Utente 104XXX
Gentilissimo Dottore anzitutto La ringrazio per questo spazio dedicato alle gente che si ritrova, nel corso della propria esistenza, a dover fronteggiare con il tumore. Mia madre, attualmente 55enne, nel gennaio del 2006 ha subito una mastectomia al seno sinistro con stadiazione: CT2 CN0 CM0 (II A). E’stata operata all’ospedale San Luca di Potenza. Prima dell’operazione è stata sottoposta a 3 cicli di chemioterapia neoadiuvante per ridurre la massa e dopo l’intervento ha eseguito 4 cicli di adiuvante CMF successivamente ormonoterapia con femara. Durante gli anni ha sempre effettuato controlli relativi ed è andato tutto bene fino a gennaio di quest’anno mese in cui le si è gonfiato il braccio lato operazione (linfedema) . Dopo accertamenti al seno destro è risultato tutto nella norma. Mentre a sn si evidenziano vari noduli a carattere infiltrante dei tessuti molli della parete toracica sn e in sede ascellare e sottoclaveare sn con dimensioni comprese tra 0,56 e 1,4 cm. E’stata ricoverata dopo dei dolori alle ossa e dopo l’innalzarsi del markers CA 15.3 mentre CEA è nella norma. E’stata dimessa con questa diagnosi: Cancro mammario duttale infiltrante G3 stadiazione pT2 pN1/3/34/ M0 ER 5% Pgr-HT SCORE 0 . Her2/neu negativo. La scintigrafia ha evidenziato metastasi ossee diffuse alle vertebre, costole, bacino e cranio. Altre tac hanno evidenziato che c’è anche un interessamento di varie aree del fegato, mentre non vi sono metastasi ad altri organi quali cervello etc. Prossimamente il dottore ha detto che dovrà eseguire anche una risonanza per vedere la situazione della colonna ed eventualmente procedere anche con la radioterapia. La terapia che esegue attualmente (ha eseguito 3 sedute) è Avastin + Taxol con una seduta settimanale (ogni 4 sedute aggiunta di Zometa). Le volevo chiedere se mi può dare qualche informazione in più riguardo la stadiazione perché non avendo studiato medicina non sono in grado di leggere i termini tecnici. So che la situazione non è buona ma vorrei almeno sapere, visto che nessuno me lo ha detto, a cosa serve la combinazione di questi due farmaci, se è finalizzata a bloccare (per quanto possibile) le metastasi o se serve per altri fini. Le metastasi posso anche retrocedere? Allo stato attuale mia madre ha problemi di movimento ed è questo che mi toglie la speranza però, di conseguenza, penso che se vogliono approfondire la situazione con altri esami e le hanno dato la terapia credo che qualche speranza di miglioramento ci possa essere. Con queste cure c’è la possibilità che riesca a recuperare le capacità motorie o queste difficoltà di movimento implicano una malattia già troppo avanzata? C’è la possibilità di sopravvivere ancora? So di persone con metastasi che continuano a svolgere le loro attività. Scusi per le mie tante domande ma è troppo forte l’esigenza di avere un quadro più chiaro. Quando vado a parlare con l’oncologo siccome c’è sempre una fila interminabile di persone non c’è la possibilità di soffermarsi maggiormente a parlare. Anche gli altri hanno bisogno dei loro spazi. La ringrazio anticipatamente per la risposta. Con ammirazione La saluto cordialmente sperando di non essere stato troppo lungo nell’esposizione degli eventi.

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Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

mi rendo conto della necessità per un congiunto di conoscere nel dettaglio la situazione del proprio caro, poichè spesso vi è molta più angoscia nel non saperlo. Si tratta di una malattia purtroppo diffusa con coinvolgimento multiplo dello scheletro e del fegato. La terapia in atto è potenzialmente efficace nel controllare la malattia. Lo Zometa serve poi specificamente per la situazione ossea. Nessuno sa per quanto tempo (e se) questa terapia possa essere efficace nel tenere sotto scacco la malattia. Certamente dalla nostra abbiamo il fatto che le neoplasie mammarie rispondono molto bene a vari farmaci che possono essere quindi impiegati nel tempo a fallimento dei precedenti. Occorre navigare a vista consapevoli però del fatto che dei miglioramenti sono possibili.

