Utente 464XXX
Gentili dottori,
Vorrei sottoporre un problema che mi affligge da almeno 15 anni ma che nonostante i miei molteplici tentativi di risoluzione e consulti non ha ancora trovato una soluzione.
Ho 35 anni, svolgo una vita ordinaria, anche se mediamente stressante. Sono in buono stato di salute fisica, nonostante piccoli problemi legati allo stress, peso regolare, non bevo e non faccio uso di droghe. Saltuariamente faccio attività fisica. A partire dalla mia adolescenza ho iniziato ad avere difficoltà a risvegliarmi dal sonno la mattina. Questo problema me lo trascino da molti anni e mi sta creando seri problemi nella mia vita lavorativa e sociale. In pratica non ho difficoltà ad addormentarmi di solito ma al mattino quando suona la sveglia, non riesco a svegliarmi. Il mio sonno è talmente "pesante" che pospongo la sveglia almeno 5 volte. Tendenzialmente vado a letto tardi anche all una di notte ma il problema è presente comunque anche dopo 12 ore di sonno regolare. Nel fine settimana arrivo a dormire anche 14 ore a volte è se il risveglio è forzato come normalmente avviene ho difficoltà enormi ad alnzarmi dal letto o semplicemente ad aprire gli occhi. Spesso mi trascino uno stato di sonnolenza anche per L intera mattinata o anche oltre. La sonnolenza passa nelle ore serali di solito. Quando dormo "abbastanza" sto benissimo. Mi capita inoltre che durante la notte ho risvegli con attacchi di fame. Ho consultato un mese fa circa un neurologo che mi ha prescritto una terapia a base di trittico 60 mg 15 gocce prima di andare a dormire, fiagnosticandomi uno stato depressivo che sicuramente è presente. Tuttavia la terapia non ha influenzato positivamente la qualità del mio sonno anche se ha avuto inizialmente effetti positivi sul mio umore. Il mio problema è sempre stato sottovalutato e mi crea difficoltà inaudite e inizio a pensare che non dipenda da uno stato depressivo ma da altri fattori. Stranamente se può essere utile mi capita che quando raramente consumo alcool un po' più del solito ho un risveglio molto più facile. Mi capita raramente di ricordare i sogni è più che addormentato mi sento narcotizzato. Vi prego di aiutarmi perché non so più cosa fare e come risolvere questo incubo. Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Utente,
dal Suo resoconto anamnestico emerge in maniera abbastanza evidente che l'elemento centrale nella patogenesi della Sua dissonnia sia il disturbo depressivo, che naturalmente dovrebbe essere meglio inquadrato nella sua caratterizzazione nosografica. Se vuole, può avere un'idea più vasta della problematica leggendo il mio articolo "Tutto sui disturbi del sonno" nella sezione degli Speciali Salute" di Medicitalia .
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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www.colangeloneurologo.it

[#2] dopo  
Utente 464XXX

Grazie dottore per la pronta risposta, ma la terapia che sto seguendo da circa un mese (trittico 60 mg alla sera 15 gocce) è sufficiente ? perché ho avuto sicuramente una reazione positiva nei primi giorni ma in questo momento mi sento ricaduto nello stato depressivo di sempre. Cosa potrei fare per migliorare questa condizione? Grazie e saluti cordiali

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Signore,
come Lei intuitivamente comprende, attraverso questo tipo di consulti non è possibile dare pareri sulle terapie prescritte da altri Medici per motivi deontologici e perché non si ha la diretta cognizione del quadro clinico del paziente. I pareri che sono espressi riguardano infatti aspetti meramente scientifici che possono al più orientare per la diagnosi.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#4] dopo  
Utente 464XXX

Dottore il problema è che al risveglio il mio stato fisico è spaventoso perché mi capita spesso di avere tachicardia ortostatica appena mi metto in piedi, uno stato di spossatezza estrema e a volte conati di vomito. Sto uno schifo in pratica per questo ho difficoltà a credere che si tratti di sola depressione. Anzi inizio a pensare che la mia depressione sia causata dai problemi nel sonno e fino ad ora non ho trovato mai pareri diversi da quello del problema depressivo.