Utente 211XXX
Buonasera,

ho 33 anni e vivo all'estero, a Parigi. Circa un mese fa mi è stata diagnosticata una cisti mucosa al palato molle. Si trattava precisamente di una sacca piena di saliva che compariva in maniera recidiva nello stesso punto da circa tre mesi e che diventava sempre più fastidiosa anche se indolore, e quando si rompeva non si riassorbiva mai completamente . La stomatologa che mi ha visitata mi ha detto che può succedere che delle ghiandole minori del palato si otturino i condotti, da cui la formazione di tali cisti mucose che tendono a recidivare. Mi ha proposto l'estrazione della ghiandola in questione , cosa che ho accettato. Questo intervento è stato eseguito il 7 settembre scorso, i due punti di sutura si sono tolti spontaneamente e la ferita si è completamente rimarginata. Il punto è che a distanza di 20 giorni mi ritrovo più o meno nello stesso punto altre due cisti mucose : le chiamo così perché la fenomenologia è la stessa di quelle precedenti, identica. Dopo i primi giorni dall'intervento è comparso infatti un gonfiore adiacente alla ferita e da questo gonfiore sono emerse recentemente queste due cisti di dimensioni differenti l'una dall'altra, ma ancora più fastidiose della precedente. Una delle due è scoppiata, provocando la fuoriuscita della saliva che conteneva, ma non rimarginandosi, lasciando visibile un puntino rosso (immagino l'orifizio della ghiandola corrispondente). Il problema è che non solo con il dito o con la lingua mi è possibile percepire nettamente delle cisti anche laddove la bolla è scoppiata, ma che la zona in questione è arrossata in più punti e non vorrei che ce ne fossero addirittura più di due. Come spiegate questa strana recidiva? È possibile che l'operazione abbia provocato lesioni di ghiandole adiacenti? Gradirei moltissimo un parere, se non più di uno, prima di lunedì 2 ottobre giorno in cui devo andare a controllo, il primo, dalla stomatologa che mi ha operata.
Ho letto inoltre nei commenti precedenti che di solito in casi come il mio si consiglia esame istologico della ghiandola asportata, ma nel mio caso non è stato fatto. Come comportarmi soprattutto nel caso mi si dovesse proporre una nuova asportazione? Non esistono cure alternative? Cosa fare per non soffrire altri dieci giorni inutilmente?

Cordialmente e grazie

[#1] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentile utente, l'esame istologico conferma il sospetto diagnostico clinico, per cui forse lunedì verrà consegnata una chiara diagnosi. Qualora mancasse la diagnosi istologica e visto il caso clinico è possibile accedere a nuovo intervento con conferma istologica senza applicazione di suture, con possibile cauterizzazione LASER, data la zona poco competente alla sutura. Chiaramente le mie sono semplici supposizioni, non conosco il quadro clinico e anamnestico che potrebbe non permettere queste procedure, per cui si attenga alle proposte della collega.
Dr. Diego Ruffoni
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