Utente 303XXX
Salve, sono una ragazza di 25 anni che, in seguito ad un incidente stradale che ha causato un semplice "colpo di frusta", ha riscontrato un click continuo, in apertura e in chiusura, alla mandibola (in particolare a quella sinistra ma comunque bilaterale) nonché fortissimi mal di testa, dolori cervicali e vertigini.
Dopo essermi recata dal mio dentista di fiducia e aver fatto esami quali elettromiografia, radiografie e risonanze magnetiche, mi è stata diagnosticata una disfunzione all'atm e una malocclusione di terza classe, con click articolare, e morso aperto, limitazione dell'apertura e contrattura muscolare di tutti i muscoli masticatori.
In realtà peró la RM recita "nei limiti di norma l'orientamento dell'asse maggiore di entrambi i condili con valori di circa 15 gradi a destra e 25 a sinistra. A bocca chiusa entrambi i condili occupano la fossetta glenoidea; regolare la posizione del disco articolare che presenta porzione bilaminare ad ore 12 rispetto ai condili. A bocca aperta conservato
Il movimento di rotazione e traslazione di entrambi i condili; anche in questa fase normale il rapporto tra i consoli e il loro disco articolare".
E la radiografia "lieve riduzione di ampiezza dell'escursione anteriore dei condili mandibolari che, nell'apertura forzata della bocca, non superano il culmine del tubercolo temporale".
Con il dentista, a questo punto, inizio la terapia con un bite posizionato nell'arcata inferiore (da tenere la notte) che viene "rimodellato" ad ogni controllo (ogni due settimane circa) per riequilibrare i contatti.
Inizialmente trovavo sollievo, i mal di testa erano quasi nella norma ma, nonostante questo, il click continuava a persistere.
La terapia dura 6 mesi, da novembre 2016 a maggio 2017. In questo periodo comincio a non vedere più benefici, soprattutto nell'ultimo mese. I mal di testa tornano a essere molto forti, il bite da fastidio e inizia il dolore ad ogni click (che prima non esisteva).
Decido quindi di fare un altro consulto con un medico gnatologo che mi dice che la terapia è completamente errata: è necessario un bite all'arcata superiore, seguito da un trattamento di ortodontia.
Decido quindi per la prova del 9 con un terzo consulto. Il nuovo gnatologo mi prescrive delle radiografie che recitano "soggetto normodivergente: la linea mandibolare, prolungata posteriormente, risulta tangente all'occipite. A livello scheletrico rapporto spaziale di II classe tra mascellare e mandibola. A livello dentale classe II secondo Angle. Assenza di coassialità condilare confermata dalla miaurazione degli angoli condiloidei eseguita in proiezione assiale-trasversa: a destra 7.9, a sinistra 22.6 gradi".
Insomma, dopo una serie di esami mi dice che le due terapie proposte precedentemente sono entrambe errate. Bisogna fare ortodontia mista a chirurgia per risolvere la situazione.
Ed eccomi qui, nel panico e nella confusione totale, a chiedervi un consulto.
A chi dovrei credere? Cosa devo fare?
Grazie a chiunque risponderà.

[#1] dopo  
Dr. Dario Spinelli

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Lei ci ha riportato fedelmente i referti di esami strumentali, ma purtroppo in questa sede ci manca la visita per poter rispondere alla sua domanda. L'unica cosa che trovo significativa è la discordanza tra il referto della prima risonanza delle ATM e la prima diagnosi nonché il click che ci riferisce. Qualcosa non torna o nel referto o nella spiegazione del click. Inoltre la prima diagnosi riporta terza classe scheletrica, l'ultima secoda scheletrica e dentale (sono l'una l'opposto dell'altra!)...
Dr. Dario Spinelli
Odontoiatra Specialista in Ortodonzia e Gnatologia
www.ortodonzia.bari.it