Utente
buongiorno, soffro di piorrea con pus dalle gengive in prossimità di un dente che mi è stato devitalizzato diversi anni fa.
Questa situazione prosegue ormai da un anno.
Avrei delle domande, premesso che il dente dondola molto e che, nonostante la pulizia profonda del dentista ed a casa il problema non si risolve.
1) Il dentista che mi ha in cura insiste nel dire che il dente si può ancora salvare, mentre un altro dentista a cui ho chiesto un consulto mi ha detto che prima elimino il dente e prima risolvo il problema dell'infezione e quindi posso poi impiantare una vite in titanio. Come è possibile avere due pareri così discordanti? tendenzialmente mi sento di credere al secondo consulto in quanto nonostante sia in cura da settembre 08 il problema non si è ancora risolto, anzi la gengiva si ritrae pericolosamente.
2) una volta eliminata la causa del problema (il dente "marcio") e terminata l'infezione posso dirmi "guarita" e quindi inserire la vite e stare tranquilla con visite perioriche o devo avere sempre il "fantasma" della piorrea in agguato?
3) ultima cosa non tollero gli antibiotici in quanto mi danno delle reazioni allergiche (bactrim, eritrocina ecc)con sfogli pruriginosi tipo acne sul viso e sul collo che durano anche 2-3 settimane dopo aver terminato il ciclo di cura. E' necessario prima e dopo l'estrazione l'uso di antibiotici o posso farne a meno? In caso si potrebbero sostituire gli antibiotici per bocca con delle iniezioni?
grazie

[#1]  
Dr. Maurizio Cozzi

20% attività
0% attualità
8% socialità
()

Rank MI+ 28
Iscritto dal 2008


Cara signora,
La Piorrea è l'ultimo stadio della malattia parodontale,
infatti si presenta con tumefazione della gengiva, con
un intenso arrossamento e con fuoriuscita di pus alla
pressione. I denti interessati, sono sono vacillanti e
all'esame radiologico, è presente un notevole riassor-
bimento osseo circostante. Il caso da lei citato, dopo
un attento esame, richiede l'immediata estrazione del
del dente,e a guarigione avvenuta, (che avviene sponta-
neamente), potrà farsi inserire un impianto endoosseo
e una corona sostitutiva in ceramica dentale.
Saluti
Dott. Maurizio Cozzi



Dr. Maurizio Cozzi

[#2]  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
8% attualità
20% socialità
AMANTEA (CS)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Cara Utente, la piorrea non è una malattia ma un sintomo di una malattia che va sotto il nome di parodontite purulenta. Come qualsiasi infezione può e deve essere combattuta, il problema è che più in ritardo si cura più perdita ossea avviene con la conseguente mobilizzazione del dente in esame. Le cure vanno dallo scaling e curettage manuale e laser ad assunzione di farmaci sia per via sistemica che locale. se la perdita ossea non è notevole (almeno metà radice è ancora presente in osso) il recupero dentale è ancora possibile.
Saluti
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#3]  
Dr. Marco Capozza

40% attività
4% attualità
16% socialità
TRICASE (LE)
LECCE (LE)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2006
Gentile signora
se il problema della parodontite riguarda anche altri denti potrebbe essere necessaria una terapia parodontale appropriata prima di effettuare l'impianto, se il dente che si muove non risponde bene alla terapia potrebbe essere estratto dopo questa fase.
Gli impianti non sono soggetti a carie perchè sono metallici ma sono possibili altre forme di infiammazione simili alla parodontite, come la perimplatite pertanto sono necessarie visite di controllo e igiene professionale come le sarà consigliato.
In caso di allergia è meglio evitare le iniezioni intramuscolo di antibiotico.
Se si riferisce alle "iniezioni" di gel antibiotico nelle tasche parodontali, le consiglio comunque un colloquio con un allergologo.
Cordiali saluti
Dott. Marco Capozza
http://www.dentista-lecce.com

[#4] dopo  
Utente
Vi ringrazio molto per i vostri consulti. Mi sembra quindi di aver capito che la diagnosi del mio secondo dentista (estrazione immediata dei denti interessati) sia la soluzione ideale. Vorrei chiedere al Dottor Cozzi (ho già affrontato diverse sedute di scaling e curettage senza risultati apprezzabili) se quindi estraendo i denti malati devo solo aspettare che passi l'infezione senza antibiotici? Un'ultima domanda da qualche tempo oltre alla normale pulizia 3 volte al giorno ho preso l'abitudine di fare dei risciaqui con acqua ossigenata diluita al 50%. E' una pratica sbagliata o magari di aiuto nella fase post estrazione e di mantenimento?
Grazie ancora

[#5]  
Dr. Marco Lombardini

16% attività
8% attualità
0% socialità
PAVIA (PV)
CAVA MANARA (PV)

Rank MI+ 24
Iscritto dal 2009
Gentile signora, io le consiglierei di utilizzare un colluttorio a base di clorexidina per le fasi successive alle levigature o dopo l'estrazione dentale. Per la normale igiene orale è preferivile l'utilizzo di un colluttorio antiplacca.
Dr. Marco Lombardini

[#6] dopo  
Utente
Ringrazio veramente tutti i medici che hanno risposto alle mie "ansie". Alla fine ho consultato un altro dentista che mi ha proposto l'estrazione di due denti in quanto ho delle tasche troppo profonde ed a guarigione avvenuta procederò poi con l'impianto e/o reintegro osseo se del caso.
Grazie ancora

[#7]  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
8% attualità
20% socialità
AMANTEA (CS)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Decidere sull'estrazione di un dente è cosa molto difficile, alla luce delle nuove tecniche rigenerative a nostra disposizione. Sono delle scelte che vanno prese dopo attento esame clinico e radiologico. Bisogna poi tener conte delle richieste e delle aspettative del paziente. Non avendo a disposizione nè l'esame clinico ne tantomeno quello radiologico, sono e "siamo" nella impossibilità di giudicare a priori se i suoi denti siano o meno salvabili. Dipende tanto dal rapporto di stima e fiducia che ha instaurato col suo odontoiatra.
Il quale, penso, abbia scelto la soluzione migliore.
Saluti
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.