Utente 527XXX
Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni.
In adolescenza mi è stato devitalizzato un dente, con precisione n. 46 (primo molare arcata destra inferiore). Nel corso del tempo ho avuto un singolo episodio di ascesso, mi recai al mio dentista (lo stesso che praticò la devitalizzazione) che mi disse che la situazione si sarebbe risolta. Difatti, in teoria fu così. L’ascesso andó via e non ebbi mai dolore su quel dente. Nel corso del tempo, essendo una persona molta attenta all’igiene orale e andando sempre al dentista, notarono tramite panoramica che il dente presentava una lesione, ma che comunque non c’era bisogno di fare nulla dato che non avevo fastidi.
Ho notato poi che la gengiva laterale del dente si è un po’ abbassata, quindi nuovamente vado da un altro specialista per un nuovo consulto e mi dice che sicuramente è un dente che va estratto, ma finché non mi dà dolore può rimanere lì. Non essendo ancora sicura, mi reco da un altro specialista che, sempre in seguito a panoramica, mi dice che il dente è lesionato e presenta granuloma, uno tra le radici e l’altro sotto una radice. Entrambi sono piccoli. Lui suggerisce l’estrazione, anche perché il dente è lesionato e non è possibile salvarlo, per poi pulire la zona sottostante e in seguito assumere antibiotico per essere sicuri che tutti i residui del granuloma siano spariti.
Pensate che sarebbe meglio consultare un altro parere?
Dopo l’estrazione e la rimozione del granuloma avrò dolori?
È un intervento delicato che potrebbe avere complicazioni? Perché l’ultimo dentista da cui mi sono recata è un neolaureato e quindi ho un po’ di paura. Ci vuole molta esperienza per un intervento del genere oppure è di routine?
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentilissima utente, lei si è sottoposta a delle pericolose radiazioni, che potrebbero creare danni alla sua salute, le panoramiche oltre non essere indicate per questo caso, spesso sono anche poco affidabili. Una semplicissima endorale mirata, con radiazioni limitate, sarebbe stata più che sufficiente. Sentire più consulti senza i pareri del primo collega, crea solo gran confusione, per ritorni da chi aveva praticato le cure e stia alle sue indicazioni. Prima dell'intervento le verrà chiesto il consenso, dove le verranno spiegate tutte le possibili complicanze.
Dr. Diego Ruffoni
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