Utente 236XXX
oggi sono stato dall'oculista, mi ha diagnosticato all'occhio destro cheratoconia, ma non so nulla su questa malattia, mi potete informare di cos'è, della gravità e della possibile guarigione? Sono ansioso di una risposta, ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Orione

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
8% attualità
20% socialità
NIZZA MONFERRATO (AT)
GENOVA (GE)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
Caro ragazzo,
il Cheratocono è una patologia progressiva che interessa la cornea, quel tessuto curvo e trasparente che forma la parte anteriore dell’occhio.
Questa tende ad assottigliarsi nella sua parte centrale sfiancandosi inferiormente ed assumendo una forma conica.

Può colpire chiunque, si è appurata una frequenza maggiore nel sesso femminile, ma colpisce anche gli uomini. Più frequentemente appare in giovane età (tra gli 8 e i 30 anni) e colpisce entrambi gli occhi (85% dei casi).
Si è stimata una incidenza tra le 50 e le 100 persone ogni 230.000.

Vi sono molte teorie, ma a tuttoggi nessuna ha riscontrato una certezza scientifica sulle cause di questa patologia. Si è notata una predisposizione ereditaria nel 10% dei casi.
Una volta si pensava che la lente a contatto contribuisse a rallentare la progressione della malattia, ma vi sono oggi molte teorie che attribuiscono addirittura l’insorgenza e/o il peggioramento del Cheratocono allo sfregamento continuo che la lente esercita sulla cornea.

La sintomatologia si presenta con una visione più annebbiata e distorta con una progressiva perdita dell’acuità visiva.

Se si trascura possono formare microcicatrici che opacizzano la cornea e questa si può assottigliare sempre di più fino a perforarsi con possibile rischio di perdere non solo la vista, ma anche l’integrità del bulbo oculare.

La prevenzione è basilare in questo campo.
Oltre alle 3 Tappe fondamentali dal Medico Oculista:
-3 anni
-6 anni
-12 anni
Si consiglia di effettuare una visita oculistica appena si avverte una visione disturbata o diversa dal solito. La diagnosi moderna si avvale dei nuovi Topografi Corneali a Scansione, che ci danno lo spessore corneale in ogni punto, la curvatura e la morfologia sia della faccia anteriore che di quella posteriore della cornea, permettendoci di seguirla e monitorarla nel tempo.

Attualmente il trattamento di elezione è il Cross-Linking Corneale, una metodica che tende a rendere la cornea più rigida inducendo la formazione di legami tra le fibre collagene che la rinforzano e ne impediscono così lo sfiancamento e la successiva perforazione.

Il trattamento consiste nel far reagire una sostanza fotosensibile, la Riboflavina o Vitamina B2, con la luce ultravioletta.
Il procedimento è minimamente invasivo, non è assolutamente doloroso e dura meno di 1 ora:
Si prepara l’occhio con l’instillazione di un collirio che stringe la pupilla per proteggere le strutture interne dell’occhio dagli UV;
L’anestesia è topica, tramite un collirio;
Si applica uno strumentino che tiene l’occhio aperto senza nessuna fatica da parte del paziente;
Si toglie delicatamente il sottile strato epiteliale che ricopre la cornea (attualmente si sta mettendo a punto una tecnica che permetterà di saltare questo passaggio);
Si imbibisce la cornea di Riboflavina, 3-4 gocce ogni 3 minuti per 15 minuti in modo che la sostanza venga ben assorbita;
Si inizia l’irradiazione con i raggi UV per 30 minuti, continuando a ricoprire la superficie corneale con la soluzione a base di Vitamina B ogni 3 minuti;
Infine si lava la cornea con soluzione fisiologica e la si ricopre con una Lente a Contatto sino alla sua completa riepitelizzazione, che solitamente avviene in circa 3/5 giorni.

Vi sono però alcune controindicazioni:
Lo spessore corneale non deve essere inferiore ai 400 micron e non vi deve essere perforazione;
I pazienti non devono aver contratto una cheratite erpetica in passato;
Non vi devono essere infezioni in atto;
Non vi deve essere una situazione di grave occhio secco

Solitamente dopo una applicazione il Cheratocono arresta la sua progressione e l’astigmatismo migliora nel tempo; essendo però un trattamento poco invasivo, se dopo un po’ di anni la malattia riiniziasse a progredire, non ci sono controindicazioni ad effettuarne un altro.

Cordiali saluti
Carlo Orione, MD
carlo.orione@orioneye.com
www.orioneye.com