Utente 405XXX
Salve dottori vi espongo il mio problema. Da circa 4 anni assisto un ragazzino di 13 anni con grave handicap mentale . Questo ragazzino quando aveva 9 mesi ebbe la meningite e gli fu asportato parte della membrana del cervello.ora presenta un carattere aggressivo e iperattivo nonostante le cure farmacologiche. Lui prende entumin depakin rivotril lorans. Ma Cmq il problema resta che mi consigliate???perché la sua famiglia non sa cosa fare grazie

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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I pre adolescenti con un disturbo psicologico anche su base organica, sono comunque "pre-adolescenti" e come questi può aver dei turbamenti legato anche alle trasformazioni corporee (la crescita) e lo scatto puberale che si sta affacciando o già avvenuto.
È importante capire se ci siano stati cambiamenti nel comportamento, se il ragazzo parla ed interagisce verbalmente, è sempre opportuno chiedergli che cosa si senta.
Non ritengo di entrare nel merito della terapia farmacologica poiché i medici che lo hanno in carico e in cura, che lo seguono e conoscono, sono gli unici in grado di operare una scelta su farmaci e loro dosaggio.
Talvolta è consigliata una visita odontoiatrica e otorinolaringoiatria di controllo e anche una visita pediatrica completa per valutare il suo stato di salute fisica.
Una psicoterapia in questo caso è di sovente consigliata poiché potrebbe aiutare il ragazzo ad affrontare meglio le sue difficoltà, insieme a dei colloqui psicoterapeutici per i genitori (di supporto alla genitorialità) o al gruppo familiare nel suo insieme.

Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Dr. Vincenzo Rinaldi

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Ho esperienza con disabili adulti ed in base a questa posso dire che situazioni come quella descritta dall'utente sono molto più frequenti e diffuse di quanto si possa immaginare. In queste persone disabili "neuropsichiatrici" spesso i farmaci hanno un'azione poco lineare e poco prevedibile rispetto alle conoscenze farmacologiche generali che abbiamo, l'effetto quindi risulta spesso essere poco efficace, parziale e non soddisfacente. Detto questo quello che si può fare, a mio parere, è di studiare bene tutte le possibili cause come consiglia la collega Adelia Lucattini, compreso il supporto psicoterapeutico ai familiari oltre che al bambino, ma è bene non farsi troppe illusioni perché la diagnosi analitica in questi soggetti è sempre multifattoriale e molto complessa di contro c'è una realtà sanitaria ed assistenziale che mediamente invece è molto parziale e grossolana per una serie di motivi storici ed altro che ovviamente esulano da questo consulto. Chi può permetterselo economicamente e culturalmente in genere si rivolge al privato che complessivamente qualcosa in più riesce a dare.
Dr. Vincenzo  Rinaldi

[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Il ragazzino è seguito da uno psichiatra che lo visita regolarmente e adegua la terapia quando è il caso? In queste situazioni comunque non è facile trovare un dosaggio di farmaci adeguato che non dia troppi effetti collaterali, ma è importante tenere sotto controllo la situazione, non c'è una cura "fissa".
Si potrebbe provare a chiedere ai familiari di tenere un diario di osservazione per almeno una settimana, scrivendo quando il ragazzo appare più agitato: ora, luogo, situazione. Lo stesso potrebbe fare lei quando lo assiste. Probabilmente conoscete già alcune situazioni che lo rendono inquieto, ma questo può mostrare uno schema e dare qualche idea su come aiutarlo. Un handicappato grave non sempre si sa spiegare, e può avere paura ad esempio di rumori che a noi sembrano banali, o irritarsi per qualcosa che passa sullo schermo televisivo.

Franca Scapellato

[#4] dopo  
Dr. Rosamaria Bruni

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Salve signora,

A parte associarmi a quanto sopra esposto dai colleghi,
La necessita' di un esame completo neuropsicologico
evolutivo per ex una wisc-r, io aggiungere una Rmn funzionale un po di chiarezza anamnestica.
Se il ragazzo ha avuto una meningitis a 9 anni, e' molto probabile che abbia lasciato degli esiti , che clinicamente si definisco una
Sindrome da iperattività e impulsività , con deficit d'attenzione , ADHD

Sono ragazzi con scarsa capacita`di contenere gli impulsi , e riposte esplosive e volte superficiale nei contenuti, insomma quello che si dice un caratteraccio, a volte con tendenza agressiva etero e autodiretta
Le funzioni esecutive di, memoria logica, matematica, ragionamento, analisi del testo scritto, sono le piu affettate .
Accademicamente sono mediocri.

Se poi abbiamo una sottostante ritardo mentale, il problema si acuisce.
In questo senso come pensa la Dssa Lucattini, di proporre una psicoterapia con un ritardo cognitivo?

