Utente 612XXX
Gentili dottori,
vi riscrivo in merito alla mammografia che mia madre ha eseguito la scorsa settimana per avere un vostro gradito parere sui provvedimenti ritenuti opportuni per il suo trattamento.
" Mammelle a prevalente struttura fibro-ghiandolare. Da ambo i lati sono riconoscibili aspetti di distrofia fibroso-nodulare diffusi su tutto l'ambito.
I rilievi descritti sono caratterizzati da aree di opacità di tipo fibroso con micronoduli nel contesto.
A dx nel QSE in situazione posteriore presenza di alcune piccole calcificazioni distribuite su un'area di circa 3x2 mm che non presentano definiti caratteri di specificità.
Si consiglia di eseguire controlli mammografici ed ecografici seriati nel tempo.
In prossimità del cavo ascellare bilateralmente si apprezzano formazioni linfonodali di aspetto aspecifico.
In assenza di sintomatologia intercorrente la prossima mammografia mirata a dx è consigliata tra sei mesi per verifica delle calcificazioni segnalate in mancanza di precedenti per confronto."

Secondo voi come è meglio procedere?
Mia madre è stata operata 20 giorni fa di tirodectomia totale -su cui chiesi consiglio tempo fa anche a Voi- (istologico negativo) ed ora ha iniziato la terapia sostitutiva. E' possibile che ciò può interferire anche con la "salute" del seno?

E poi: non c'è il rischio che 6 mesi siano troppi per poter affrontare un eventuale evoluzione negativa della situazione? Nel senso: la mammografia si fa per avere uno screening della situazione ma poi il follow-up diventa la metodica indicata per vedere la maturazione anche dei "mostri".

Premetto che oltre al trauma dell'asportazione della tiroide e ad un non proprio corretto dosaggio (Eutirox 100) (non scorretto per errore dei medici, ma perchè crea, considerato forse il breve periodo di trattamento, un pò di effetti collaterali soprattutto sull'umore)
nella mia famiglia si vive da qualche mese anche il trauma di una diagnosi infausta di adenocarcinoma al pancreas di mio padre...
....quindi questa mammografia fatta con molta preoccupazione da mia madre pochi giorni dopo l'intervento alla tiroide perche accusava forte dolore al seno VORREMMO tanto che non fosse nulla di grave per alleggerire il suo decorso post-operatorio e ripristinare quanto possibile un pò di serenità....quindi il consiglio datole dal referto sarebbe abbastanza incoraggiante per vivere una vita di minore ansie...

..però se fosse più cauto approfondire con ecografie, ago aspirato o biopsie ovviamente mi permetterei di "strapazzare"ancora un pò una mamma tanto stanca!
Voi come la vedete la situazione? Ci sono rischi reali per lo sviluppo futuro di una eventuale patologia grave?
Vi ringrazio da subito per il vostro servizio e per le risposte preziose che siete soliti dare
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute
da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc)
sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)
e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni sicuramente benigne (nel caso di Sua madre) e di calcificazioni dubbie o maligne.

Se è stato proposto un ulteriore controllo tra sei mesi è chiaro un orientamento verso BENIGNE-DUBBIE e quindi starei tranquilla anche se il controllo ravvicinato è da considerare opportuno.

Cordiali saluti.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com