Utente 211XXX
Buongiorno.La mia domanda è: i bifosfonati (zolendronato) possono causare gravi dermatiti o necrosi della pelle oltre che della mandibola?Vi espongo in breve la storia di mio padre:nel marzo 2008 gli viene diagnosticato carcinoma prostatico con metastasi ossee. Viene subito sottoposto a trattamento con Enantone e Casodex per la prostata; a Zometa (zolendronato) per le ossa. Sulla testa di mio padre la pelle inizia a diventare secca e formare delle squame. Lo zometa viene interrotto dopo 6 mesi perchè mio padre non lamentava dolori alle ossa. Il trattamento viene ripreso dopo un paio d'anni e continuato per 18 mesi finchè viene interrotto per una grave dermatite apparsa sulla testa con croste rosse che pian piano si trasformano in pustole verdi con fuoriuscita di pus. I medici che hanno in cura mio padre (oncologi e dermatologi) hanno sempre escluso un legame tra zometa e dermatite ma, dopo varie terapie senza risultati a base di cortisone e antibiotico somministrato in seguito a biopsia (che naturalmente ha evidenziato una infezione batterica dovuta all'esposizione della pelle rotta agli agenti esterni), hanno sospeso il trattamento perchè loro stessi hanno iniziato a pensare ad un possibile effetto collaterale dello zometa. Da qualche giorno è ricoverato in un altro ospedale nel barese sperando che trovino la causa e la cura. Vorrei cortesemente avere un vostro parere riguardo ad una possibile reazione ai farmaci. Se così fosse, credo che il caso di mio padre debba essere studiato in modo approfondito.Grazie

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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non è frequente ma ho visto altri casi simili al suo! capire quanto sia legato all'acido zoledronico e quando alla modifica ormonale del paziente non è facile.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 211XXX

La ringrazio per la risposta, finalmente qualcuno che non mi prende per visionaria!!! Secondo la sua opinione, la sospensione del farmaco sospetto (naturalmente dopo indicazione dei medici oncologi che hanno in cura mio padre da anni) e la contemporanea somministrazione di antibiotico e cortisone per via endovenosa (cosa che è stata iniziata ieri dall'equipe dermatologica dell'ospedale dove è ricoverato), possono essere la strada giusta per iniziare il cammino verso la cura della pelle? Oppure dovrò rivolgermi ad una equipe di medicina interna per approfondire lo stato del sistema immunitario di mio padre, naturalmente indebolito da anni di malattia e terapia?
Grazie
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 211XXX

egregio Dottore, La aggiorno sulla situazione di mio padre:
abbiamo ricevuto due giorni fa i risultati dell'esame istologico:diagnosi: "piccolo frammento cutaneo con ampia zona erosivo-crostosa e con aspetti di displasia moderata dell'epidermide contigua, che presenta aspetti ipotrofici e di diffusa paracheratosi; notevole infiltrato linfo-plasmocitario del derma che presenta aspetti di degenerazione elastosica diffusa:".
Il medico che ha in cura mio padre ha detto che non si tratta di nessuna malattia e che probabilmente tutto è dovuto al sole (mio padre non ha capelli da molti anni) e la pelle non è in grado di sanare. Dopo una quindicina di giorni di cura con antibiotici e cortisone per via orale, il medico ha detto di proseguire solo con pomata antibiotica MEDROL e, da maggio a settembre, di usare la FOTOKER crema PHARCO (non so se ho tradotto bene quanto scritto dal medico). Il tampone cutaneo effettuato in sede di ricovero ha riscontrato lo stafilococco aureo. TAS 12.5. Il primo esame istologico effettuato a marzo pare avesse evidenziato presenza di pseudomonas aeruginosa. Le croste sono cadute, ma la pelle è ancora piena di lesioni. Cosa ci consiglia di fare? Ci sentiamo in alto mare, dopo 4 anni ancora non capiamo niente!