Lettura referto : rm del cervello e del tronco encefalico ( senza contrasto ) -
Buongiorno gentilmete potrei avere consulto per mio padre, in merito al seguente REFERTO riferito ad un uomo di anni 78 : camere ventricolari in asse moderatamente dilatate (indice di Evans 0.36).
Struttura della linea mediana in asse.
Non sono evidenti alterazioni di seganle a carico del tessuto nervoso endocranico nè alterazioni della diffusività nella coquenza in Diffusione.
Note di atrofia corticale diffusa.
nel sospetto clinico di idrocefalo normoteso sarebbe utile studio della dinamica liquorale.
Come procedere?
In attesa di un cortese riscontro, ringrazio anticipatamente.
Struttura della linea mediana in asse.
Non sono evidenti alterazioni di seganle a carico del tessuto nervoso endocranico nè alterazioni della diffusività nella coquenza in Diffusione.
Note di atrofia corticale diffusa.
nel sospetto clinico di idrocefalo normoteso sarebbe utile studio della dinamica liquorale.
Come procedere?
In attesa di un cortese riscontro, ringrazio anticipatamente.
Gentile Signora,
il passo successivo è una visita neurologica per verificare o meno un’eventuale correlazione clinica (disturbi della deambulazione, incontinenza urinaria e demenza). In presenza della predetta sintomatologia il collega procederà allo studio della dinamica liquorale.
L’ampliamento dei ventricoli potrebbe anche essere legato all’età.
Si associa atrofia corticale diffusa, cioè sofferenza dei neuroni con parziale perdita cellulare.
Il neurologo Le spiegherà tutto in base ai riscontri della visita.
Cordiali saluti
il passo successivo è una visita neurologica per verificare o meno un’eventuale correlazione clinica (disturbi della deambulazione, incontinenza urinaria e demenza). In presenza della predetta sintomatologia il collega procederà allo studio della dinamica liquorale.
L’ampliamento dei ventricoli potrebbe anche essere legato all’età.
Si associa atrofia corticale diffusa, cioè sofferenza dei neuroni con parziale perdita cellulare.
Il neurologo Le spiegherà tutto in base ai riscontri della visita.
Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro
Utente
Buongiorno Dottore, La ringrazio per il consulto. Come da Lei gentilmente indicato, mio padre ha effettuato la visita neurologica. Sonnolenza diurna. Le inoltro il relativo referto: Pz con cardiopatia ipertensiva, DM tipo II, dislipidemia, ca del colon, eteroplasia della prostata stadio cT2a a N0 M0 GS 6 3+3 i ADK, Gleason 3+3=6 , grade group 1 in un singolo frustolo di dx, negativi i restanti in sorveglianza attiva dal 2024; iperomocisteinemia in doppia mutazione MTHFR (una in omozigosi), riferisce claudicatio. Da qualche anno turbe mnesiche. Esibisce prelievo che evidenzia normale dosaggio di vitamine e funzione tiroidea. In autunno 2025 ha eseguito MMSE 26.3 e programmato RMN encefalo che evidenzia atrofia dell’ippocampo e dilatazione ventricolare (indice di Evans 0.36) (assent deficit della deambulazione e incontinenza urinaria). L’Holter ECG eseguito nell’anno 2024 evidenzia aritmia extrasistolica. Terapia in atto: pantorc, triatec, almarytm, xatral, sequacor, atorvastatina, norvasc, finastid, kanrenol, synjardj, cardioaspirina, neodidro, illumina, folidex.
Esegue retest che evidenzia: MMSE 24.3/30
Conclusioni: disturbo neuro cognitivo maggiore lieve in encefalopatia a prevalente atrofia.
Si consiglia RMN encefalo con studio dinamico della circolazione liquorale.
Pr. Memantina 20cpr.
Successivamente, mio padre ha effettuato anche una valutazione cardiologica. Il cardiologo ha sconsigliato l’assunzione del suddetto farmaco in considerazione delle sue condizioni cliniche (bigeminismo, aritmie e ritmo cardiaco a 58 b/min). Abbiamo ricontattato il neurologo, il quale ha ritenuto opportuno non prescrivere più il farmaco precedentemente prescritto, ma di continuare solo con l’integratore Illumina.
Inoltre, alla luce della mutazione genetica riscontrata, ci è stato riferito che mio padre non potrà assumere altri medicinali specifici che attualmente esistono per bloccare l’avanzamento del deterioramento cognitivo.
Le chiedo cortesemente se farmaci attualmente in terapia, quali atorvastatina e Synjardy, possano in qualche modo contribuire o peggiorare il deterioramento cognitivo.
Le sarei grato se potesse indicarci se vi siano eventuali alternative terapeutiche o ulteriori strategie da considerare.
RingraziandoLa per la disponibilità, resto in attesa di un Suo gentile riscontro.
Cordiali saluti.
Esegue retest che evidenzia: MMSE 24.3/30
Conclusioni: disturbo neuro cognitivo maggiore lieve in encefalopatia a prevalente atrofia.
Si consiglia RMN encefalo con studio dinamico della circolazione liquorale.
Pr. Memantina 20cpr.
Successivamente, mio padre ha effettuato anche una valutazione cardiologica. Il cardiologo ha sconsigliato l’assunzione del suddetto farmaco in considerazione delle sue condizioni cliniche (bigeminismo, aritmie e ritmo cardiaco a 58 b/min). Abbiamo ricontattato il neurologo, il quale ha ritenuto opportuno non prescrivere più il farmaco precedentemente prescritto, ma di continuare solo con l’integratore Illumina.
Inoltre, alla luce della mutazione genetica riscontrata, ci è stato riferito che mio padre non potrà assumere altri medicinali specifici che attualmente esistono per bloccare l’avanzamento del deterioramento cognitivo.
Le chiedo cortesemente se farmaci attualmente in terapia, quali atorvastatina e Synjardy, possano in qualche modo contribuire o peggiorare il deterioramento cognitivo.
Le sarei grato se potesse indicarci se vi siano eventuali alternative terapeutiche o ulteriori strategie da considerare.
RingraziandoLa per la disponibilità, resto in attesa di un Suo gentile riscontro.
Cordiali saluti.
Gentile Signora,
dalle attuali conoscenze nessuno dei due farmaci menzionati ha un effetto negativo sulla cognitività per cui da questo punto di vista può stare tranquilla.
Esistono tanti prodotti (la maggioranza integratori) pubblicizzati per rallentare il declino cognitivo ma nessuno ancora è in grado di risolvere il problema, tra questi, tra i più utilizzati, ci sono quelli a base di citicolina ma anche questi dai risultati incostanti.
Cordialmente
dalle attuali conoscenze nessuno dei due farmaci menzionati ha un effetto negativo sulla cognitività per cui da questo punto di vista può stare tranquilla.
Esistono tanti prodotti (la maggioranza integratori) pubblicizzati per rallentare il declino cognitivo ma nessuno ancora è in grado di risolvere il problema, tra questi, tra i più utilizzati, ci sono quelli a base di citicolina ma anche questi dai risultati incostanti.
Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro
Utente
La ringrazio.
Questo consulto ha ricevuto 5 risposte e 378 visite dal 10/02/2026.
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