Utente 314XXX
Buonasera,

mi chiamo Claudia ed ho 34 anni.In seguito ad un controllo odontoiatrico effettuato lo scorso 19 settembre, mi è stata diagnosticata una sacca paradontale di mm 9 sul 46. Il resto della bocca non risulta avere problemi. Ho eseguito rx endorali e relativa misurazione ed il trattamento proposto è stato il seguente:

1) ablazione del tartaro
2) scaling
3) root planing
4) Rivalutazione ad un mese e mezzo per verificare l'eventuale dimunuzione della tasca per poi decidere l' approccio più corretto.

Ho provveduto ad eseguire il tutto con copertura antibiotica di AUGUMENTIN per 9 giorni poiché dopo lo scaling, mi è comparsa una fistola ascessuale.
Sia l'odontoiatria che l'igienista, mi hanno proposto anche una visita gnatologica per sospetta origine traumatica della paradontite visto che che sembra essere aggressiva ( ho fatto ortodonzia per 7 anni e digrigno i denti la notte). La visita ha dato esito positivo per sintomi gantologici e mi è quindi stato prescritto un bite che provvederò a ritirare a giorni. Ciò secondo loro, dovrebbe preservarmi almeno dai traumi occlusali che pesano su questa parte di paradonto.

Oltre a tutti questi accorgimenti ( tra cui, e non meno importante una minuziosa e maniacale igiene orale), mi è stato altresì proposta una terapia ANTIBIOTICA A BASE DI DOXICLINA ICLATO 100 MG ( 20G 2 VOLTE AL GIORNO PER TRE MESI+OMEGA TRE) che a detta del medico e dell'igienista, dovrebbe facilitare la bonifica batterica in quella zona.
Mi chiedevo quanto ci sia di vero nei risultati a lungo termine della terapia antibiotica sistemica e perché non mi è invece stata proposta l'applicazione topica del gel di doxiclina iclato. Ho paura degli effetti collaterali e di sviluppare resistenze.

Dovrei effettuarla secondo voi? Che recita la letteratura in merito?

Grazie in anticipo delle informazioni che vorrete fornirmi.

Buon lavoro

Claudia

[#1] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentile utente sacca parodontale non è una definizione corretta, tasca parodontale di 9 mm sta meglio, questa e la situazione clinica, ma la diagnosi dov'è?
La malattia parodontale difficilmente colpisce un solo elemento, infatti quando si tratta di un solo elemento si sospetta una patologia endoparodontale.
La vitalità del dente è stata controllata?
Questo dente è sano o riporta cure conservative?
Dr. Diego Ruffoni
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[#2] dopo  
Utente 314XXX

Buonasera e grazie per la pronta risposta. Il dente in questione risulta essere sano e mai sottoposto a terapia conservativa. La diagnosi fattami è stata di paradontopatia aggressiva di origine traumatica ( su base gentica, mia madre ne soffre ma ad oggi, non ha perso un solo dente). Secondo quanto mi è stato diagnosticato, il digrignamento dei denti rappresenta una concausa di quanto accaduto. Non ho carie o otturazioni in nessun elemento dentale compreso questo.

Ritiene che l'ortopanoramica assieme alle rx endorali non siano sufficienti a diagnosticare una patologia parodontale? Cosa altro posso fare per arrivare ad una soluzione condivisibile del problema?

Grazie ancora e saluti

[#3] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Se la diagnosi è paradontopatia aggressiva di origine traumatica, in primis va eliminato il trauma!
Il digrignamento colpisce solo un elemento dentale?
Non mi ha risposto sulla vitalità ??
La OPT dice poco e non fa diagnosi per il suo caso, la RX endorale se non è stata eseguita con tracciatura del percorso fistoloso, potrebbe apparire tutto normale.
La tasca di 9 mm è 1 parete?
In letteratura la malattia parodontale non è ereditaria (Lindhe), ma di eziologia batterica, per cui la correlazione con la mamma, che è stata ben curata, non so quanto sia affidabile.

