Utente 316XXX
Gentili dottori, vorrei un parere su un problema che mi tortura da più di 2 mesi.
Lo scorso giugno inizio a sentire male agli ultimi molari inferiori a destra: un dolore non ben localizzabile e spontaneo (non acuito da caldo/freddo, né dalla masticazione) che in pochi giorni diviene costante.
La zona aveva queste caratteristiche: dente del giudizio mancante (tolto 5 anni fa), ultimo morale otturato tanti anni fa e penultimo molare devitalizzato un anno e mezzo fa.
Mi reco più volte dal dentista che aveva fatto la devitalizzazione, ma, dopo avermi fatto una piccola radiografia alla zona (senza ingrandirla) e avermi fatto fare una panoramica, egli non riscontra nessun problema. Vado allora in un nuovo studio: qui, senza farmi mai alcuna radiografia e sospettando che il molare otturato fosse “mezzo morto”, decidono di devitalizzarmi anche quello.
Passano i giorni, il dolore rimane. Mi faccio visitare da un terzo dentista: egli fa una radiografia all'arcata superiore (ma non a quella inferiore), mi liquida dicendo che è un problema di occlusione e tensione nervosa e mi consiglia uno gnatologo.
Il male persiste e mi reco in un centro dentistico. Qui fanno una radiografia alla parte dolente e notano che entrambe le devitalizzazioni sono state eseguite male: in quella vecchia il trattamento non è arrivato fino in fondo ai canali; in quella recente 2 dei 3 canali puliti sono stati lasciati vuoti e con un pezzo di strumento incastrato. Mi rifanno subito quest'ultima devitalizzazione e prescrivono un antibiotico per 4 giorni. A distanza di una settimana mi rifanno anche l'altra devitalizzazione. Il male non diminuisce e una settimana dopo mi estraggono il dente del giudizio superiore (pensando che fosse esso la causa).
La situazione peggiora e 4 giorni dopo (il 17 agosto) mi faccio vedere da un ulteriore dentista il quale fa una nuova radiografia e riscontra che la prima devitalizzazione rifatta (quella col pezzo incastrato) ha fatto infezione. Mi prescrive l'antibiotico Klacid (2 v. al dì) per una settimana e dice che se la situazione non migliora, devo estrarre il dente o fare un’apicectomia. Dopo un paio di giorni sono però costretta a cambiare antibiotico (passo a Augmentin 3 v. al dì) e a prendere pillole per lo stomaco a causa di un’improvvisa gastrite dovuta ai troppi farmaci presi in tutto questo tempo. Qualche giorno più tardi il dolore sembra finalmente un po’ calato e nella visita di controllo di ieri lo comunico al dentista il quale ritiene che ci sia un miglioramento in corso e mi fa continuare con l’Augmentin per un’altra settimana. Tuttavia, a distanza di poche ore da quest’ultima seduta il dolore è tornato ad essere forte: va e viene e quando c'è, fa male. Ecco, io a questo punto mi sento stremata: è da ormai oltre 2 mesi che non passo 24 ore di fila senza sentire dolore. Gli antidolorifici non sempre funzionano. Vorrei tanto chiedere a questo dentista di togliermi il molare, comunque stiano andando le cose. Sono esausta. Esausta.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Auletta

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Gentile utente consapevole della sua sofferenza,non Mi pare che ci ponga dei quesiti.
La risposta ha il solo scopo informativo.
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Dr.Giovanni Auletta

[#2] dopo  
Dr. Cataldo Palomba

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Gentile Utente,
a quanto pare la situazione si è complicata:
se effettivamente la terapia endodontica del primo molare non era stata eseguita completamente, è probabile che il quadro descritto corrisponda all'esordio di un ascesso odontogeno, contenuto almomento con gli antibiotici ma che prima o poi si manifestetà se il dente non verrà ritrattato adeguatamente o estratto.
Anche per il secondo molare sarà necessario completare la terapia ma la presenza del frammento potrebbe renderlo impossibile, riproponendo nel tempo il quadro clinico in corso.
Inutile comunque la terapia antibiotica prolungata: la terapia risolutiva è quella endodontica o estrattiva.
Cordiali Saluti
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Risposta ad esclusivo scopo informativo, non costituisce diagnosi, non sostituisce la visita medica.

