Utente 406XXX
Buongiorno gentili Dottori. Da circa 2 settimane è stata portata a termine una terapia canalare su un dente devitalizzato circa 25 anni fa. Dei due canali che sono stati lasciati insondati all'epoca, ne è stato trovato solo uno e all'uopo trattato. Nella lastra si evidenzia "probabile" sfondamento pavimento camera pulpare. Vengo al problema. Dopo la terapia canalare di 2 settimane fa il dente è stato lasciato (dopo aver chiuso il canale trovato) "aperto (cioè non ricostruito) per qualche giorno. Durante tale periodo durante la pulizia quotidiana avvertivo male alla gengiva del dente in questione (probabilmente lesionata per l'uso della diga di gomma). Dopo la ricostruzione con cemento MTA si è provveduto a mettere la capsula che avevo già in precedenza. All'atto dell'incapsulamento ho avvertito tanto dolore, tale da non consentirmi neppure (nei due gg. seguenti) di masticare o anche solo di sfiorare il dente). Il dolore è svanito il terzo giorno ma, al suo posto, è subentrato il rigonfiamento della gengiva, che ad oggi, a circa 6 gg. dall'incapsulamento, la gengiva è ancora gonfia, nello specifico ha la forma di una "pallina" abbastanza grande che urta contro l'interno della guancia. Parlandone con il mio dentista, lui sostiene che il dente si purtroppo da estrarre, essendo questo gonfiore dovuto alla messa in articolazione del dente una volta incapsulato. Potrebbe invece trattarsi di un mero problema gengivale dovuto forse all'incapsulamento con lesione gengivale in atto? Come si dovrebbe procedere secondo voi? Vi chiedo un aiuto perchè io vorrei tanto tentare di salvare questo molare. Grazie infinite a chi vorrà rispondere

[#1] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf

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Buonasera
Se è avvenuto uno " sfondamento pavimento camera pulpare" il dente é destinato all'estrazione.
Sottolineo che un tentativo di ritrattamento di un dente trattato in maniera insufficiente in tempi remoti è intervento quasi sempre difficile e con prospettiva di successo non prevedibile: averlo tentato é segno di scrupolo e professionalità.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giulia Bernkopf-Vicenza-Roma.
Odontoiatra, Specialista in Ortognatodonzia.Gnatologa
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[#2] dopo  
Utente 406XXX

Grazie mille della risposta Dott.ssa Bernkopf. I sintomi che riportavo sopra (rigonfiamento della gengiva che assume la forma di "pallina") sono dunque conseguenza dello sfondamento?
Inoltre, se non estraggo il dente, qualora lo sfondamento sia certo, a cosa vado incontro?
Infine, attualmente, qual è la miglior tipologia di impianto? (intendo come resa, materiali e qualità totale eccelsa, oltre ovviamente alla componente umana e professionale di chi lo impianta). Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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I sintomi e' possibile che siano attribuibili allo sfondamento del pavimento camerale. Estratto il dente si potrà ripristinarlo con un impianto. Non esiste il miglior impianto, ciascun implantologo ha le sue preferenze e per ogni implantologo il miglior impianto e' quello da lui utilizzato. Si affidi ad un implantologo esperto e sarà lui a sceglier la soluzione a lei più adatta.
Cordialità
Dr. Enzo Di Iorio
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[#4] dopo  
Utente 406XXX

Grazie mille della Sua risposta Dott. Di Iorio.
Il vero problema è che ho voluto fortemente che si salvasse questo dente, e dopo varie sedute e molte endorali, vorrei almeno la certezza che ci sia davvero sfondamento e che i miei sintomi siano realmente correlabili a tale eventualità. Perciò mi chiedevo se fosse opportuno togliere nuovamente la capsula e aspettare che la gengiva guarisca prima di riposizionarla. La cosa "strana" è che il gonfiore della gengiva è solo ed unicamente dal lato esterno vicino la guancia e non da quello interno; inoltre è gonfia solo per metà, ed ha assunto ormai da circa 10 gg., la forma di una pallina. Gonfiore che però, qui è la cosa che reputo strana, nè diminuisce e neppure aumenta. Preciso che attualmente eseguo dopo ogni pasto una pulizia molto accurata con spazzolino elettrico, scovolino, filo interdentale e curasept. Potrebbe dirmi di più? Grazie ancora

