I sintomi non mi sembrano pertinenti

Gentili dottori,

vi presento la mia problematica: la scorsa estate ho iniziato ad avere la sensazione di percepire meno luce, questo sia in presenza di ambienti fortemente illuminati (ad esempio in spiaggia) sia al chiuso. Associato a questa sensazione, la sensazione di percepire meno bene le sfumature di chiaro-scuro. Non ho avuto riscontri che a questa sensazione corrispondesse un calo del visus, dato che la mia capacità di lettura in condizioni di luce precaria è invariata.

Poi per 3 mesi non ho più avuto questa sensazione. Da novembre il problema si è ripresentato, prima in modo sporadico (tipo un giorno a settimana) poi (ora) in modo più continuo. Ormai è quasi sempre presente, anche se la sensazione a volte scompare, come ad esempio ieri notte. Non posso dire che sia peggiorato, però prosegue questa sensazione di vedere in modo "livido".

Ho fatto 4 visite oculistiche negli ultimi 2 mesi. In un caso un medico mi ha avanzato l'ipotesi di una distrofia dell'EPR, dato che sosteneva di aver visto, forse, una macchia, mediante lampada a fessura. Ho fatto un OCT, negativo. Ho fatto altre 3 visite con altri 3 specialisti (cui ho fatto presente l'ipotesi della distrofia) che non hanno riscontrato nulla. Un oculista mi ha prescritto uno sciroppo al mirtillo parlando di una possibile deficitaria irrorazione sanguigna della retina, secondo un altro è addirittura psicosomatica.

Per quanto mi riguarda, pur ammettendo di essere stato stressato di recente, non credo che questi sintomi siano psicologici. Deve esistere una base biologica. D'altraparte i sintomi non mi sembrano pertinenti con la distrofia dell'EPR, piuttosto con la retinite pigmentosa, anche se il mio disturbo al momento non è cecità notturna.

I medici cui ho fatto presente la mia ipotesi non l'hanno presa in considerazione, non capisco esattamente il perchè, dato che, a quanto ne so, la retinite pigmentosa può apparire anche a 37 anni, anche in assenza di una storia familiare in questo senso (nessuno dei miei parenti ne è affetto).

Un fatto che mi sembra importante citare è che ho avuto seri disturbi di vista in seguito all'assunzione di un antidepressivo (Zoloft), accaduto a giugno dello scorso anno. Dopo due giorni di assunzione di tale farmaco, infatti, ho riscontrato per la prima volta i sintomi che ho descritto, peraltro in modo nettamente più pronunciato, dato che non distinguevo quasi più i contrasti.

La mia idea a questo punto sarebbe quella di fare un elettroretinogramma, che nessuno fino ad ora mi ha prescritto.

Volevo sapere se, a vostro parere, la mia ipotesi sembra così infondata, se in presenza di questi sintomi un ERG normale potrebbe escludere la retinite pigmentosa e se ci sono altre possibili cause per un disturbo come il mio.

Scusate per la lunghezza del messaggio. Un grazie anticipato.
[#1]
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
gentile signore
purtroppo la retinopatia pigmentosa ha alterazioni tipiche del fondo che inducono il medico oculista ad una diagnosi immediata.
Anche se la sua forma rientrasse in quelle atipiche o sine pigmento.
Le cnsiglio al massimo di eseguire un campo visivo computerizzato...
e di lasciare a noi medici la diagnosi e la terapia...
buona giornata

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

[#2]
Attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Carissimo,
intanto fare diagnosi di retinite pigmentosa non è così difficile come potrebbe sembrare,infatti spesso basta un banale fundus oculi!!
Le consiglio di farsi un giretto su:
http://drsiravoduilio.beepworld.it/retinitepigmentosa.htm

E' chiaro che se vuol fare un ERG non vedo perchè stare in ansia e non effettuarlo!
Sicuramente comunque,visto che l'hanno visitata ben 4 oculisti,lei ovviamente non ha laretinite pigmentosa!!!!!
Un caro saluto
[#3]
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
Gentile SIGNORE
mi spiace probabilmente nell'ansia di risponderLe e di tranquillizzarla ci siamo accavallati
ci siamo accavallati nelle risposte
con il collega

LE ALLEGO COMUNQUE IL MINFORMA
CHE è SU QUESTO SITO

Retinite pigmentosa
È una degenerazione retinica diffusa , spesso bilaterale, a decorso lento con interessamento dapprima dei bastoncelli con successiva degenerazione dei coni.
La prevalenza della malattia è di circa 1:5000.

E’ frequentemente associata a cataratta sottocapsulare posteriore ed a miopia.
Può presentarsi in maniera sporadica o essere a carattere ereditario autosomico dominante, autosomico recessivo o X-linked.
Vi è una lenta degenerazione progressiva prima dei bastoncelli e successivamente dei coni che inizia nell’infanzia o nei giovani adulti a livello dell’equatore retinico, estendendosi poi nelle altre zone retiniche anteriori e posteriori fino ad interessare la macula.

