Utente 200XXX
salve, 69 anni , gli è stato diagnosticato circa 2 mesi fa un carcinoma spinocellulare infiltrante alla laringe è stato sottoposto a laringectomia totale e svuotamento linfonodale laterocervicale bilaterale , dall'esame istologico 2 linfonodi risultano essere infiltrati dal tumore. dopo circa un mese la malattia si è ripresentata con delle bolle vicino allo stoma ricche di pus che è stato analizzato e hanno confermato la diagnosi, dal reperto analitico ce scritto proliferazione di elementi cellulari di tipo squamoso con nuclei lievemente pleomorfi e sparse mitosi focalmente si osserva la tendenza alla formazione di perle cornee concomita materiale ematico. ha eseguito anche una tac collo e
dalla tc collo risulta marcata riduzione di calibro del lume della cavita laringea con aspetto collassato irregolare ed ispessito della mucosa ed esteso fino allo stoma si osservano alcune formazioni grossolanamente rotondeggianti caraterizzate da ipodensità centrale e cercine periferico tali lesioni sono in sede giugulare superiore dx (28x33mm) in sede peristomale bilaterale esteso in retrosternale (diam max 31x19 mm a sn dove assume aspetto multiloculato) e in sede sopraclaveare sn(37x28mm) tali reperti da valutarsi nel contesto clinico potrebbero essere in prima ipotesi riferibili a linfoadenopatie colliquate
si associa disomogeneita dei piani adiposi fasciali cervicali superficiali e dei muscoli sternocleidomastoidei
ci hanno consigliato la chemioterapia in quanto non è operabile vorrei sapere da voi se esiste possibilità di guarigione?? come è possibile che dopo averci assicurato di aver tolto organo e tumore si ripresenti cosi dopo un mese?
nel ringraziarvi vi porgo i miei piu cordiali saluti

[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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La radicalità di un intervento prescinde dall'intento del chirurgo che è ovviamente sempre quello di eradicare con il bisturi tutta la malattia macroscopica(che vede ad occhio nudo). Dal punto di vista microscopico invece spesso la malattia persiste e necessita pertanto di un salvataggio chirurgico o, quando non effettuabile perchè troppo demolitivo o a rischio di essere ancora non definitivo, con radio e/o chemioterapia.

Si rivolga pure ai medici che la seguono per il prosieguo del caso.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),