Incroci a v di i° grado

Ho 47 anni, sono in sovrappeso, una pressione arteriosa da "camice bianco", un nodulo e una ciste alla tiroide che, però, funziona normalmente (come da analisi del sangue). Misurando diverse volte al giorno la P.A. con un apparecchio da braccio, non risultano valori elevati (75/133), quando porto l'apparecchio dal medico e provo a misurare lì la pressione, l'apparecchio va in errore. Le mie ultime analisi (marzo 08) sono buone.
I miei genitori soffrono ambedue di ipertensione e cardiopatie, uno dei due anche di diabete alimentare.
Nel 2007 ho fatto una visita oculistica presso una struttura pubblica, perché non ne avevo mai fatte.
Il referto del medico indicava una vista di 10/10 e degli incroci a V. Il testo diceva:
papilla rosea a margini netti. Macula normale. A carico dell'albero vascolare si evidenzia una dilatazione diffusa della componente venosa con incroci a V di I° grado. Le arteriole mostrano un riflesso più accentuato.
L'esame ripetuto presso un medico privato evidenzia le stesse cose, sia nel 2007 che nel 2008 (la situazione non è peggiorata).
Sto facendo delle indagini cardiologiche, sto aspettando il referto finale (ho messo anche l'Holter), non mi risulta però che ci siano problemi cardiologici, ho fatto molti esami negli anni scorsi e tutto sembra andare bene.
Quello che volevo chiedere è se ci possa essere una relazione tra gli incroci sul fondo oculare e l'assunzione di particolari sostanze stupefacenti.
Difatti 25 anni fà ho fatto un uso sporadico (max 5 volte nell'arco di 4 anni) di LSD.

Può essere stato questo a causare questi incroci?

Inoltre, prima di diventare mamma (13 anni fà), avevo un carattere piuttosto nervoso, pronto alla rissa verbale. Dalla nascita di mio figlio sono drasticamente cambiata, faccio una vita tranquilla, sono una casalinga e oltre a non assumere sostanze stupefacenti da quasi 20 anni, da 19 anni ho anche smesso di fumare. Non bevo che due dita di vino rosso a cena. Non ho altro vizio, a parte il cibo.

In questa sede vorrei sapere solo se questi incroci possono essere stati causati dall'LDS, anche in considerazione del fatto che, nell'arco di due anni, non sono peggiorati.

Grazie infinite
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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 570 396
mia cara signora gli incroci arterovenosi sono legati solo a delle pousse' ipetensive, legate probabilmente allo stress della vita odierna o a qualche chilo di troppo, nulla da vedere con l'uso saltuario di allucinogeni...
le allego un mio mininforma..
a presto

Angiopatia retinica ipertensiva
Nell’ambito di questa condizione possono essere distinti tre stadi:

A1) Forma lieve. In questo stadio si rilevano modificazioni del decorso e del calibro dei più piccoli vasi retinici. Restringimenti focali del calibro arteriolare, tortuosità, anomalie del riflesso- (accentuazione con riflessi metallici) – microaneurismi.

A1) Forma moderata. In questo stadio alle alterazioni descritte si associano i segni di incrocio artero-venoso.
Quando la compressione modifica l’emodinamica all’interno del vaso venoso possono associarsi altri segnali quali emorragie retiniche.
Questo complesso di segni oftalmoscopici viene abitualmente considerato espressione di inerzia notevole nel ritorno venoso e, pertanto, viene definito come pretrombosi.

A3) Forma marcata. La congestione venosa costituisce l’elemento oftalmoscopico che, in aggiunta ai precedenti, definisce questo stadio.

Retinopatia ipertensiva

R1) Questo stadio della malattia è dominato dai segni della sofferenza tissutale, rappresentati dall’edema retinico ( a livello del polo posteriore).
Questa sede elettiva di localizzazione dell’edema retinico trae origine dai valori più alti di pressione di perfusione che, anche in condizioni fisiologiche, caratterizzano, i vasi prossimi al polo posteriore.

R2) All’edema retinico si associ la presenza di essudati duri che assumono una caratteristica disposizione a stella attorno al polo posteriore.

R3) Un altro reperto caratteristico della retinopatia ipertensiva è costituito dall’edema della papilla ottica , che testimonia una rottura della barriera a che in questa sede e che ha significato prognostico infausto.

R + (COTTON SPOTS) A questi, che sono segni di scompenso vascolare, possono associarsi anche noduli cotonosi che sono invece espressione della vasocostrizione esasperata realizzatasi precedentemente.

Questa classificazione rappresenta una stadiazione semplificata per le lesioni retiniche.

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gent.mo Prof. Marino,
La ringrazio per la sua tempestiva risposta, mi pare di capire che questi incroci sono dovuti a picchi di P.A. anche se non mi è facile capirne la gravità.
Comunque è chiaro che devo intraprendere una terapia per l'ipertensione e, soprattutto, dimagrire.
La ringrazio per avermi tolto il dubbio che avevo, farò tesoro del suo mininforma.
Cordiali saluti
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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 570 396
si gli incroci arterovenosi possono essere legati all'aumento della pressione artriosa..
a presto

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