Episodio presincopale a 25 anni
Salve, ho 25 anni, peso 72 kg e sono un infermiere.
Un paio di settimane fa ero in fase di recupero da un quadro influenzale/respiratorio (catarro, lieve febbricola, orecchio tappato), successivo a una crociera che non si era ancora completamente risolto.
Il weekend successivo sono partito con amici per il mare.
Il primo giorno tutto okay, la domenica ho fatto colazione verso le 11:30 con due pezzi di focaccia (una al formaggio e una con prosciutto cotto) e bevuto un tè freddo, poi un caffè.
Dopo, circa verso le 12, ero in spiaggia, con condizioni comunque miti (circa 19-20°C, ventilato).
Sono rimasto al sole, poi ho fatto un breve bagno e successivamente mi sono sdraiato sul lettino, andava tutto bene.
Verso le 14:15 ho iniziato a percepire una sensazione di malessere generale non ben definita, seguita da sudorazione fredda.
Ho avuto necessità di evacuare due volte (feci formate).
Nei minuti successivi sono comparsi nausea, un episodio di vomito, seppur poco, tremori, agitazione e sensazione di svenimento imminente con tachicardia percepita.
I sintomi hanno avuto andamento fluttuante per circa 30-60 minuti, con peggioramenti e miglioramenti alternati.
Sono rimasto sempre cosciente.
Progressivamente la sintomatologia si è risolta nel corso della giornata, e la sera abbastanza bene, solo un po frastornato dallaccaduto.
Preciso che negli anni ho eseguito controlli cardiologici completi (ECG, Holter 24h, ecocardiogramma,), tutti nella norma.
Non ho però mai effettuato una visita neurologica in vita mia, e non ho parenti con patologie neurologiche.
Nessuna storia familiare significativa per cardiopatie o morte improvvisa.
Ci tenevo a chiedere un parere in quanto questa è la prima volta che in 25 anni mi succede un episodio del genere.
Ho pensato a una crisi vasovagale; ma non essendo comunque io un medico, cercavo un parere che mi potesse un attimo far inquadrare meglio la situazione.
Da quel giorno in poi, complice anche il caldo di questi giorni, mi sembra mi accada più spesso, e tende a risolversi o comunque attenuarsi nel momento in cui mi sdraio.
Mi sono provato i parametri un paio di volte nel mentre, ed erano comunque ok, PA 124/82 la prima volta, 131/83 la seconda volta, bpm sempre regolari e mai oltre gli 85.
Mi pare però che mi accada almeno una volta al giorno ultimamente, forse mi sono anche un po condizionato dallo spavento che mi è venuto quel giorno.
Sarebbe il caso di fare una visita neurologica?
Un paio di settimane fa ero in fase di recupero da un quadro influenzale/respiratorio (catarro, lieve febbricola, orecchio tappato), successivo a una crociera che non si era ancora completamente risolto.
Il weekend successivo sono partito con amici per il mare.
Il primo giorno tutto okay, la domenica ho fatto colazione verso le 11:30 con due pezzi di focaccia (una al formaggio e una con prosciutto cotto) e bevuto un tè freddo, poi un caffè.
Dopo, circa verso le 12, ero in spiaggia, con condizioni comunque miti (circa 19-20°C, ventilato).
Sono rimasto al sole, poi ho fatto un breve bagno e successivamente mi sono sdraiato sul lettino, andava tutto bene.
Verso le 14:15 ho iniziato a percepire una sensazione di malessere generale non ben definita, seguita da sudorazione fredda.
Ho avuto necessità di evacuare due volte (feci formate).
Nei minuti successivi sono comparsi nausea, un episodio di vomito, seppur poco, tremori, agitazione e sensazione di svenimento imminente con tachicardia percepita.
I sintomi hanno avuto andamento fluttuante per circa 30-60 minuti, con peggioramenti e miglioramenti alternati.
Sono rimasto sempre cosciente.
Progressivamente la sintomatologia si è risolta nel corso della giornata, e la sera abbastanza bene, solo un po frastornato dallaccaduto.
Preciso che negli anni ho eseguito controlli cardiologici completi (ECG, Holter 24h, ecocardiogramma,), tutti nella norma.
Non ho però mai effettuato una visita neurologica in vita mia, e non ho parenti con patologie neurologiche.
Nessuna storia familiare significativa per cardiopatie o morte improvvisa.
Ci tenevo a chiedere un parere in quanto questa è la prima volta che in 25 anni mi succede un episodio del genere.
Ho pensato a una crisi vasovagale; ma non essendo comunque io un medico, cercavo un parere che mi potesse un attimo far inquadrare meglio la situazione.
Da quel giorno in poi, complice anche il caldo di questi giorni, mi sembra mi accada più spesso, e tende a risolversi o comunque attenuarsi nel momento in cui mi sdraio.
