Cataratta su secondo occhio

Salve, sono una donna di 50 anni che tre mesi fa si è dovuta sottoporre ad un intervento di cataratta su occhio destro. La situazione preesistente alla cataratta era di 7 diottrie di miopia ( arrivate progressivamente a 12 a causa appunto della cataratta) e 2 di presbiopia. Allo stato attuale, dopo l'intervento, mi ritrovo su quell'occhio con 0,50 di ipermetropia, 0,50 di astigmatismo e 3,50 di presbiopia.
Ebbene, mi sia consentito di esprimere preliminarmente un breve commento relativo alla delusione per tale nuovo stato, al quale non riesco ad abituarmi. Prima di eseguire l'intervento il chirurgo mi aveva prospettato in modo allettante la possibilità di correggere completamente la miopia, avvertendomi della necessità di usare poi un occhiale leggero per la lettura. In realtà adesso con quell'occhio ho grosse difficoltà non solo sul vicino, ma anche sulla media distanza e considerato che lavoro molto sul pc ciò costituisce un problema non da poco. Se mi fosse stato detto che puntando all'emmetropia sarei potuta sfociare nell'ipermetropia ( a quanto pare potrebbe esservi stato un errore nel calcolo del cristallino ) e che comunque togliendo la miopia avrei completamente perso la mia pregressa capacità di compensazione con la presbiopia, francamente avrei scelto di rimanere miope! Tanto sono rimasta spiazzata da tale nuovo stato ( aggravato da densi corpi mobili causati dal distacco posteriore del vitreo sopravvenuto ad un mese dall'intervento), che adesso ho paura di sottopormi all'intervento sull'altro occhio, quello sinistro, dove ho una situazione analoga a quella che avevo all'occhio destro, vale a dire 7 diottrie di miopia e 2 di presbiopia. Qui la cataratta è allo stadio iniziale, ma mi sento costretta ad operarmi considerato che l'attuale situazione sbilanciata tra i due occhi è insopportabile; riesco a tollerarla solo usando la lente a contatto correttiva della miopia sull'occhio sinistro, ferma restando comunque la necessità dell'occhiale da presbite per vedere da vicino.
Alla luce di quanto sopra esposto, poiché sono preoccupata ( oltre che dei normali rischi connessi all'intervento chirurgico e dello stato di salute generale dei miei occhi) del fatto di ritrovarmi ipermetrope anche sull'occhio sinistro, chiedo dunque di conoscere se potrebbe essere utile che venga lasciata su quell'occhio una lieve miopia e di quanto dovrebbe essere. Preciso che l'occhio da operare è quello dominante e che allo stato attuale riscontro complessivamente una buona qualità di visione apponendovi una lente a contatto di - 6.
Chiedo inoltre di conoscere se con questo intervento posso andare incontro a problemi ulteriori considerato che già sei mesi fa su tale occhio si era verificato il distacco posteriore del vitreo e che sulla retina parrebbero esserci delle degenerazioni periferiche.
Ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrete cortesemente fornirmi.
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Dr. Vincenzo Orfeo Oculista 163 10
Gent.ma signora, rimanere ipermetropi per una persona che è sempre stata miope è certamente fonte di fastidi. Per fortuna la sua ipermetropia è molto lieve. Compensando bene con l'altro occhio da operare, che per fortuna è il dominante, i fastidi si attenueranno molto. Ovviamente per il prossimo intervento è bene puntare ad un lieve residuo miopico dell'ordine di -0.50 ( al massimo -0.75). Ma attenzione, questi valori sono corretti se lei non è anche astigmatica. In tal caso il suo oculista potrà prevedere un residuo maggiore in funzione dell'entità del suo astigmatismo ( che si valuta come equivalente sferico). Una volta risolto al meglio l'occhio dominante, probabilmente in poche settimane le passeranno i fastidi. In ogni caso, se ciò non fosse, può chiedere di eseguire un piccolo ritocco chirurgico al primo occhio operato, con il laser ad eccimeri, per correggere l'ipermetropia residua; è un intervento semplice e risolutivo. Non abbia timori risolverà i fastidi. Si intende che poi dovrà sottoporsi a vari controlli del fondo oculare in quanto il distacco posteriore di vitreo, parziale, in un miope può in alcuni casi portare al ben più grave, distacco di retina.Cordiali saluti

Prof. Dr. Vincenzo Orfeo
Direttore U.O.Oculistica Clinica Mediterranea, Napoli
Prof. a contr. Scuola Spec.Oftalmologia Università di Trieste

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