La sintomatologia : emeralopia, riduzione della capacità visiva in ambienti poco illuminati o al buio causata dalla progressiva degenerazione dei bastoncelli, e l’emeralopia può precedere il quadro oftalmoscopico.
Il campo visivo computerizzato presenta uno scotoma anulare, corrispondente all’area di degenerazione retinica equatoriale, che poi si estende progressivamente a tutto il campo visivo.
Nelle fasi terminali della malattia il campo visivo è gravemente ridotto attorno al punto di fissazione.
L’acuità visiva centrale si riduce progressivamente nei casi più gravi fino alla cecità.
L’esame del fondo oculare è davvero molto caratteristico, peculiare.
Nell’area retinica interessata dalla degenerazione sono visibili piccole macchie di pigmento nero a contorni ramificati a forma di “spicole ossee”,”ad “ impronta d’orso” a seguito della migrazione del pigmento retinico verso l’interno della retina, che nel tempo aumentano gradatamente in densità ed estensione diffondendosi a tutto l’ambito retinico .

Le aree iperpigmentate si alternano ad aree di decolorazione retinica che mettono in evidenza i sottostanti vasi coroideali.
I vasi retinici si presentano con calibro ridotto e spesso coperti dalle chiazzette di pigmento.
Nelle stadi più avanzati e gravi della malattia si assiste ad un progressivo assottigliamento retinico, atrofia maculare ed atrofia ottica con tipico pallore papillare.

L’elettroretinogramma presenta all’inizio della malattia una riduzione dei tracciati scotopici dei bastoncelli, successivamente un interessamento dei tracciati fotopici dei coni fino alla completa estinzione del tracciato. L’adattometria al buio, progressivamente ridotta, è utile per monitorare nel tempo la malattia.
L’esame oftalmoscopico del fondo oculare, la sintomatologia ed i reperti elettroretinografici ci consentono di porre una corretta diagnosi. Deve comunque essere posta diagnosi differenziale con forme atipiche di retinite pigmentosa.

La prognosi è variabile.
La forma sporadica e quella a carattere ereditario autosomico-recessiva sono a prognosi più favorevole, mentre la forma autosomico-dominante ha una prognosi di gravità intermedia.
La forma X-linked è la forma più grave, e può portare a cecità entro la terza o quarta decade di vita.

TERAPIA

Non vi è una terapia sicuramente efficace.
Qualche miglioramento o ritardata progressione della malattia con vitamina A, complesso vitaminico B , vitamina E, vasodilatatori e anche
bio – stimolanti o neuro protettori.
Ultimamente pare che lo Zafferano abbia un ruolo protettivo molto importante per le sue peculiari caratteristiche antiossidanti.
Negli ultimi anni si sono fatte varie sperimentazioni con dispositivi elettronici da impiantare chirurgicamente sulla retina e sensibili ai segnali inviati da una piccola videocamera montata su un paio di occhiali.
I pazienti affetti da retinite pigmentosa sono fra i più propensi a sperimentare nuove terapie, e purtroppo sono spesso imbrogliati da persone senza scrupoli che consigliano loro le più bizzarre e ovviamente costose terapie.
La frequenza della malattia ha indotto molti pazienti a riunirsi in numerose associazioni no-profit allo scopo di raccogliere e divulgare informazioni sui progressi della ricerca scientifica in questo campo.


Articolo tratto da http://www.luigimarino.it su gentile concessione del Prof. Luigi Marino
[#4]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio il dottor Siravo e il dottor Marino per le tempestive risposte.

Certamente non intendo sostituirmi ai medici: nonostante Internet sia un poderoso mezzo di conoscenza ciò che si legge sulla Rete non può sostituire la vostra formazione e la vostra esperienza.

Sono funzionario aziendale ma ammiro moltissimo chi svolge la professione medica. Sono convito che da questa branca del sapere, combinata con la genetica e la bioingegneria, proverranno i cambiamenti più significativi per la qualità e l'aspettativa di vita nei prossimi 20-30 anni.

Vi saluto cordialmente.

[#5]
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 571 396
curare o sperare di curare i pazienti affetti dalla retinopatia pigmentosa
e' uno dei miei obbiettivi quotidiani
grazie per le belle parole
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Attivo dal 2007 al 2010
Oculista
Condivido pienamente la volontà professionale e morale di Marino,al punto tale che mi dedico al problema dal 1983 come avrà letto se ha consultato la underpage del mio sito:
http://drsiravoduilio.beepworld.it/retinitepigmentosa.htm
pur sapendo che spesso, ahimè, è cosa non affrontata come si dovrebbe dalla maggior parte dei nostri colleghi!
La ringrazio anch'io per le belle parole!!

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