Utente 356XXX
Buongiorno, ho subito una mastectomia radicale e svuotamento ascellare per un carcinoma duttale infilitrante NOS di grado 2 (pT2, pN1a, V1, Pn0, UICC 2009). Estrogeni positivo 80% Estrogeni positivo 60% HER2 negativo. Cute e margine retroareolare indenni. 3 linfonodi su 21 sono sede di metastasi.

in sede di intervento mi è stato inserito un espansore che poi verrà rimosso per alloggiare la protesi definitiva.

inizio settimana prossima 4 cicli quindicinali di AC e poi altri 4 di Taxani.

sin qui mi sembra tutto (purtroppo) nella norma.

Il problema nasce quando mi è stato detto che è opportuno un mese dopo aver completato le chemio fare 25 radio, quando ho riferito il tutto al chirurgo mi ha deto che allora deve cambiare intervento ricostruttivo perchè le radio rovineranno la pelle che lui stava creando con l'espansore e quindi deve togliere tutto e cambiar tipo do intervento. E' proprio così? non potevano parlarsi prima oncologo e chirurgo (visto che il tutto avviene nello stesso ospedale) ed evitarmi le soferenze di questi 45 giorni tra drenaggi aspirazioni e dolori per l'espansore' ? un altro tipo di intrvento signifca che devono asportarmi pelle e tessuto da qualche altra parte per poi usarla al posto della protesi?

sono moralmente a pezzi !!!!!

vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi ulteriore parere/informazione

[#1] dopo  
Dr. Michele Malerba

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Gentile utente, su con il morale perchè il posizionamento dell'espansore sottomuscolare, in base all'esperienza personale e quella generale, non sembra controindicare l'esecuzione della radioterapia qualora richiesta dall'oncologo medico.

Certo ogni caso va valutato singolarmente in base anche alle condizioni locali , e quindi così on line non si può dire perchè il chirurgo che l'ha operata ha proposto di togliere l'espansore e cambiare tipo di ricostruzione mammaria post-mastectomia.

Disponibile per ogni altro ulteriore chiarimento invio distinti saluti.
Dr. Michele Malerba