Mi sono provato i parametri un paio di volte nel mentre, ed erano comunque ok, PA 124/82 la prima volta, 131/83 la seconda volta, bpm sempre regolari e mai oltre gli 85.
Mi pare però che mi accada almeno una volta al giorno ultimamente, forse mi sono anche un po condizionato dallo spavento che mi è venuto quel giorno.
Sarebbe il caso di fare una visita neurologica?
Gentile Utente,
leggendo la sua descrizione, la mia prima impressione è che l'episodio da lei riferito sia maggiormente compatibile con una reazione vasovagale o lipotimica, favorita dalla concomitanza di diversi fattori predisponenti. Mi riferisco in particolare a quanto riferito nel resoconto anamnestico costituito da recente infezione respiratoria non completamente risolta; possibile stato di lieve disidratazione; permanenza in spiaggia; bagno in mare; intervallo relativamente lungo tra il risveglio e il pasto; possibile componente gastrointestinale (nausea, vomito, necessità di evacuare).
La sequenza dei sintomi che descrive malessere generale, sudorazione fredda, nausea, senso imminente di svenimento, miglioramento progressivo e beneficio in posizione distesa è infatti piuttosto tipica di una sindrome vasovagale.
Trovo inoltre rassicuranti alcuni elementi: assenza di perdita di coscienza; assenza di sintomi neurologici focali; parametri emodinamici sostanzialmente normali; precedenti controlli cardiologici risultati nella norma.
Il fatto che nei giorni successivi lei abbia iniziato a percepire più facilmente sensazioni simili può essere spiegato, almeno in parte, dal cosiddetto "effetto memoria" dell'evento: dopo uno spavento importante è frequente sviluppare una maggiore attenzione verso le sensazioni corporee e interpretare come minacciose manifestazioni che in precedenza sarebbero passate inosservate.
Per quanto riguarda la Neurologia, sulla base di quanto riferisce non emergono elementi particolarmente suggestivi per una patologia neurologica responsabile dell'episodio. Una visita neurologica può certamente essere eseguita per completezza e tranquillità personale, ma non la considererei l'approfondimento prioritario in presenza di un quadro come quello descritto.
Naturalmente, qualora dovessero comparire vere perdite di coscienza, deficit neurologici, sintomi progressivamente ingravescenti o episodi ricorrenti non spiegabili, sarebbe opportuno un ulteriore approfondimento clinico.
Nel complesso, tuttavia, la descrizione che fornisce appare molto più compatibile con un episodio lipotimico/vasovagale che con una patologia neurologica significativa.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo Napoli
leggendo la sua descrizione, la mia prima impressione è che l'episodio da lei riferito sia maggiormente compatibile con una reazione vasovagale o lipotimica, favorita dalla concomitanza di diversi fattori predisponenti. Mi riferisco in particolare a quanto riferito nel resoconto anamnestico costituito da recente infezione respiratoria non completamente risolta; possibile stato di lieve disidratazione; permanenza in spiaggia; bagno in mare; intervallo relativamente lungo tra il risveglio e il pasto; possibile componente gastrointestinale (nausea, vomito, necessità di evacuare).
La sequenza dei sintomi che descrive malessere generale, sudorazione fredda, nausea, senso imminente di svenimento, miglioramento progressivo e beneficio in posizione distesa è infatti piuttosto tipica di una sindrome vasovagale.
Trovo inoltre rassicuranti alcuni elementi: assenza di perdita di coscienza; assenza di sintomi neurologici focali; parametri emodinamici sostanzialmente normali; precedenti controlli cardiologici risultati nella norma.
Il fatto che nei giorni successivi lei abbia iniziato a percepire più facilmente sensazioni simili può essere spiegato, almeno in parte, dal cosiddetto "effetto memoria" dell'evento: dopo uno spavento importante è frequente sviluppare una maggiore attenzione verso le sensazioni corporee e interpretare come minacciose manifestazioni che in precedenza sarebbero passate inosservate.
Per quanto riguarda la Neurologia, sulla base di quanto riferisce non emergono elementi particolarmente suggestivi per una patologia neurologica responsabile dell'episodio. Una visita neurologica può certamente essere eseguita per completezza e tranquillità personale, ma non la considererei l'approfondimento prioritario in presenza di un quadro come quello descritto.
Naturalmente, qualora dovessero comparire vere perdite di coscienza, deficit neurologici, sintomi progressivamente ingravescenti o episodi ricorrenti non spiegabili, sarebbe opportuno un ulteriore approfondimento clinico.
Nel complesso, tuttavia, la descrizione che fornisce appare molto più compatibile con un episodio lipotimico/vasovagale che con una patologia neurologica significativa.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo Napoli
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 28/05/2026.
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