Multiplette in fase post ischemica che significa
Buongiorno, ho effettuato vari esami neurologici, elettromiografia, potenziali evocati, test di kugelber e il referto parla di "multiplette in fase post ischemica e segni di tetania latente, inoltre assenza di risposta sudomotoria ai piedi...
Volevo sapere cosa significa "fase post ischemica" fato che la visita col neurologo è prenotata a fine settembre...
Io soffro da oltre 15 anni di connettivite indifferenziata, Hashimoto e sjogren.
Grazie mille per le risposte
Volevo sapere cosa significa "fase post ischemica" fato che la visita col neurologo è prenotata a fine settembre...
Io soffro da oltre 15 anni di connettivite indifferenziata, Hashimoto e sjogren.
Grazie mille per le risposte
Gentile Utente,
l’espressione multiplette in fase post-ischemica in ambito elettrofisiologico viene spesso impiegata per descrivere modificazioni transitorie della risposta neuromuscolare, legate a fenomeni funzionali di ridotta perfusione o affaticamento del tessuto durante il test, e non equivale a un’ischemia clinica (come un ictus).
I segni di tetania latente indicano invece una iper-eccitabilità neuromuscolare, spesso associata a fattori metabolici (calcio, magnesio), endocrini o autoimmuni, e sono un reperto frequente in soggetti con tiroidite di Hashimoto, sindrome di Sj gren e connettivite, come nel suo caso.
Infine, l’assenza di risposta sudomotoria ai piedi suggerisce un possibile coinvolgimento vegetativo periferico, anch’esso compatibile con patologie autoimmuni di lunga durata e non necessariamente evolutivo o pericoloso.
In sintesi, il referto va interpretato nel contesto delle sue patologie sistemiche note e non suggerisce un’urgenza neurologica. È corretto e appropriato discuterne con il neurologo alla visita programmata, che potrà valutare se siano utili eventuali integrazioni metaboliche o un follow-up clinico mirato.
Un cordiale saluto
l’espressione multiplette in fase post-ischemica in ambito elettrofisiologico viene spesso impiegata per descrivere modificazioni transitorie della risposta neuromuscolare, legate a fenomeni funzionali di ridotta perfusione o affaticamento del tessuto durante il test, e non equivale a un’ischemia clinica (come un ictus).
I segni di tetania latente indicano invece una iper-eccitabilità neuromuscolare, spesso associata a fattori metabolici (calcio, magnesio), endocrini o autoimmuni, e sono un reperto frequente in soggetti con tiroidite di Hashimoto, sindrome di Sj gren e connettivite, come nel suo caso.
Infine, l’assenza di risposta sudomotoria ai piedi suggerisce un possibile coinvolgimento vegetativo periferico, anch’esso compatibile con patologie autoimmuni di lunga durata e non necessariamente evolutivo o pericoloso.
In sintesi, il referto va interpretato nel contesto delle sue patologie sistemiche note e non suggerisce un’urgenza neurologica. È corretto e appropriato discuterne con il neurologo alla visita programmata, che potrà valutare se siano utili eventuali integrazioni metaboliche o un follow-up clinico mirato.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Grazie mille dottore, quindi non c'è urgenza...la ringrazio davvero ,mi ero proprio preoccupata anche perché,nel referto c'è anche scritto segni di disfunzione periferica generalizzate, e credo che dipenda tutto da mio problema autoimmune...
Sono davvero soddisfatto se sono riuscito a tranquillizzarla
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Si, grazie mille, nella mia ignoranza avevo capito di essere in fase post ischemica.Grazie ancora per il lavoro che svolgete
Utente
Buonasera Dottore, mi sono nel frattempo arrivati altri risultati sempre inerenti ai test svolti...uno parla di HRV significativamente ridotto e l'altro di Disturbo assonale conduzione A delta per stimolazione crurale, nel frattempo ho effettuato anche una risonanza magnetica all 'encefalo. Devo preoccuparmi? Grazie ancora
Gentile Paziente,
la ringrazio per aver condiviso anche questi ulteriori risultati.
