Utente 400XXX
Gentili Medici,
Sono uno studente di 22 anni. Circa 5 mesi fa mi è stata diagnosticata una spondiloartrite sieronegativa. Sono attualmente in cura da uno psichiatra per un disturbo post-traumatico e un disturbo d’ansia generalizzato. Premesso questo, passo alla questione neurologica. Dopo circa 2 mesi dalla diagnosi, dopo aver assunto venlafaxina da 37,5 per la prima volta, mi sono svegliato di notte con una forte tachicardia, midriasi, vertigini, visione offuscata. Recatomi al PS mi viene diagnosticato un attacco di panico con crisi ipertensiva (pressione min. 110 max 180). Il tutto si risolve con 25 gocce di en ma permane lievemente la visione offuscata. Dopo qualche giorno mi reco nuovamente al PS in quanto la visione era normale, ma continuavo ad avvertire lievi offuscamenti visivi dalla durata di pochi secondi. Mi mandano in oculistica e mi viene diagnosticato PAPILLEDEMA bilaterale per OD>OS. Effettuo quindi:
- Tac d’urgenza encefalica: nella norma. Esame eseguito senza somministrazione di MDC endovena, in urgenza. Non evidenti alterazioni densitometriche focali al parenchima cerebrale da riferire a lesioni in atto. Normali spazi liquorali periencefalici e ventricolari. Linea mediana in asse. Non evidenti alterazioni focali o diffuse del tessuto adiposo endo orbitario, simmetrica la rappresentazione del cono muscolare.

-Campo visivo (ne ho fatti 5), OCT, fluorangiografia e retinografia nella norma.

-Visita neurologica:
Non apprezzabili deficit ad espressione segmentaria. Lieve asimmetria delle rime palpebrali per prevalenza sinistra. Non si riscontrano segni di compromissione funzionale attribuibile a lesione encefalica e midollare.
Marcato stato d’allarme. Si richiede comunque approfondimento mediante RM encefalo e rachide cervicale senza mezzo di contrasto. Utile indagine PEV.

-RM encefalica: non si rilevano alterazioni focali d’intensità di segnale al parenchima cerebrale di restrizione della diffusione. Sistema ventricolare e spazi liquorali periencefalici nella norma. Irregolare ispessimento mucoso dei seni paranasali in relazione a fenomeni flogistici.

-RM COLONNA CERVICALE: Riduzione fisiologica lordosi. Non si rilevano alterazioni morfostrutturali del midollo. Assenti alterazioni degenerative discali. Regolare ampiezza canale spinale.

-PEV: modesto allungamento delle latenze alle frequenze spaziali più elevate.

-Ulteriore visita oculistica di controllo recente:
Edema papillare non riscontrabile. FOD: papilla rigonfia nasalmente, assenza di escavazione fisiologica in entrambe le pupille. FOS: corpo mobile vitreale.

La situazione attuale è che persiste un forte mal di testa che va avanti dalla diagnosi di papilledema, 2-3 offuscamenti visivi dalla durata di 10-15 secondi al giorno. Vorrei sapere se puó esserci stata una pressione intracranica elevata, una inizio di SM o un adenoma ipofisario non rilevabile alla RM. Inoltre vorrei sapere in quali casistiche i PEV risultino alterati, data una rm normale.
Cordialità.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Utente,
La tranquillizzo sulle Sue paure ad onta del reperto segnalato di papilledema unilaterale. La papilla da stasi può essere un fenomeno secondario ad ipertensione endocranica oppure essere primitiva. Poiché la RM non ha evidenziato alcuna patologia endocranica e l'esame neurologico è negativo, può rivolgere il quesito ad un Oculista. Infine, anche se i PEV mostrano una lieve anomalia, ma sia la Risonanza che l'esame neurologico sono risultati nella norma, questo risulta un reperto non correlabile ad un quadro clinico specifico.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 400XXX

