Utente 436XXX
Gentili dottori

Ho 60 anni, sono stata operata nel 1994 per un carcinoma duttale infiltrante alla mammella destra (quadrantectomia con svuotamento ascellare) .
Da 3 mesi ho una secrezione siero-ematica alla mammella sinistra, spontanea, monoforica in assenza di manifestazioni cliniche.
Esame citologico: “materiale basofilo inglobante squame cornee provenienti dal capezzolo ed emazie a tappeto”
Ecografia dutto-radiale evidenzia ectasia duttale (un solo dotto)
Mammografia ed ecografia tutto nella norma.
Mi hanno consigliato di fare una duttogalattografia (si pensa a un papilloma) e poi procedere alla galattoforectomiatotale (resezione di tutti i dotti)

Gentilmente Vi chiedo
- è possibile evitare l’intervento chirurgico visto che l’unica manifestazione clinica peraltro non fastidiosa è la secrezione (tenere sotto controllo tramite esame citologico)
- è possibile, ove necessario un intervento chirurgico meno devastante che la resezione totale trattandosi di un solo dotto.
- È possibile evitare la duttogalattografia (fastidiosa), in caso di risposta negativa quale è l’utilità dell’indagine nel mio caso.
- Cosa pensate e sapete dirmi della DUTTOSCOPIA, dove si pratica e se potrebbe essere utile nel mio caso.


Distinti saluti

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

in considerazione della Sua storia clinica la duttogalattografia è necessaria.

In base a quest'ultima si procederà , se c'è l'indicazione, ad una galattoforectomia non necessariamente totale.

Ripeto , se c'è l'indicazione potrà anche essere selettiva (cioè con asportazione del dotto galattoforo interessato + albero duttale corrispondente).

In ogni caso si tratta di interventi che possono essere eseguiti in anestesia locale ed in regime di day hospital.

Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Utente 436XXX

Gentile dott. Catania
la ringrazio della risposta rapida sulla necessità della duttogalattografia (speravo di poterla evitare come l'intervento d'altronde, ne ho subiti molti ).
Ora Le chiedo :
- se la effettuo presso una struttura ospedaliera dalle mie parti (Benevento, Avellino, Napoli) e poi vengo da Lei (ripeto, mi consigliano solo e soltanto la resezione totale)ad eseguire l'eventuale intervento (anestesia locale e non totale) mica devo ripetere l'esame presso la Vs. struttura ?
- è vero che per effettuare l'esame ci deve essere la secrezione ?
- in assenza di secrezione come qualche volta mi capita per uno o due giorni come si agisce ?

Concludendo, vorrei se possibile avere qualche notizia sulla Duttoscopia e sulla eventuale utilità di questo esame.
Ho letto su Internet che viene praticato sicuramente A Monaco di Baviera e a Greifswald in Germania con risultati apprezzabili, ma non ho capito il fine.

Grazie
Distinti saluti


[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile signora,

-Esegua pure l'indagine in una struttura della Sua regione . Si tratta di un esame routinario : non c'è alcuna ragione di scomodare Monaco di Baviera.
Non ho compreso cosa intende per "RISULTATI APPREZZABILI"...perchè anche in Italia.. sono equiparabili !!

-Se l'indagine porta ad una diagnosi non verrà ripetuta

-Occorre ovviamente la secrezione, anche provocata, del dotto secernente.

-Ribadisco la possibilità di eseguire l'intervento, se c'è l'indicazione, anche in anestesia locale + sedazione.

Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#4] dopo  
Utente 436XXX

Egregio Dott. Catania

La ringrazio per la risposta in merito alla duttogalattografia, ma, volevo precisare che Monaco di Baviera era riferito alla DUTTOSCOPIA non ad altro.

Oppure la DUTTOSCOPIA viene praticata in Italia come esame routinario sotto altra terminologia?

Mi scusi per l'insistenza ma vorrei solo capire che cosa è la DUTTOSCOPIA e a cosa serve ?


Distinti saluti

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Facciamo un pò di ordine .