Dr. Diego Ruffoni
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[#4] dopo  
Utente 314XXX

Salve,

per quanto concerne il trauma occlusale, esso non colpisce un solo dente ma anche altri che a detta dello gnatologo, che appaiano visibilmente consumati. A breve ritirerò il bite che è stato costruito su misura dopo le impronte.

Test di vitalità? Non è stato effettuato, in quanto mi è stato riferito che il dente in questione è sanissimo, così COME IL MOLARE DELL'ARCATA SUPERIORE anch'esso con una tasca di mm 7. La tasca paradontale di 9 mm non è stato specificato se sia ad 1 parete. Mi è stato altresì spiegato che la fistola in questione ( che dopo terapia antibiotica con AUGUMENTIN è quasi totalmente scomparsa), si riassorbirà da sola.
Al momento faccio tantissima attenzione alla pulizia dentale, utilizzando bene negli spazi il filo interdentale.
La doxiciclina iclato rimane per me un grosso enigma da risolvere.

Cosa potrei fare? Cambiare odontoiatra ed igienista?
Grazie ancora dell'attenzione.

[#5] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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No perché cambiare, lei è curato da specialisti, lei stesso dichiarava che sua mamma affetta da malattia parodontale e non ha perso nemmeno un dente, a questi colleghi va data la nostra miglior stima. Qui le cose si conoscono poco alla volta e anche la sua diagnosi non può arrivare con facilità. Molti denti hanno un aspetto clinico di dente sano ma poi a distanza li troviamo necrotici e dobbiamo procedere al trattamento canalare per risolvere il processo infettivo. Chiaramente non dobbiamo insegnare niente a nessuno, gli odontoiatri che la stanno seguendo ne sanno quanto me se non di più, ma come vedo sono specialisti molto settoriali, che forse esprimono cure e diagnosi legate strettamente al loro settore senza un inquadramento globale del caso.
In poche parole come è stata esclusa la patologia endoparodontale?
La presenza della fistola dopo scaling e root planing non potrebbe essere data dalla formazione di un attacco epiteliale lungo che ha chiuso l'unica via d'uscita drenante?
Certo che un RX con fistolografia mediante un cono di gutta avrebbe smentito o confermato una diagnosi, anche se a parlare dopo delle cure degli altri senza il loro parere è molto facile, ma purtroppo non posso parlare direttamente con questi colleghi.
Però buttare in un cestino i miei sospetti forse commettiamo un errore, per cui le consiglio di scaricarli e darli in pasto ai colleghi, che forse si faranno una risata, ma potrebbero anche darci una risposta ai nostri sospetti.
Per la doxiclina iclato a mio parere per ora non gode di grande casistica clinica, per cui ragiono ancora alla vecchia letteratura, tasche oltre i 6 mm sono chirurgiche, in bocca l'antibiotico guarisce temporaneamente, ma non elimina la causa.
Dr. Diego Ruffoni
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[#6] dopo  
Utente 314XXX

Buonasera,

sostanzialmente la causa endoparadontale non è stata minimamente presa in considerazione. A detta di chi mi sta seguendo, l'ortopanoramica e le RX endorali sono sufficienti ad escludere tale problematica ( tra l'altro io, che non sono un medico, ho ipotizzato che fosse una carie la causa del mio problema) che loro hanno categoricamente smentito.
Tuttavia La ringrazio per i suggeerimenti che mi ha dato e la settimana prossima glieli farò presenti al medico, se non altro per escludere o confermare con certezza la diagnosi.
Volevo inoltre chiedere: nel caso in cui fosse confermato l'interessamento del dente, ciò giustificherebbe la tasca paradontale di 9mm?
Il trattamento dell' elemento dentale potrebbe risolvere il problema? Esso si salverà?

Grazie ancora dell'attenzione.

Saluti

[#7] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Nella patologia endoparodontale, la tasca e il tragitto fistoloso sono la via naturale che si crea per suppurare la produzione batterica che si forma all'interno del dente, un trattamento canalare rimuove in nervo necrotico generatore di batteri e tolta la causa si ha la guarigione, per cui si salva il dente.
Dr. Diego Ruffoni
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