[#3] dopo  
Utente 316XXX

Egregio Dott. Palomba,
Grazie mille per avermi risposto.
La devitalizzazione rifatta che ha fatto infezione è quella in cui era rimasto incastrato il pezzo. Durante il ritrattamento il pezzo è stato estratto, ma nonostante ciò, si è creata l'infezione. Questo è quanto emerso dalla radiografia fattami il 17 agosto. La medesima radiografia mostra che l'altra devitalizzazione rifatta, invece, non ha problemi (per lo meno per ora).
Con "terapia endodontica" intende l'apicectomia, giusto? So che c'è questa possibilità, che permetterebbe tra l'altro di salvare il dente, ma ormai sono sfiduciata: ho paura che anche in un intervento del genere vada nuovamente storto qualcosa. Mi dispiace tantissimo perdere un dente ma, considerato anche quanto da Lei illustrato, a questo punto voglio una soluzione assolutamente sicura, ossia l'estrazione.
Sulla base dei Suoi avvertimenti, penso inoltre di chiedere un'ulteriore radiografia per "monitorare" anche lo stato dell'altra devitalizzazione.
Lunedì mattina chiamerò subito il dentista.
Cordiali Saluti


Egregio Dott. Auletta,
Per evitare di dilungarmi troppo, effettivamente, non ho scritto domande specifiche. Mi servirebbe semplicemente un consiglio sul da farsi per poter risolvere il mio problema.
Cordiali saluti.

[#4] dopo  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente ,
ho letto con attenzione i suoi interventi e quelli dei colleghi.
L'idea che mi sono fatto è che nel suo caso si sia proceduto a tentoni senza ricondurre ad una diagnosi gli interventi che in maniera confusa si sono susseguiti:

il suo dolore è ricondotto prima all'ultimo molare che viene trattato endodonticamente (devitalizzato) con frattura di uno strumento. Il dente viene , quindi, ritrattato e "devitalizzato" con rimozione dello strumento fratturato. In presenza di persistenza del dolore Il primo molare devitalizzato , non bene, anni prima ,viene ritrattato endodonticamente; il dolore persiste e viene estratto il molare del giudizio superiore!!!!
Poi antibiotico klacid , Augmentin, dolore che diminuisce e poi torna a crescere. Si propone, quindi o apicectomia del secondo molare o sua estrazione.

Andiamo con ordine e senza averla visitata o aver potuto visionare le lastre.
1) Da come lei riferisce mi sentirei di dirle che il suo dolore è dovuto ad un processo osteomielitico acuto riconducibile ad una necrosi dentale.

2) Escluderei una pulpite in quanto lei avrebbe dovuto riferire di un dolore che interessava un'intera emiarcata , che aumentava con cibi caldi e freddi e che non sapeva ricondurre ad alcun dente in particolare.

3) lei riferisce ,invece: "Lo scorso giugno inizio a sentire male agli ultimi molari inferiori a destra: un dolore non ben localizzabile e spontaneo (non acuito da caldo/freddo, né dalla masticazione) che in pochi giorni diviene costante."

4) Tale sua sintomatologia dubbia è riconducibile ad un quadro di necrosi dentaria.

5) A distanza di un anno e mezzo , una devitalizzazione (terapia canalare più correttamente detta ) non ben eseguita nel trattamento e sigillatura dei canali può generare un 'infezione.
In tal caso è raro, molto raro, che all'rx, dopo un anno e mezzo, non si evidenzi un'area di osteolisi intorno alo ai canali che stanno generando l'infezione. Ho visto , negli anni, al controllo radiologico ,terapie canalari con mancanza totale o parziale di sigillo apicale o addirittura con il terzo apicale non trattato, non dare mai problemi e difatti non erano presenti aree di osteolisi. In quei casi rari , se non dovevo ricoprire il dente con una corona protesica, quei denti non li ho mai "toccati" ed ho continuato a controllarli con radiografie periodiche.