[#5] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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Di più non saprei che dirle. Basandomi su quel che dice e' probabile che sia perforato il pavimento camerale. D'altronde e' anche quello che ha affermato il dentista che ha tentato il ritrattamento e più di lui non può saperlo nessuno.
Se ha dei dubbi prima di procedere con l'estrazione l'unica cosa che può fare e' farsi visitare da un altro dentista.
Dr. Enzo Di Iorio
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[#6] dopo  
Utente 406XXX

Grazie infinite Dott. Di Iorio. Può gentilmente indicarmi su cosa basarmi per capire se il dentista è un ottimo implantologo? Tipo se c'è qualche domanda che posso fare per capire, dalla risposta del dentista stesso, se è professionale e posso affidarmi a lui? Ps: il dentista ha parlato di probabile sfondamento, non lo ha affermato con certezza. Ha detto che questi sintomi sono da ricollegarsi alla messa in articolazione del dente il quale, non essendo stato "sottoposto a sollecitazioni" da alcuni giorni, non appena ha ripreso la sua normale attività ha reagito così. Tengo a sottolineare, comunque, che dall'incapsulamento non ho mai usato il dente in questione per masticare, facendolo dall'altro lato. Però, soffrendo di grave bruxismo, la notte a volte mi sveglio dal fastidio che avverto.

[#7] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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Come fare a dire che un dentista e' un ottimo implantologo? Non ci son elementi che possano oggettivamente catalogare un professionista in una categoria piuttosto che in un'altra...un paziente non può essere in grado di giudicare. Alcuni suggerimenti che potrei darle son questi: chieda a amici e parenti che han avuto riabilitazioni implantoprotesiche, chieda al dentista se ha da mostrarle dei casi risolti da lui documentati, si faccia spiegare come avverrà la riabilitazione, diffidi di chi fa prezzi troppo più bassi degli altri, valuti la cortesia e la disponibilità, valuti l'ordine e la pulizia dello studio, l'attenzione nella pianificazione del caso....alla fine di tutto segua il suo istinto.
Dr. Enzo Di Iorio
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[#8] dopo  
Utente 406XXX

Grazie infinite della Sua disponibilità Dottore. E'possibile postare la lastra endorale che è stata fatta dopo la terapia canalare? Mi farebbe davvero tanto piacere avere un parere sulla stessa.
Inoltre Le chiedo: quanto tempo deve passare dall'estrazione per poter procedere all'impianto? Vorrei capire le tempistiche da rispettare per evitare che l'impianto stesso fallisca. Per me che ho già subito molti interventi nel corso della vita, questa volta deve essere risolutiva del problema perchè avrei un trauma se fossi costretta a rifare la trafila in caso di fallimento.
Inoltre: prima dell'estrazione è consigliabile assumere antibiotico a scopo preventivo, o non è il caso? Vorrei avere chiare le modalità operative e comportamentali in merito per evitare di incorrere in "intoppi" davvero poco graditi. Intanto grazie ancora

[#9] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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"quanto tempo deve passare dall'estrazione per poter procedere all'impianto?"

Da 0 minuti a 6 mesi.
Dipende da troppi fattori.
A volte è preferibile inserire contestualmente l'impianto che a a "tappare" il buco lasciato dal dente estratto, altre volte è preferibile lasciar guarire completamente la zona.
Non do antibiotici prima di una estrazione, e quasi mai neppure dopo.
Lei non trovefrà delle "modalità operative e comportamentali" codificate e accettate universalmente nel campo, ma solo delle ABITUDINI dei singoli professionisti.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)