Gent.mo Dott. Colangelo,
La ringrazio per la tempestiva risposta. Proprio oggi ho iniziato una cura con flugeral 10 mg al dì. Sembra andare bene, il mal di testa è diminuito già. Non pensavo che facesse effetto così velocemente. Per quanto riguarda i PEV, spero non siano una prima avvisaglia di qualcosa che verrà. Perdoni l’ipocondria ma, è teoricamente possibile che in un caso di sclerosi multipla i PEV siano i primi esami ad essere alterati, ancor prima della comparsa di una placca? Potrebbe il papilledema aver causato un’alterazione degli stessi? (i Pev sono lievemente alterati bilateralmente).
Inoltre ne approfitto per porgerle un’ultima domanda (i caratteri limitati non mi hanno permesso di introdurla nel testo precedente). Avverto anche una sensazione di intorpidimento all’emivolto dx, nessuna perdita di sensibilità, nessun dolore. Solo un intorpidimento che parte dall’orecchio (spesso tappato, mi si tappano spesso le orecchie specialmente in auto, non so il motivo) e che arriva quasi al mento. Soffro di lieve bruxismo. Di cosa potrebbe trattarsi?
La ringrazio ancora per la gentilezza e disponibilità.

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Su tutto quello che ha descritto sembra aleggiare fortemente l'ansia di malattia (o patofobia o ipocondria) che è una diagnosi che si afferma quando tutte le possibili cause organiche siano state puntualmente escluse. Purtroppo, caro giovane, questo non può essere fatto attraverso consulti online ma consultando lo specialista coinvolto nella problematica, nel caso Suo il Neurologo.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#4] dopo  
Utente 400XXX

Gentile Dottore,
quando 4 mesi fa mi svegliai con forti dolori alla schiena e gambe bloccate, iniziai il pellegrinaggio fra vari medici. Ne vidi 15 fra specialisti privati e pronto soccorso. Ero consapevole di avere una spondilite, ma nel momento in cui la nominavo ai medici questi si mettevano spesso a ridere. Ho dovuto aspettare 2 mesi per avere una vera diagnosi, oltre a quella di “disturbo d’ansia” con la quale venivo liquidato. Detto questo, perdoni la mia insistenza, le chiedevo solo se le anomalie dei Pev possono essere un precoce segno di patologia neurologica.
La ringrazio per la pazienza.

[#5] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Ho sempre sostenuto con i miei pazienti che noi non curiamo un esame strumentale con reperti non normali ma pazienti con un problema clinico reale e verificato. Lei insiste a chiedermi se il reperto dei PEV può indicare segni futuribili di patologia ed io Le ripeto che questi vanno innanzitutto verificati sul piano clinico e, se realmente esistono, confrontati con il reperto delle indagini. Se nel caso suo è stata rilevata un'anomalia (per altro poco significativa) dei PEV cui non fa riscontro un chiaro corrispettivo né sul piano clinico né su quello delle indagini per imaging, perché si sta ancora tormentando su quello che potrebbe significare? Lei ha due possibilità:
1) Ripetere l'esame fra qualche tempo
2) Farsi ancora una volta visitare da un Neurologo e, sulla base del riscontro clinico, porgli qualunque domanda.
Io cerco sempre di esaudire ogni richiesta degli utenti, ma continuare su uno stesso refrain finisce per divenire sterile ed improduttivo, trattandosi di consulti online che non possono avere un valore diagnostico ma soltanto e semplicemente un carattere orientativo.
Spero di averla soddisfatta.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#6] dopo  
Utente 400XXX

La ringrazio per l’esaustiva risposta Dottore. Non volevo creare una complessa discussione. La mia domanda, anche se posta forse in modo semplicistico, serviva solo a capire se un esame strumentale alterato come i PEV, preso singolarmente, in presenza quindi di visita neurologica e risonanza encefalica negative, potesse essere anche lievemente predittivo di possibile sviluppo di patologia neurodegenerativa. Si parla di medicina teorica. Che io sappia un aumento di latenza, anche se lieve, corrisponde ad un ritardo di conduzione nervosa. Puó essere, questo reperto, considerato fisiologico? Tutto qui, la domanda è questa. Il mio neurologo non ha saputo rispondermi.
Detto ciò, spero che questa insistenza non venga considerata come ipocondria, bensì come una semplice domanda posta da un paziente che vorrebbe sentirsi dire qualcosa in più rispetto al solito “controllo fra 6 mesi”.
La ringrazio nuovamente.

[#7] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Purtroppo, considerata la natura del consulto,non posso che ribadirle quanto Le ha consigliato il Suo Neurologo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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