Utente
Salve,
mia madre, donna di 49 anni che ha sempre eseguito controlli, a maggio ha scoperto un nodulo al seno (seno molto piccolo per cui è bastato sfiorarlo per accorgersene). Immediatamente siamo state al Pascale per una visita senologica e di seguito anche ecografia mammaria,mammografia bilaterale e agoaspirato.
Il referto dell'ecografia riporta:"Struttura mammaria a prevalente componente ghiandolare.Al QIE della mammella sx si apprezza formazione nodulare ipoecogena a margini lievemente irregolari vascolarizzata all'ECD di circa 15x10mm su cui si esegue agoaspirato ecoguidato.Microcisti bilaterali.Non adenomegalie ascellari di rilievo".
L'esame citologico riporta:"quadro citologico compatibile con la diagnosi si IPERPLASIA DUTTALE ATIPICA Cat, C4. Indispensabile accertamento isopatologico estemporaneo".
Visto che al Pascale i tempi di attesa per l'operazione erano di 4 mesi ci siamo rivolte al Dott.Guerra senologo di Villa Betania il quale ci ha indicato PET/TC e scintigrafia ossea da eseguire prima dell'operazione.
Abbiamo immediatamente eseguito PET/TC:"Ipercaptazione del radiofarmaco,compatibile in prima ipotesi con patologia ad aumentata attività metabolica,in corrispondenza di formazione nodulare del QIE della mammella sx (SUV max 11.4)e di formazione di verosimile pertinenza linfonodale localizzata a carico della catena mammaria interna omolaterale(SUV max 7.3).Nei limiti del potere di risoluzione della metodica e della specificità del radiofarmaco non si documentano aree focali di alterazione della fisiologica distribuzione del radiocomposto nei restanti segmenti corporei esaminati.diffusa e simmetrica ipercaptazione del radiofarmaco in sede retronucale,laterocervicale,sovraclaveare e paravertebrale bilaterale e mediastini prescolare compatibile in prima ipotesi con attivazione di tessuto adiposo bruno.
Esame TC:" presenza di area nodulare solida metabolicamente attiva del diametro di circa 15mm a livello del QIE della mammella sx.Tumefazione linfoghiandolare ipercaptante il radiofarmaco è osservabile a carico della catena mammaria interna di sx grossomodo all'altezza delle scansioni passanti per il piano valvolare polmonare.Non evidenti tumefazioni linfoghiandolari a carico delle restanti stazioni linfoghiandolari".
Abbiamo visto anche un bravo oncologo che ci ha consigliato un consulto da un'altro senologo perché lui sarebbe più propenso nel fare una biopsia e un ciclo di chemio prima di operare visto anche che il seno di mia madre è un seno piccolo e con la chemio si potrebbe provare a ridurre il nodulo e di conseguenza asportare solo una parte piccola della mammella e non tutta.
Siamo completamente confuse ora visti tutti questi pareri spesso discordanti...

Vorrei sapere cosa fare,capire come agire adesso e qualsiasi consiglio,informazione necessaria che possa aiutarci a scegliere per bene la strada da seguire in questo momento.... attendo con ansia una risposta.
grazie

[#1]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora. La presenza di un nodulo mammario il cui agoaspirato non mostra segni di cellule maligne e il reperto di un linfonodo retro sternale danno una unica indicazione: asportazione chirurgica a scopo bioptico del nodulo mammario. Non serve un chirurgo di grande fama o di alta specializzazione. La asportazione di un nodulo di 15mm viene fatta in un qualsiasi ambulatorio o DayHospital. Trattasi di un intervento semplice ma al tempo stesso necessario per dirimere i dubbi. Il nodulo potrà essere analizzato dall'anatomo-patologo e fornire tutti i dati delle cellule che lo compongono. Inoltre è assodato che nel caso di riscontro di un tumore maligno la asportazione del nodulo non altera in alcun modo il decorso della malattia. In America la routine dei cancri mammari è fatta in due tempi: prima la nodulectomia, poi, se necessario, una asportazione allagata dei tessuti circostanti. Cerchi un chirurgo, è la strada più lineare e semplice per verificare la natura del nodulo. Non si faccia prendere dal panico e dalla paura di perdere tempo, Alzi il telefono e cerchi l'ospedale più disponibile. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
specialista in Oncologia, Radioterapia, Patologia generale

[#2] dopo  
Utente
Gentilissimo Dr. Bindi,
La ringrazio innanzitutto per la Sua esaustiva risposta. La mia preoccupazione più grande in questo momento non è tanto l'operazione di per se ma per la presenza di questo linfonodo retro sternale... non ho ben capito se è solita la comparsa in quel punto e come si debba agire.
Inoltre Lei mi conferma che la prassi più logica da seguire è dunque quella di asportare il nodulo e poi analizzarlo e non il contrario...
Cari saluti.