Per cio che concerne il trattamento farmacologico , da cio che leggo si stanno somministrando BZP, un neurolettico, che servono per calmare lo stato di aggressività, e un ac valproico con pobabilmente un effetto eutimizzante.

Come mai non hanno pensato a d un metilfenidato?
il farmaco di prima line aper deficit d'attenzione iperattività.

Io se fossi il suo neuropsichiatra infantile e' il primo che prenderei in considerazione. e magari un Risperdal invece dell enantium.

Ha un maestro di supporto a scuola?


Dr.ssa RosaMaria Bruni
Neuropsichiatra Infantile

[#5] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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Apprezzo sempre la chiarezza espositiva, la capacità di sintesi, le competenze diagnostiche e la capacità offrire indicazioni chiare e precise della dott.ssa Bruni.
Riguardo alla psicoterapia qualora nel paziente vi fosse un ritardo cognitivo è senz'altro possibile, spesso indicata.
Il terapeuta esperto in questo tipo di pazienti utilizza un linguaggio adeguato e proporne il lavoro psicologico possibile per il grado e livello di sviluppo del paziente.
D'altro canto è importante considerare che l'inconscio esiste in tutti gli esseri umani, è iscritto come funzione nel corredo genetico degli individui.
Esistono diverse tecniche e metodologie di lavoro mirate e/o centrare sui bisogni del paziente anche con ritardo cognitivo. Un primo e immediato risultato, ad esempio, è abbassare i livelli di angoscia, la sofferenza, migliorandone quindi la qualità della vita. La psicoterapia analitica e la psicoanalisi hanno da tempo messo a punto metodologie di lavoro e tecniche terapeutiche approntate appositamente per poter aiutare e curare, ove necessario, anche bambini con ritardo cognitivo o con diagnosi di sindromi dello spettro autistico. Lavoro che comprende sempre anche il lavoro psicoterapeutico o di sostegno alla genitorialità, a seconda delle indicazioni, con i genitori del piccolo paziente.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#6] dopo  
Utente 405XXX

Vi ringrazio tutti per le risposte. .il ragazzino ha avuto la meningite a 9 mesi nn anni...ha un notevole ritardo mentale. .lui parla per ripetizione e difficilmente riesce ad associare una figura ad un nome..non sempre parla in modo chiaro e comprensibile. ..le uniche attività che gli interessano sono le passeggiate in carrozzina
Soffre di crisi epilessia. .il risperdal lo ha preso in passato ma gli fu sospeso dalla famiglia senza indicazioni mediche. .ora non è seguito da nessun medico. ..

[#7] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Dev'essere seguito da uno psichiatra e da un neurologo, che siano in contatto tra loro perché alcuni farmaci tranquillanti possono abbassare la soglia epilettogena e quindi scatenare crisi. Le cure, ripeto, non sono fisse, ma devono essere adeguate alla situazione e allo sviluppo del ragazzo.
Ci sono tante cose da poter fare, sul piano della terapia farmacologica e della psicoterapia. E' comprensibile che la famiglia sia demoralizzata, ma non devono arrendersi.

Franca Scapellato

[#8] dopo  
Dr. Rosamaria Bruni

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si,signora,
sono daccordo con la dr ssa Scapellato , assolutamente necessario un medico specialista referente, meglio se all' interno di un equipe multidisciplinare .

Questo ragazzino, ha bisogno di una buena terapia farmacologica
per controllare sia la parte epilettogena, che la componente piu psicotica e conduttuale.

Stimolazione neuropsicologica , terapia occupazionale, per migliore tutta la parte di identificazioen dell emozioni e abilità sociali,
psicoterapia di sostegno alla famiglia.

Se si abbandona , perderà con il tempo le poche risorse che ha cadendo in uno stato oligofrenico.

molta forza e proattività
Dr.ssa RosaMaria Bruni
Neuropsichiatra Infantile

[#9] dopo  
Utente 405XXX

Grazie per il vostro impegno. .cercherò di applicare i vostri consigli e parlarne alla famiglia

[#10] dopo  
Utente 405XXX

Salve dottori ritorno a parlarvi del ragazzino che assisto. ..la famiglia sta pensando di portarlo in un centro residenziale permanente vorrebbero farlo stare fino a settembre e poi passarlo al semi convitto grave. .il ragazzino e oltre un anno che non va in un centro però in passato ci è stato sempre come semi convitto. .ora questo ragazzino passa le sue giornate a casa e in giro e lui e la cosa che desidera di più. .la mia domanda è non potrebbe essere un trauma per lui essere portato in questo centro 24 ore su 24????