatrica o neurologica globale, che consideri insieme postura, equilibrio, farmaci, stato cognitivo e funzionale, evitando interventi frammentari ma cercando di addivenire ad un approccio unitario e graduale. Continuate a seguire un percorso guidato, senza rincorrere singole ipotesi isolate.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un cordiale saluto
comprendo profondamente la sua preoccupazione e il senso di impotenza che emerge dal racconto. Il quadro clinico di sua madre è complesso ma coerente, e richiede alcune precisazioni fondamentali per orientarsi correttamente.
L’ematoma subdurale cronico di 9 mm, stabile nel tempo e ripetutamente documentato come invariato alle TC di controllo, non ha caratteristiche tali da giustificare da solo né vertigini persistenti né crisi convulsive ricorrenti, soprattutto in assenza di segni neurologici focali all’esame obiettivo. In questi casi l’ematoma rappresenta più spesso un fattore concomitante che non la causa diretta della sintomatologia attuale.
Le brevi convulsioni descritte, con EEG che lei dice "fatto due volte non ha mai evidenziato anomalie", non consentono di porre con certezza una diagnosi di epilessia strutturale. Il Keppra è stato prescritto correttamente in via prudenziale, ma è importante sapere che l’effetto terapeutico non è immediato e che alcuni giorni non sono sufficienti per valutarne l’efficacia; inoltre, in pazienti molto anziani può non modificare quadri che non siano francamente epilettici.
Le vertigini associate a dolore nucale, peggioramento in posizione seduta, miglioramento da coricata, insieme alla progressiva riduzione dell’autonomia, orientano piuttosto verso una sofferenza multifattoriale, in cui possono concorrere sicuramente una componente vestibolare periferica (da qui la correttezza dell’indicazione ORL), con la complicità patogenetica di fattori concorrenti, quali instabilità posturale e cervicale, fragilità cerebrale legata all’età e una possibile disregolazione neurovegetativa, frequente nell’anziano.
Sento di allertarla sul ricorso a benzodiazepine per il sonno (come il Lexotan), che può accentuare instabilità, confusione e rischio di cadute, e andrebbe rivalutato con molta cautela.
In conclusione, a mio avviso non emergono elementi di urgenza neurochirurgica, anche se l’ematoma subdurale cronico va monitorato, e ritengo appropriato procedere con valutazione ORL/otoneurologica in uno con una valutazione geriatrica o neurologica globale, che consideri insieme postura, equilibrio, farmaci, stato cognitivo e funzionale, evitando interventi frammentari ma cercando di addivenire ad un approccio unitario e graduale. Continuate a seguire un percorso guidato, senza rincorrere singole ipotesi isolate.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Caro Dottore, purtroppo è stata proprio l’assenza di un percorso guidato a portarci a questo punto e a farci stare male in due. La ringrazio per la sua risposta.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 112 visite dal 31/01/2026.
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