6) La mia opinione che almeno in una fase iniziale tutta la sintomatologia sia riconducibile al secondo molare.

7) Un trattamento antibiotico più mirato, ad ampio spettro ad esempio , in associazione con antinfiammatori steroidei avrebbe risolto il dolore in meno tempo.

8) Se il trattamento endodontico del secondo molare non è , come è evidente , andato a buon fine , vedo molto difficile anche se non impossibile una apicectomia dello stesso, già gravemente compromesso, in quanto la posizione del dente corrisponde ad un notevole naturale ispessimento osseo della mandibola in quella sede.

Cosa fare adesso........ nel cambiare dentista......:

1) consulto con un endodontista esperto anche di chirurgia endodontica.

2) Sottoporsi a terapia antibiotica ed antinfiammatoria adeguata e mirata.

3) Valutare seriamente a questo punto l'opzione estrattiva e se consigliata dall'endodontista , non andare oltre e farsi estrarre il dente.

Cordiali saluti .




Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#5] dopo  
Utente 316XXX

Egregio Dott. Macrì,
La ringrazio molto per la Sua dettagliata risposta.
La diagnosi e le indicazioni che Lei ha scritto, così come quelli del collega precedente, mi fanno prendere ancor più consapevolezza della criticità della mia situazione.
Ora, a maggior ragione, la cosa che mi urge assolutamente di fare è chiedere/pretendere che mi venga estratto il prima possibile il molare con l'infezione. Senza trascurare di far controllare anche quello vicino.

Cordiali saluti

[#6] dopo  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente,
la sua decisione è la sintesi migliore.
Cordiali saluti
Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#7] dopo  
Utente 316XXX

Gentilissimi dottori,
Vorrei aggiornarVi sul mio caso e chiederVi un nuovo parere.
Martedì scorso (il 27 agosto) ho chiesto al dentista che mi ha in cura di estrarmi il molare con l'infezione e così ha fatto.
Nei 2 giorni seguenti praticamente non ho sentito dolore, tanto è vero che non ho assunto alcun antidolorifico.
Ho seguito le istruzioni datemi dal dentista: non ho masticato sulla zona, niente liquidi troppo caldi, niente aspirina, niente fumo (d'altra parte non sono fumatrice) e ho continuato a prendere Augmentin. L'unica differenza rispetto le sue indicazioni ha riguardato l'uso di Corsodyl: ho preferito fare risciacqui con la versione collutorio (diluito con un pochino di acqua), invece che usare la versione gel.
Il terzo giorno (ieri), tuttavia, è subentrato un forte dolore e allora ho assunto del Synflex che, per fortuna, ha fatto effetto. Ho cercato ragguagli su Internet e ho letto che potrebbe trattarsi di alveolite post-estrattiva.
Oggi il dolore è tornato, più forte, e quindi mi sono recata subito dal dentista: egli mi ha visitato, ma non ha fatto alcun tipo di intervento. Dicendomi che è il normale decorso della ferita, ha suggerito di usare i soliti antidolorifici e di continuare con l'Augmentin (2 v. al dì) ancora per qualche giorno. Mi ha, inoltre, consigliato di mettere Corsodyl gel direttamente nel "buco" (3 v. al dì) e di non usare l'idropropulsore (cosa che io, purtroppo, avevo fatto), né di preoccuparmi di togliere i residui di cibo.
Una volta rincasata, ho assunto di nuovo una pastiglia di Synflex, ma questa volta l'effetto è stato più blando.
Ecco, volevo chiedere se secondo Voi è stato corretto non effettuarmi alcun tipo di medicazione?
In Internet ho letto pareri medici contrastanti riguardo il da farsi con l'alveolite: c'è chi dice che bisogna far ri-sanguinare la ferita, chi dice che è meglio non farlo; c'è chi sostiene l'utilità degli antibiotici e chi ritiene siano inutili, etc.
Io sono molto confusa, oltre che spaventata e preoccupata.
Tutte le esperienze negative avute con i precedenti dentisti in questi 2 mesi, mi rendono ora molto sospettosa e diffidente nei confronti di ogni specialista. Ho tanta paura che anche adesso ci sia qualcosa che va storto...