Tumore metastatico e ricovero urgente

Buonasera, vi scrivo per mio suocero anni 65.

2 anni fa, seguito esame delle feci positivo fu operato di tumore al colon con asportazione di qualche linfonodo e 12 cm.
Segue chemio che sembra andare bene dfino a quando l’ oncologo non vede un linfonodo vicino a dove era stato operato di 7 mm, decide di indagare e ciò ha portato a subire una grossa operazione al peritoneo e rimozione di 19 linfonodi, andata bene.

Sospensione della chemio di 3 mesi, tac di controllo e trovano problemi al fegato, una massa più grossa di 1, 2 cm e dei piccoli puntini.
Allorché decidono di fare una chemio sperimentale x 6 mesi, con effetti collaterali devastanti e che non ha funzionato perché il tumore (localizzarlo nel fegato) è progredito.

Interrompono questa chemio e rifanno quella che hanno usato per il peritoneo, che lo aveva ridotto prima dell’ operazione.

La situazione è precipitata quando ha subito una nefrostomia.
Non mangia, pesa 67 kg x 1.83 cm, vomito e diarrea.
Inoltre negli ultimi giorni gli si è alzato l’ acido urico, i globuli bianchi e i merkel tumorali.
Difficoltà respiratorie e gambe e braccia gonfie.
Lo ricoverano lunedì per fare tac di urgenza.

Vorrei capire se c’è la possibilità che il tumore sia avanzato e i problemi di stomaco siano dovuti a quello o può essere la chemio a far presentare un quadro simile.

Vi ringrazio tantissimo
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Dr. Giorgio Enrico Gerunda Chirurgo toracico, Chirurgo generale 2k 95
Gentile signora purtroppo la neoplasia è diffusa al peritoneo e blocca il rene (nefrostomia).Purtroppo ha invaso il fegato che ha smesso di funzionare e quindi si gonfia perché gli mancano le albumine prodotte dal fegato. L’aumento dell’acido urico può essere dovuto all’eccesso di diuretici che probabilmente gli danno per sgonfiarlo.La situazione è oramai complicata e non ci sono più terapie utili per modificare l’evoluzione finale della malattia. Spero che al COM le attivino la terapia palliativa. Cordialmente
Giorgio Gerunda

Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#2]
Utente
Utente
Buonasera dottore, innanzitutto la ringrazio della sua risposta,e anche della chiarezza e velocità.
La cosa che non capisco è che gli esami del sangue la settimana scorsa erano ok,a distanza di 5/7 giorni che c’è stato un tracollo allucinante. A settembre era tutto circoscritto al fegato, in 4 mesi come è possibile si sia espanso in questo modo nonostante la chemio ..Domani eseguiranno la tac, momentaneamente è ricoverato,gambe gonfie e il resto scheletro. Eravamo stati anche al centro oncologico europeo a inizio dicembre, avevano detto che la terapia era giusta e che c’era possibilità di tenerlo lì e fare in modo che non si spostasse,ma si è rivelato resistente a tutte le terapie .Ne approfitto per chiederle un’ altra cosa: il mio compagno esegue già l’ esame delle feci per prevenzione(36 anni) volevo sapere se fosse il caso di iniziare già con l colon o aspettare ancora, anche sua nonna ( dalla parte materna) aveva un tumore al colon.
Le auguro una buona serata
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Dr. Giorgio Enrico Gerunda Chirurgo toracico, Chirurgo generale 2k 95
Gentile signora purtroppo quando il tumore non risponde più alle cure diventa molto veloce nella diffusione anche perché il paziente ha dopo tanta chemioterapia resistenze immunitarie molto deboli. Parli chiaramente con i medici che lo seguono per conoscere la verità sulle condizioni e sulla prognosi a breve termine. Se il suo compagno ha questo problema famigliare è bene che faccia l’esame del sangue occulto ma potrebbe essere opportuno fare una colonscopia senza fretta. Cordialmente
Giorgio Grrunda

Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#4]
Utente
Utente
Buongiorno dottore, ci hanno appena chiamato per andarlo a salutare, non ha fatto cure palliative quindi ha sofferto molto.
La ringrazio tant E le auguro una buona giornata
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Dr. Giorgio Enrico Gerunda Chirurgo toracico, Chirurgo generale 2k 95
Gentile signora mi dispiace molto. avrebbero dovuto capire come era la situazione e provvedere a eliminare il dolore. Cordialmente
Giorgio Gerunda

Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

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