Concordo con i colleghi che l'hanno sin qui seguita perchè

- il precedente anamnestico di carcinoma mammario impone maggior cautela e suppongo che l'indicazione ad eseguire una resezione dei dotti in toto sia da mettere in relazione a questo non trascurabile fattore.
L’intervento consiste nella resezione di tutti i dotti galattofori e nella biopsia del parenchima mammario retro-areolare.

L'intervento conservativo viene riservato a casi particolari ( a scopo diagnostico) e nel caso di donne giovani, nelle quali si vuole preservare la capacità di allattare.

-opportunamente Le hanno richiesto una Dutto-Galattografia che io ritengo debba essere eseguita prima di una duttoscopia.
E' in discussione nella comunità medica se completare l’iter diagnostico pre-operatorio con la galattografia, una mammografia eseguita dopo avere iniettato, mediante una cannula sottile, un mezzo di contrasto radiopaco nel dotto galattoforo secernente.
Generalmente l’esame non è doloroso per la paziente, anche se in alcuni casi la procedura può risultare indaginosa per le difficoltà di incannulare il dotto.

Secondo alcuni autori la galattografia è utile al fine di pianificare correttamente l’intervento chirurgico, in quanto permette di diagnosticare pre-operatoriamente la lesione, ne dimostra la sede e la distanza dal capezzolo.
Altri autori la ritengono un esame superfluo perché non modifica né l’indicazione né la pianificazione dell’intervento chirurgico.

In altri termini, anche nel caso che l’indagine risultasse negativa è comunque indicato l’intervento, quando è presente un sospetto di carcinoma o quando esiste una storia personale o familiare di aumentato rischio.
Sicuramente la galattografia trova indicazione quando è programmato un intervento conservativo, per identificare il galattoforo secernente, che comunque può essere facilmente reperito con una sottile agocannula o con l’iniezione di colorante in sala operatoria.

Avere comunque una duttogalattografia preoperatoria è senz'altro utile.

In casi particolari o a scopo di ricerca, possono essere eseguite la DUTTOSCOPIA, il lavaggio dei dotti e la RNM della mammella.

Ne ridiscuta con il Suo senologo, il cui approccio al problema mi sembra assolutamente CORRETTO, e se lo desidera ci aggiorni.

Molte pazienti confondono il termine DUTTOGALATTOGRAFIA con la DUTTOSCOPIA.

Sulla prima indagine Le ho già dato risposta.

Sulla DUTTOSCOPIA alcuni Autori descrivono mirabilie, (soprattutto un autore americano : forse in questo senso Lei si riferiva a Monaco di Baviera), ma sulla scorta delle evidenze scientifiche disponibili, deve essere considerato come un esame DI RICERCA , anche se non più sperimentale.

Non si lasci abbagliare dalle chimere diffuse tramite Internet e torni dal Suo senologo.



Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Quali sono le informazioni sulla DUTTOSCOPIA in Suo possesso ?

Le ha raccolte dal Suo senologo o tramite Internet ?
Salvo Catania, MD
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[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

mi sono permesso di insistere sull'approccio corretto da parte dei colleghi che l'hanno seguita per convincerLa a seguire le loro indicazioni e non inseguire soluzioni che nel Suo caso potrebbero non travare indicazioni.

Le possibilità che una secrezione ematica, in assenza di altri rilievi obiettivi, possa costituire la prima modalità di esordio clinico di un carcinoma mammario, sono MOLTO MODESTE, in quanto
può essere causata da papillomi dei grossi dotti retroareolari o da altre neoformazioni endoluminali benigne e anche da fenomeni proliferativi a carico dell'epitelio duttale quali l'iperplasia duttale.

Nel Suo caso è probabile che si tratti di una lesione di questa natura avendo l'ecografia evidenziato solo una ectasia duttale a carico di un solo dotto e tenendo conto anche dell'esame citologico negativo della secrezione.