[#3]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora, In oncologia esiste la regola che vieta di fare trattamenti radianti o chemioterapici in assenza di malignità. Le eccezioni a questa regola sono minime e non è il caso di Sua madre. L'esame dell'agoaspirato indica "iperplasia duttale atipica" e il medico che ha letto i vetrini ha indicato categoricamente di procedere alla escissione del nodulo. Il nodulo in un seno piccolo viene tolto senza traumatismi in anestesia locale in un tempo brevissimo.
I linfonodi retro sternali possono essere correlati con il nodulo mammario solo se questo è dimostrato essere un cancro. Fino a quel momento non si possono fare affermazioni di certezza. La prego di seguire la strada maestra e di certo ne trarrà vantaggio. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
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[#4] dopo  
Utente
Gentilissimo Dr Bindi,
Il 7 agosto mia madre è stata operata: anestesia totale, rimozione del nodulo e dissezione ascellare (come scritto sul referto di dimissione) ma i medici ribadiscono che sono stati asportati solo alcuni linfonodi più ingrossati. Ha tenuto per 6 giorni il drenaggio ascellare e nei giorni successivi è ritornata in clinica per aspirare ulteriormente il liquido. Martedì dopo poche ore dall'aspirazione si è rigonfiata tutta la parte riguardante l'incavo ascellare(non era mai successo finora) e sotto nostra richiesta (visto che il dottore non era in ambulatorio) il senologo che l'ha operata ha di nuovo aspirato il liquido;da martedì non è stato più aspirato visto che il senologo ha dato appuntamento per domani. Inoltre ho notato un arrossamento circolare vicino la ferita ascellare e da internet ho scoperto che potrebbe trattarsi di Tinea.Non sono riuscita a capire molto di questa infezione funginea e se sia dovuta all'operazione. La prego di darmi delle lucidazioni in merito e dirmi cosa ne pensa dell'operazione.
In attesa di un suo riscontro La ringrazio in anticipo.


[#5]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile Signora, L'asportazione del nodulo e dei linfonodi ascellari comporta sempre un linfedema più o meno grave a seconda del numero di linfonodi asportati.Il periodo per ritornare alla normalità e alla funzionalità del braccio può anche essere lungo. La complicazione della infezione fungina tinea, se sua madre (e in famiglia) non ne ha mai sofferto, verosimilmente è acquisita in ospedale. Non importa, attui le cure antimicotiche locali e si faccia prescrivere dal medico di famiglia lo sciroppo Triasporin (o un generico in compresse) e lo prenda a dose piena. Utilizzi saponi allo zolfo per lavarsi.
Quando avrà la risposta completa anatomo-patologica e le indicazioni degli oncologi potremo parlare del linfonodo retrosternale. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
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[#6]  
Dr. Salvo Catania

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>>da internet ho scoperto che potrebbe trattarsi di Tinea>>

Ma quale Tinea !!! E' un esito frequente della dissezione ascellare che va monitorato nei controlli postoperatori.

Segua le indicazioni del chirurgo e sino a che c'è secrezione di linfa nel cavo ascellare rallenti i movimenti dell'arto omolaterale (utile un foulard al collo o addirittura un tutore per bloccarne i movimenti).

Per riprenderli quando sarà "incollato" lo spazio morto provocato dall'asportazione dei linfonodi

http://www.senosalvo.com/riabilitazione.htm

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#7]  
Dr. Mirco Bindi

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Gentile signora, La contatto anticipatamente per il corretto suggerimento svolto dal dott. Salvo Catania. Sarebbe utile che Lei potesse fare 1 o 2 foto della regione ascellare e caricarle sul consulto. Se ciò non fosse possibile si rechi comunque da un dermatologo per chiarire la natura della lesione cutanea che se fosse Tinea sarebbe ben definita. Inserisca poi la diagnosi scritta del dermatologo nella sua prossima risposta. Cordiali saluti
Prof. Mirco Bindi, www.mircobindi.com
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[#8] dopo  
Utente
Buona sera,
Vi ringrazio innanzitutto per il Vostro interessamento.
La macchia che sembrava essere Tinea si é attenuata,proverò comunque ad inserire una foto.
La cosa che adesso mi preoccupa di più è il braccio in quanto il senologo le ha detto di muoverlo fin da subito il più possibile per non farlo bloccare,ora ha però problemi nello stenderlo perché sembrano essersi formate delle "corde" che bloccano. Vorrei sapere se è normale e se il Vostro consiglio è quello di muoverlo o di tenerlo fermo.
Un caro saluto.

[#9]  
Dr. Salvo Catania

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1) Si scordi della Tinea, che fa parte della fantasia di chi non ha mai seguito un decorso post-operatorio. Mi sono stupito anche io che avesse potuto rastrellare questa informazione sulla rete, perchè non mi sono MAI posto il problema Tinea-sì Tinea-no dopo oltre 20.000 linfoadenectomie nel mio curriculum (^^

E quindi non serve che alleghi una foto ( anche perchè non consentito dalle nostre linee guida del sito per un centinaio di ragioni) perchè quando c'è un ristagno di linfa la sovrapposizione batterica è il primo esito di cui ci si deve occupare.

Per mia curiosità potrebbe allegarmi il link singolare sulla Tinea ascellare (sic e risic !!!)

2) Il movimento è senz'altro utile, salvo quando la contrazione dei muscoli sottostanti, m. grande pettorale in particolare, impedisce l'accollamento dello spazio morto che si è creato con la linfoadenectomia.

3) Quindi rallenti (anzi STOP assoluto) sino a che viene alimentata la produzione di linfa. Poi è evidente che siano necessari i movimenti per il recupero funzionale genericamente suggeriti.
Vale a dire che il suggerimento è corretto , ma non vale in tutti i casi.

Saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#10] dopo  
Utente
Salve,
come già anticipato mia madre è stata operata lo scorso 7 agosto (Quadrantectomia QIE SX e dissezione ascellare di 17 linfonodi con linfonodo retrosternale attivo) e dopo ben 40 gg abbiamo ricevuto il referto della biopsia:
Carcinoma mammario con pattern di crescita sinciziale a margini netti e circoscritti. E' presente un intenso infiltrato infiammatorio plasma-cellulare intra e peritumorale. La popolazione neoplastica è costituita da cellule di taglia medio-grande con marcate atipie citologiche con nucleo vescicolare, pleomorfo e con abbondante citoplasma.
Mitosi: 6/8 HPF talora atipiche
Gli aspetti descritti,depongono per un CARCINOMA MIDOLLARE della mammella.
- i 17 linfonodi isolati sono liberi da lesione
- Stadio Patologico: pT1c G3 pN0
- Recettori ormonali Mammari :
ESTROGENO <1% PROGESTERONE <1%
- Her2: assenza di immunoreattività di membrana nella componente infiltrante. Score 0 ASCO CAP 2013
- Immunoreattività di membrana debole e incompleta in 1% di cellule neoplastiche infiltranti. Score 1+ ASCO CAP
- Indice di proliferazione (KI 67) : 80%
- E-Caderina: Positiva

Le è stato quindi consigliata la seguente terapia chemioterapica:
- 4 cicli con EC ogni 14gg
- 12 cicli di Taxolo 1 volta a settimana
Lo scorso mese ha terminato la terapia ma aveva già ripetuto la PET con mdc nel mese di gennaio a causa di un dolore al petto circoscritto nella zona sternale e il referto dichiara che non si documentano aree di patologico iperaccumulo del radiocomposto nei segmenti corporei esaminati quindi il linfonodo retrosternale sembra esser scomparso.
Entro fine mese dovrebbe iniziare la Radioterapia ma oltre ad avere problemi con le varie strutture pubbliche per le lunghe liste d'attesa, abbiamo ottenuto pareri discordanti riguardo la necessità e non di trattare la zona del linfonodo retrosternale. A tale proposito vorrei avere anche altri pareri in merito perché siamo davvero confuse sul da farsi.
Ringrazio anticipatamente per la risposta.