Il riscontro di HRV (variabilità della frequenza cardiaca) ridotto e di un disturbo assonale delle fibre A-delta rientra spesso nel quadro di un possibile coinvolgimento del sistema nervoso periferico e autonomico, che può essere coerente con il contesto autoimmune già noto nel suo caso.
Si tratta di alterazioni che non indicano un evento acuto o urgente, non sono espressione di una condizione post-ischemica cerebrale e vanno interpretate nel loro insieme e nel contesto clinico generale.
La riduzione dell’HRV, in particolare, può riflettere un’alterazione del sistema nervoso autonomo, mentre il coinvolgimento delle fibre A-delta è compatibile con una neuropatia periferica di tipo sottile (small fiber), spesso associata a condizioni autoimmuni.
Alla luce di quanto mi riferisce, non emerge un quadro di urgenza neurologica. È invece corretto:
completare la valutazione con la risonanza encefalica (come ha già fatto), discutere tutti i risultati in sede di visita neurologica, valutare eventualmente approfondimenti mirati (metabolici, autoimmuni o sul sistema autonomico), se clinicamente indicati.
La invito quindi a mantenere la tranquillità: si tratta di elementi che richiedono inquadramento clinico, ma non devono essere motivo di allarme immediato.
Un cordiale saluto
la ringrazio per aver condiviso anche questi ulteriori risultati.
Il riscontro di HRV (variabilità della frequenza cardiaca) ridotto e di un disturbo assonale delle fibre A-delta rientra spesso nel quadro di un possibile coinvolgimento del sistema nervoso periferico e autonomico, che può essere coerente con il contesto autoimmune già noto nel suo caso.
Si tratta di alterazioni che non indicano un evento acuto o urgente, non sono espressione di una condizione post-ischemica cerebrale e vanno interpretate nel loro insieme e nel contesto clinico generale.
La riduzione dell’HRV, in particolare, può riflettere un’alterazione del sistema nervoso autonomo, mentre il coinvolgimento delle fibre A-delta è compatibile con una neuropatia periferica di tipo sottile (small fiber), spesso associata a condizioni autoimmuni.
Alla luce di quanto mi riferisce, non emerge un quadro di urgenza neurologica. È invece corretto:
completare la valutazione con la risonanza encefalica (come ha già fatto), discutere tutti i risultati in sede di visita neurologica, valutare eventualmente approfondimenti mirati (metabolici, autoimmuni o sul sistema autonomico), se clinicamente indicati.
La invito quindi a mantenere la tranquillità: si tratta di elementi che richiedono inquadramento clinico, ma non devono essere motivo di allarme immediato.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 6 risposte e 262 visite dal 31/01/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Approfondimento su Ictus
Come riconoscere l'ictus? Ischemico o emorragico: scopri le cause, i fattori di rischio e i sintomi. Cure e guarigione: terapie possibili e complicanze.
Consulti simili su ictus
- Referto RMN madre 80 anni: demenza senile o segni d'età?
- RM encefalo: cosa significano i risultati?
- Prevenire ictus: cosa fare dopo il primo evento?
- Emicrania con aura frequente e acufeni: nuova visita neurologica necessaria?
- Sincope materna: stress o problema cardiaco?
- Improvviso collasso in anziana: stress o ischemia?
Consulti su esami strumentali ed ematici
Altri consulti in neurologia
- Foci di segnale alto nella sostanza bianca indicano possibile SM?
- Vibrazione/testa che frigge costante da 5 giorni
- Aree gliotiche, cisti pineale, ampliamento degli spazi subaracnoidei
- Buongiorno vorrei un opinione su cosa fare dopo avere eseguito rm intera colonna
- Interpretazione RMN encefalica con indice Evans 0.31 e stroke volume 0,12 ml
- Nausea e cefalea persistenti: cosa fare e rischio tumore cerebrale?