Utente 820XXX
Egregio Dott.
Le scriviamo per illustrarLe il percorso medico seguito da nostro padre in cerca di una eventuale soluzione.
Nostro padre ha 47 anni,è alto 1.72 m e pesa circa 50 Kg.
Sin dal 2004 avvertiva intensi bruciori al livello gastrico per il quale ha effettuato una esofagogastroduodenoscopia e una colonscopia, entrambe con esito negativo.
In data 11/09/07 ha effettuato nuovamente una esofagogastroduodenoscopia, per i medesimi fastidi, che ha evidenziato una neoplasia infiltrante a tratti ulcerata del corpo gastrico.
In data 25/09/07 è stato ricoverato per carcinoma gastrico di tipo diffuso con infiltrazione del mesocolon trasverso.
Dopo aver effettuato successivi accertamenti, in data 01/10/07 è stata praticata una gastrectomia totale con linfectomia D2 ED emicolectomia dx in blocco succeduta da un decorso post operatorio regolare e dimissione il 13/10/07.
Dal 21/11/07 è stato sottoposto a trattamento chemioterapeutico, secondo lo schema EOX (Farmorubicina, Eloxatin, Capecitabina) 1-21 per 8 cicli durante i quali è stata effettuata una TAC che non ha evidenziato particolari segni di ripresa del tumore.
Durante il mese di Giugno 2008 accusva disturbi della digestione dati dalla mancata digestione dei cibi che causavano un reflusso degli stessi estremamente fastidioso che portava inevitabilmente all’espulsione per via boccale. Questi disturbi inizialmente si verificavano lievememente e raramente, poi col passare dei giorni si verificavano sempre più spesso fino ad arrivare a non potersi più alimentare senza avere disturbi di tale genere.
Per tale evento in data 24/07/08 è stato ricoverato per sospetta stenosi anastomotica e durante la degenza è stato sottoposto a follow-up completo che è risultato negativo.
Viene dimesso il 30/07/08 con il consiglio di consultare il servizio di oncologia .
In data 05/08/08 viene ricoverato d’urgenza per intensi dolori addominali.
Drante la degenza viene sottoposto a varie analisi che evidenziano una pancreatite che durante la degenza si ripete più volte e dopo alune settimane viene degiso di intervenire chirurgicamente per asportare la colecisti considerata causa dei fastidi di cui è affetto nostro padre per la formazione di un conglomerato di fango biliare.
In data 02/09/08 all’ esplorazione chirurgica risulta che è affetto da carcinoma peritoneale considerato esteso all’intero addome definito “impenetrabile” dal chirurgo.
In data 08/09/08 viene dimesso.
Attualmente nostro padre è a casa e continua a ricevere le cure necessarie per la pancreatite e una alimentazione parenterale.
Inoltre abbiamo ricevuto un parere oncologico informale secondo il quale il chirurgo considerando l’impenetrabilità addominale del paziente potrebbe aver notato una neoplasia solo al livello esteriore dell’addome, e tale possibile evendo cambierebbe le cose rendendo perciò possibile curare la patologia.
Mi è dovuto comunicarLe che attualmente nostro padre comincia ad idratarsi in maniera parzialmente autonoma (nel senso che beve giornalmente circa 2½ bicchieri di acqua e aumenta la dose di poco giornalmente),cosa che un mese fa non faceva.
Ci piacerebbe ricevere il suo parere riguardo la situazione di nostro padre e (se possibile) una cura o particolari analisi da effettuare
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr.ssa Claudia Baiocchi

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Se ho ben capito,si tratta di un tumore gastrico, sottoposto a terapia chirurgica e quindi chemioterapica.Il sucessivo manifestarsi di coinvolgimento peritoneale credo sia un'evoluzione del tumore gastrico, e giustifica l'impenetrabiltà chirurgica addominale.
Corretto è stato l'instaurare una terapia nutrizionale parenterale.
Attualmente il paziente ha ripreso ad idratarsi.Credo si debba proseguire l'alimentazione parenterale e contemporaneamente l'idratazione spontanea.
Consiglio inoltre di continuare a rivolgersi al servizio di Oncologia che segue e cura suo padre,che indicherà le analisi necessarie.
In attesa di conoscere le future evoluzioni,le porgo cordiali saluti.
Dr.ssa Claudia Baiocchi