Utente 372XXX
Gentili dottori,
Qualche mese fa mio padre ( 60 anni) ha iniziato ad avere problemi di deambulazione ( problemi di percezione e equilibrio) e altri problemi neurologici che si sono velocemente evoluti sino a quando, una decina di giorni fa, non ha iniziato ad avere, oltre che difficolta' a comunicare, confusione mentale arrivando anche a non riconoscere le persone.
Non ha mai avvertito mal di testa ma le tac mostrano l'insorgere di diverse piccole emorragie che pero' si riassorbiscono da sole. Gli e' stato riscontrato anche l'idrocefalo e per tale motivo gli e' stato inserito uno shunt.
I medici che lo hanno in cura stanno ancora studiando cosa possa aver provocato tutto questo e al momento tendono a pensare che mio padre sia stato colpito da angiopatia amiloide cerebrale.
Io ho cercato qualche informazione su questa malattia ma sembra essere piuttosto rara e non ho trovato tantissimo. Sappiamo che si tratta di una malattia irreversibile ma quello che vorrei capire io e' qual e' il decorso di questa malattia. Quali sono le aspettative di vita? Ci sono centri specializzati in Italia? I

La ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

l'angiopatia amiloide cerebrale è una condizione a causa sconosciuta e consiste nell'accumulo di amiloide nei piccoli vasi cerebrali e, talvolta, anche nei medi.
Spesso è asintomatica, infatti viene ritrovata in circa un terzo delle biopsie cerebrali effettuate in soggetti di età superiore a 65 anni senza sintomi specifici.
In diversi casi si associa alla malattia di Alzheimer per cui i sintomi possono sovrapporsi.
Caratteristica è la sede delle emorragie, cioè lobari, circoscritte ad un solo lobo cerebrale con localizzazione prevalentemente superficiale, alla corteccia e alla giunzione tra sostanza bianca e sostanza grigia.
La terapia è quella delle altre forme di emorragia cerebrale, cioè controllo della pressione arteriosa e della pressione intracranica (già inserito lo shunt).
È un fatto positivo che le piccole emorragie si riassorbano spontaneamente, infatti in alcuni soggetti si deve intervenire chirurgicamente.
Se subentrano crisi convulsive è necessario trattarle con farmaci antiepilettici.
È da evitare la somministrazione di anticoagulanti o di antiaggreganti per l'aumento del rischio emorragico intrinseco a queste categorie farmacologiche.
A livello di decorso, oltre eventuali recidive emorragiche in circa il 20% dei pazienti, abbiamo ricordato le crisi convulsive (possibili ma non manifestazione costante), resta l'eventuale demenza vascolare legata al numero e all'entità delle emorragie.
Non mi risultano centri specializzati.
Le aspettative di vita? Dipende dalla gravità del singolo caso, infatti, come Le dicevo, possono essere asintomatici, avere una sintomatologia sfumata oppure importante con sintomi motori deficitari e deterioramento cognitivo, soprattutto se associato ad Alzheimer.
La vita media può essere anche quella della popolazione generale, può essere ridotta ed esiste una mortalità intorno al 10-30% secondo le varie casistiche, in fase acuta (emorragia importante).
Un grosso in bocca al lupo!

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 372XXX

Gentile Dottor Ferraloro,
La ringrazio per la sua tempestiva risposta.
Le vorrei porre un altro quesito.
Ovviamente l'aspetto che al momento a noi familiari appare piu' preoccupante e' la demenza ( mio padre ha 60 anni e sino a tre mesi fa non aveva nessun problema neurologico e non ci hanno mai parlato di Alzhaimer). Se la demenza e' provocata da un'emorrogia che pero' si riassorbe spontaneamente ( o, come suggerito dai medici che lo hanno in cura, dal fatto che lo shunt ha bisogno di essere regolato) potremo in teoria sperare in un miglioramento della sua condizione cognitiva? O una volta presente la demenza non puo' far altro che peggiorare? Il neurochirugo ha gia' cambiato la pressione dello shunt una volta ma non si sono avuti cambiamenti e cosi' lui continua a non riuscire piu' a leggere, scrivere, a capire, a ricordare e a comunicare.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

senza conoscere bene il caso, visionare gli esami effettuati e visitare il paziente è difficile rispondere alla Sua domanda.
L'emorragia cerebrale può causare problemi cognitivi anche importanti ma teoricamente, secondo l'entità dello spandimento emorragico, la sede, ecc. possono rientrare. Così pure quelli da ipertensione endocranica se trattata adeguatamente. Se invece la demenza è di origine vascolare cronica le probabilità di miglioramento sono basse fino a diventare irreversibile.
Come vede, il quadro è complesso e non è possibile dare una risposta univoca.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 372XXX

Grazie mille Dottore per la sua disponibilita',
Era proprio quello che cercavo di capire.
Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Di nulla, grazie a Lei per avere scelto Medicitalia.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro