Utente 321XXX
Buonasera a tutti e ringrazio in anticipo per una eventuale risposta.
Vi scrivo per un consulto riguardo un dente l'ultimo in basso a destra (quello del giudizio mi è stato estratto circa 5 anni fa)
Questo dente è stato ricostruito 8 anni fa con un perno usando come base un dente che di sano aveva ben poco da parole del mio dentista.

A Dicembre 2012 si è presentato una forte gonfiore vicino alla gengiva diventata di colore bianco e un fastidio tipo leggero pizzichio vicino al gonfiore. Il dentista mi ha chiese se avessi subito traumi ( no a parte qualche caramella ) e mi disse che la prova della sonda era KO cioè andava molto fondo e che non era normale per la mia età avere una tasca e inoltre mi fece una lastra che faceva notare un riassorbimento radicolare dell'osso. Questo gonfiore è passato da solo dopo circa un mese grazie ad una pulizia accurata del dentista del dente e a qualche giorno di Gengigel ma è rimasto comunque un leggero dolore quando passavo con la lingua nella zona del dente. Il mio dubbio rimase che il del giudizio superiore non trovando più il collega inferiore era cresciuto di piu invadendolo

A giugno 2013,6 mesi dopo, la gengiva nella prossimità del dente si è gonfiata di nuovo causandomi il solito fastidio alla mandibola e alla guancia, sempre senza dolore, ma con un pizzicchio e una strana sensazione di fastidio nella guancia, sotto l'occhio, sul collo.
Il dentista mi ha consigliato dei risciaqui con acqua e sale molta pulizia dicendo che si poteva fare poco a parte una cura antibiotica con metrodinazolo, che il dente ero destinato a perderlo salvo miracoli... Ero un po perplesso dalla cura antibiotica tanto che dopo ulteriori due mesi settembre 2013 oltre al gonfiore mi è parsa una pallina tipo infezione sulla gengiva vicino al solito dente, sempre senza dolore ma che mi provoca fastidi sulla zona mandibolare al collo che peggiora a volte di sera, a volte di giorno.
Sento che il mio organismo lavora per combattere questa infezione infatti mi sento più debole il gonfiore passa ma poi ritorna. Ho provato anche secondo consiglio del mio dentista 6 giorni con la siringhetta di Metrodinazolo ma dopo due giorni che avevo smesso mi è ritornata ancora più invadente.

Cosa posso fare? trattasi di ascesso? Ad oggi ho la gengiva gonfia sempre nel solito punto e la solita pallina rosso fuoco in prossimità del dente con i soliti fastidi alla guancia e li vicino. Ha senso aspettare i 2 mesi per continuare con il metro o esistono altri antibiotici più potenti uniti a cure più efficaci?
Vedo che anche l'ottima pulizia del dente comincia a non essere sufficiente a levare il gonfiore e il fastidio.
Ho fatto delle foto se possono essere utili per una diagnosi, gradirei un consiglio e saper se esistono cure efficaci o una clinica nei pressi di Padova. Ho perso la fiducia del mio dentista, sembra molto più esperto di otturazioni che di questo tipo di problema visto la totale insicurezza sul da farsi.
Spero di essere stato chiaro, grazie.

[#1] dopo  
Dr. Armando Ponzi

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Gentile paziente,
se le radici di questo dente non sono più strutturalmente valide va presa una decisione radicale: non è quindi un problema di antibiotici ma di corretta diagnosi.
Cordiali saluti
Dr. Armando Ponzi
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[#2] dopo  
Dr. Abdallah Kabakebbji

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Concordo con l'opinione espressa e vorrei sottolineare un aspetto che ricorre spesso nella descrizione dei sintomi: i fatto che non si senta dolore. Gli ascessi sojo uno stadio abbastanza avanzato di infezione odontogena, cioè a carico dei denti, e il prolungarsi di questo stato provoca il passaggio da infiammazione acuta, che provoca dolore per definizione, a infiammazione cronica, reazione nella quale intervengono più cellule che si organizzano in tessuti "temporanei" atti a limitare la zona infetta rispetto al resto del corpo. Da qui la fistola, granulomi e cisti,che sono tutte formazioni neo-formate che si interpongono tra dente e osso. Tutto ciò PUÒ non causare dolori, e solo semplici fastidi, ma in realtà c'è un danno in corso, perché questi tessuti infiammatori crescono a scapito dell'osso crestale, ovvero quello che stava intorno al dente e oltre che a causarne mobilità e necessità di estrazione, renderanno più complessa la sostituzione idonea del dente compromesso. Per questo sottolineo, sintomi come gonfiori, "bollicine" che ricorrono spesso, o mobilità del dente, anche in assenza di dolore acuto, sono comunque segnali di allarme.
Se il collega che la cura le consiglia l'estrazione, non esiti ad accettare.
Dr. Abdallah Kabakebbji

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente,
come sottolineato dal collega Ponzi la questione è la diagnosi.
Si è proceduto con una semplice radiografia endorale , o con altre indagini radiologiche più approfondite oltre al sondaggio?
Effettuata la diagnosi si procede con la terapia

A volte i molari ricostruiti con un perno possono andare incontro a fratture radicolari che rendono poi nella pratica impossibile il recupero dell'elemento dentario.

Potrebbe , in alternativa, aver avuto una complicanza che è riconducibile alla terapia canalare (devitalizzazione)del molare.

La prognosi , nell'uno o nell'altro caso, la vedo negativa.

Non è un problema legato alla molecola dell'antibiotico; in odontoiatria se non viene rimossa la causa responsabile della patologia , si va sempre incontro a recidiva del problema.

La presenza di gonfiore, pallina , indica che l'ascesso si è creato una "strada" verso l'esterno a danno dell'osso.

Cordiali saluti

Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

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Si tratta di un ascesso fistolizzato la cui dipendenza (dente, tasca o entrambe) deve essere diagnosticata in studio. La terapia endodontica è stata valutata? Dalla rx cosa si evince? Le terapie possono essere tante, ma se non sappiamo la reale natura del problema come si fa?
A questo punto forse sarebbe meglio ascoltare un'altra campana!
Saluti
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#5] dopo  
Utente 321XXX

Ringrazio di cuore tutti i Dottori per la risposta.
Mi è stata fatta una "lastra" sul dente ( riscontro in bocca tenuto con la mano ) dalla quale si evince un riassorbimento della radice ma come indicatomi dal dottore "non vede bene..." mi diceva che la seconda strada era incidere per vedere. Mi parlava di questo contatatto tra esterno e interno causato da questa tasca che crea infezione.
Ho qualche ricordo negli anni di qualche masticata finita male su quel dente con un forte dolore ma che poi era scomparso dopo qualche minuto
L'antibiotico mi par di capire riduce i danni momentaneamente ma non risolve il problema... Tra l'altro mi pare di aver fatto più danni alla gengiva con l'ago della siringa di metrodinazolo che i tessuti infetti.

Ieri sera, stamattina e a pranzo ho messo del gengigel e la gengiva si è sgonfiata ma resta di un colore diverso dove c'è la fistola... il dente non si muove se provo a spostarlo con la lingua o premere con altri denti non mi fa male. Solo sto fastidio leggero che mi prende sulla guancia ogni tanto.
Quello che vorrei capire se il dente è comunque da estrarre mi conviene provare andar avanti con una pulizia eccellente, gengigel e concludere la terapia antibiotica ( a dicembre altri 6 giorni con metro ) per vedere più avanti sul da farsi o mettermi in allarme, pretendere una diagnosi seria e una cura rapida dal dentista o un altro centro?


Portandomi la cosa avanti da un anno la cosa comincio a preoccuparmi.

[#6] dopo  
Dr. Abdallah Kabakebbji

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Concordo con l'opinione espressa e vorrei sottolineare un aspetto che ricorre spesso nella descrizione dei sintomi: i fatto che non si senta dolore. Gli ascessi sojo uno stadio abbastanza avanzato di infezione odontogena, cioè a carico dei denti, e il prolungarsi di questo stato provoca il passaggio da infiammazione acuta, che provoca dolore per definizione, a infiammazione cronica, reazione nella quale intervengono più cellule che si organizzano in tessuti "temporanei" atti a limitare la zona infetta rispetto al resto del corpo. Da qui la fistola, granulomi e cisti,che sono tutte formazioni neo-formate che si interpongono tra dente e osso. Tutto ciò PUÒ non causare dolori, e solo semplici fastidi, ma in realtà c'è un danno in corso, perché questi tessuti infiammatori crescono a scapito dell'osso crestale, ovvero quello che stava intorno al dente e oltre che a causarne mobilità e necessità di estrazione, renderanno più complessa la sostituzione idonea del dente compromesso. Per questo sottolineo, sintomi come gonfiori, "bollicine" che ricorrono spesso, o mobilità del dente, anche in assenza di dolore acuto, sono comunque segnali di allarme.
Se il collega che la cura le consiglia l'estrazione, non esiti ad accettare.
Dr. Abdallah Kabakebbji