Utente 689XXX
Cari dottori,
vi scrivo per sottoporvi il caso di mia madre di 64 anni. Nel 2001 subisce mastectomia radicale + linfectomia ascellare destra per un carcinoma duttale infiltrante (pT-1, pN0, M0, G3), successiva chemio (CMF) per 6 mesi e trattamento ormonale. La malattia riprende nel 2009, riscontro ecografico di una lesione ipoecogena di mm 27X22 al IV segmento epatico, per la quale si procede a intervento chirurgico. In seguito all'intervento si rileva la presenza di un linfonodo positivo. Segue chemioterapia FEC. Nel 2011, pochi giorni fa, in seguito a tac e eco sono state rilevate lesioni epatiche di millimetriche dimensioni (max 13 mm). I dottori hanno consigliato un trattamento chemioterapico con Docetaxel + Capecitabina.
Vorrei chiedervi se a vostro avviso questo è il trattamento chemioterapico più efficace, quali sono le aspettative di risposta e se è possibile arrestare e "cronicizzare" la malattia. Vi ringrazio moltissimo per la vostra disponibilità e aiuto.
Cari saluti,
Alessandra

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Alessandra,

purtroppo si tratta di una malattia recidivante e quindi verosimilmente non radicalizzabile. I trattamenti disponibili per le neoplasie mammarie sono però fortunatamente molti ed è possibile abbinare della ipertermia (capacitiva profonda e total body) per aumentare l'efficacia. La possibilità di tenere la malattia stabile il meglio ed il più a lungo possibile esiste.

un caro saluto
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it

[#2] dopo  
Utente 689XXX

Gentile Dr. Pastore,
la ringrazio moltissimo per la sua risposta, chiedero' dell'ipertermia all'oncologo che ci segue. Mi ero dimenticata di segnalare che la forma di mia mamma è un carcinoma Her2 negativo. A quanto ho letto, se fosse stato positivo sarebbe stato più aggressivo, ma più trattabile in base ai recenti studi e farmaci ritrovati. Cosa ne pensa?
cari saluti e ancora grazie.
Alessandra