Tuttavia occorre anche aggiungere che , in considerazione del precedente anamnestico di carcinoma e soprattutto della SUA ETA' occorre escludere un carcinoma in situ o infiltrante in fase iniziale. Questa mia ultima osservazione deve intenderla riferita ad un aspetto generale del problema che non dovrebbe riguardarLa.

Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#8] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Per completezza sull'argomento che Lei ha stimolato, La informo che
ieri ho parlato a lungo con l'amico e collega dell'Istituto Oncologico Europeo di MILANO , Enrico Cassano, responsabile della diagnostica strumentale radiologica e interventistica, il quale mi ha confermato che l'indagine che gli americani chiamano DUTTOSCOPIA* a fibre ottiche ( e i giapponesi MAMMOSCOPIA** ), pur presentando indubbi vantaggi, perchè oltre a visualizzare i dotti è in grado di prelevare del materiale, è da considerare a tutt'oggi un esame di RICERCA e quindi non proponibile nella diagnostica routinaria.


* La duttoscopia a fibre ottiche, con analisi citologica del materiale prelevato, può in casi particolari rappresentare una utile metodica nella diagnostica senologica, secondo quanto affermato da autori statunitensi in uno studio ripreso da Cancer.

**Secondo quanto sostenuto da ricercatori giapponesi in un lavoro ripreso da Cancer, l'esame endoscopico dei dotti mammari (mammoscopia), con associata biopsia intraduttale, rappresenta una tecnica utile per la diagnosi (e, nel caso di patologia benigna, per la terapia) di lesioni intraduttali (carcinomi e papillomi intraduttali), in pazienti che presentano secrezioni ematiche dei capezzoli.

Salvo Catania, MD
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[#9] dopo  
Utente 436XXX

Gentile Dottore

La ringrazio per la grande attenzione che mi ha riservato.
Siamo arrivati al punto : le cose che Lei ha scritto in merito alla Duttoscopia sono più o meno quelle in mio possesso e da qui sorgevano le mie domande.

Mi chiedevo se con un esame poco invasivo come la DUTTOSCOPIA avrei potuto risolvere il problema della secrezione ma, soprattutto evitare l’ intervento chirurgico.
Quindi CREDEVO che si praticasse anche in Italia e mi chiedevo e mi chiedo tuttora se fosse applicabile nel mio caso.

TENENDO SEMPRE PRESENTE CHE SONO UNA PERSONA A FORTE RISCHIO ANCHE SE IL CARCINOMA DUTTALE SI ERA MANIFESTATO CHIARAMENTE CON UN NODULO.

E’ chiaro che in caso di risultato istologico positivo (dopo duttoscopia che prevede appunto anche una biopsia) non vi sono altre possibilità ma, in caso di negatività avrei effettuato un operazione a quel punto evitabile.

Piccola parentesi: la DUTTOSCOPIA non esclude la DUTTOGALATTOGRAFIA (purtroppo) anzi la integra per arrivare ad una giusta diagnosi e terapia.

Ringraziandola nuovamente Le dico che tutte le informazioni in mio possesso NON le ho avute dai senologi che ho incontrato (tranne LEI)e nemmeno da Internet ma da persone residenti in GERMANIA tanto è vero che in Germania sembrano esistere 13 centri che praticano la DUTTOSCOPIA e le allego ciò che ho trovato su Monaco di Baviera ma Le potrei allegare BERLINO e soprattutto GREIFSWALD.


La saluto sicura che avremo ancora modo di dibattere sull’argomento.


(da Virgilio cercare - frauenklinik interventionelle ductoscopy - cliccare sul primo risultato, sarà in tedesco ma ci sono anche immagini)

GRAZIE DI TUTTO







[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Grazie a Lei
che mi ha offerto la possibilità di fare il punto della situazione.

Inizialmente ho pensato che Lei confondesse il termine Duttogalattografia con Duttoscopia, invece il livello di aggiornamento che Lei ha raggiunto sull'argomento è da Super- Master di senologia.

Ma ciò non può evitarLe l'esame i cui disagi sono comunque soprastimati !

Auguri con cordialità
Salvo Catania.
Salvo Catania, MD
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