Utente 426XXX
salve a tutti è da circa un mese e mezzo che soffro di un problema ahimè non riesco ad uscirne fuori... In seguito a gengive infiam.ate doloranti e sanguinanti m sono recata dal dentista, che mi ha fatto la Pulizia dentale ed ora sono in Cura per una serie di carie. Ogni volta che mi recò dal dentista gli faccio presente che le mie gengive non sanguinano più ma a giorni alTerni sono ancora gonfie, e lui mi dice che è normale che non avendo mai fatto nessuna cura ai miei denti ed ora si sta uscendo tutto fuori... testuali sUE paroli...che dall'ortopanoramica non è uscito nulla. ora vi domando è davvero normale che le gengive si gonfiano ancora ( a volte temo però che sia il filo interdentale) grazie mille per la risposta * allego foto delle mie genive

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Dr. Luigi De Socio

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Il problema alle gengive(che rientra nella parodontite) come lei dice,non è "diagnosticabile con la panoramica" ,ma solo con l'esame clinico parodontale che consiste in questi step :
-primo passo : anamnesi accurata:
assunzione di farmaci(contraccettivi),malattie sistemiche(diabete ,malattie sistema emopoietico,malattie sistema immunitario),abitudini voluttuarie(alcool,tabagismo),stato di gravidanza
- secondo : VALUTAZIONE PARAFUNZIONI ( digrignamento,serramento)
- Il terzo consiste nell’ispezione delle gengive alla ricerca di eventuali segnali di sofferenza come arrossamento, tumefazione, RETRAZIONE !.
-Successivamente si passa al sondaggio che costituisce il momento chiave della visita parodontale perché permette di individuare la presenza di tasche gengivali, di valutare l’entità della distruzione dei tessuti duri del parodonto (osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare) e la perdita di attacco connettivale.
-Osservando il sanguinamento dopo il sondaggio si deduce il grado di infiammazione della gengiva e l’entità della risposta infiammatoria in atto.
-Contestualmente si rileva la quantità di placca che ricopre la superficie del dente, essendo questa direttamente coinvolta nel meccanismo patologico in atto e nell’induzione della risposta infiammatoria da parte dell’organismo.
-Si valuta, poi, la mobilità dentale che, indirettamente, fornisce un’idea della perdita di supporto parodontale.
-Il passo successivo consiste nella valutazione di condizioni anatomiche, occlusali e ricostruttive che possano stimolare l’insorgenza o l’aggravamento di problemi parodontali.

L’ultimo atto della visita prevede l’analisi della radiografia che, nel caso di diagnosi parodontale, deve essere un esame endorale completo (in inglese “full endorale”).
Si tratta di un insieme di radiografie endorali che forniscono l’immagine chiara e dettagliata dell’architettura ossea che circonda i denti.
Da queste radiografie si deduce esattamente l’entità della distruzione parodontale e il tipo di terapia più adatta al caso.
In seguito alla visita, per una raccolta dei dati più funzionale, le misurazioni vengono inquadrate in alcuni indici che esprimono sinteticamente il quadro clinico con particolare riferimento allo stato infettivo e infiammatorio dei tessuti.

SINCERAMENTE NON CREDO CHE A 26 ANNI POSSA AVERE UNA PARODONTITE, PERO' E' COMUNQUE OPPORTUNO RECARSI DA UNO SPECIALISTA PARODONTOLOGO,CHE ESEGUIRA' TUTTE LE VALUTAZIONI NECESSARIE
Cordialità
Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
Perfezionato in Ortodonzia
Perfezionato in Gnatologia