Sempre a disposizione, cari saluti

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 104XXX

La Sua professionalità e la Sua umanità si fondono nella Sua persona rendoLe onore. Grazie mille per il consulto.
Le posso rivolgere una domanda generale? Ma una metastasi che ha come tumore originario un cancro mammario, è diversa da una metastasi di cui il tumore originario riguarda un altro organo o le metastasi hanno tutte le medesime caratteristiche indipendentemente dal tumore originario che le ha generate? Non so se è chiara la mia domanda. Grazie ancora.

[#3]  
Dr. Carlo Pastore

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Grazie mille per gli elogi.. troppo buono... Le metastasi sono la colonizzazione di altri organi da parte di cellule che acquisiscono staccandosi dal tumore primitivo l'attitudine a proliferare in un altro organo. Sono costituite da cellule simili a quelle del tumore primitivo e sono diverse come caratteristiche istologiche a seconda del tumore primitivo che le ha generate.

Resto a disposizione

Cari saluti

Carlo Pastore
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[#4] dopo  
Utente 104XXX

Gentile Dottore, mi permetto di riscriverLa per rivolgerLe due ulteriori domande a carattere generale in modo che anche altre persone possano leggerle e aumentare le conoscenze a riguardo di questo argomento.
SCINTIGRAFIA OSSEA:
Su un sito ho letto che la scintigrafia ossea in donne operate di tumore al seno deve essere effettuata a scadenza annuale, in un altro forum ho, invece, letto che sembrerebbe essere più utile eseguire questi test diagnostici (Ecografia addome, Scintigrafia ossea ed Rx torace) solo se i pazienti sono sintomatici in quanto non esiste alcuna evidenza clinica che dimostri un miglioramento prognostico grazie al trattamento precoce delle metastasi in fase pre-clinica invece che clinica. Desidererei conoscere il Suo parere a riguardo. Ad esempio, mia madre ha effettuato la scintigrafia ossea solo 3 anni fa quando è stata operata ed oggi, dopo i dolori alle ossa. E’vero che non vi è miglioramento prognostico nel trattare la metastasi precocemente piuttosto che più tardi?

RISONANZA MAGNETICA:
Inoltre Le volevo chiedere, per effettuare la risonanza magnetica alla colonna vertebrale il paziente viene completamente inserito all’interno della “cavità” della macchina o la parte delle testa resta all’esterno, mia madre la dovrebbe effettuare, sto cercando di tranquillizzarla in tutti i modi ma ha la fobia dei luoghi chiusi. Sto cercando su internet dove praticano la risonanza magnetica “aperta” ma al sud Italia questa pratica è ancora poco conosciuta.
RingraziandoLa ancora Le auguro Buon Lavoro e La saluto cordialmente.
GRAZIE INFINITE!

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Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

in effetti confrontarsi con una massa cellulare tumorale minore è sempre meglio. Globalmente, nel lungo termine, mi trovo però in accordo sul fatto che la prognosi non varia. Per quanto riguarda la RMN viene introdotta con tutto il corpo nel macchinario. Vi sono però RMN aperte. Qui a Roma in diverse strutture.

Cari saluti

Carlo Pastore
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[#6] dopo  
Utente 104XXX

Gentilissimo Dottore, ho trovato un centro nelle vicinanze in cui si pratica la risonanza magnetica aperta e l'ho prenotata.
Le volevo chiedere un'informazione di carattere generale.
Che differenza esiste tra la scintigrafia ossea e la risonanza magnetica alla colonna? La scintigrafia evidenza la presenza di metastasi ma non ne da la collocazione esatta, cosa sulla quale invece indaga la risonanza? Grazie, cordialmente La saluto.

[#7]  
Dr. Carlo Pastore

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La scintigrafia ossea impiega un tracciante marcato che si va a fissare sulle lesioni ossee e le evidenzia in tutto lo scheletro. La RMN caratterizza le lesioni per morfologia e rapporti con le strutture circostanti.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#8] dopo  
Utente 104XXX

Caro dottore, Le scrivo ancora per mia mamma. Dalla RMN in toto al rachide è risultato un referto un po’strano, infatti anche l’oncologo ha asserito che non è scritto in maniera molto corretta. In ogni caso, il referto recita che vi è un’alterazione morfo-strutturale del segnale dei soma in tutto il tratto vertebrale da riferire a lesioni sostitutive. Dette alterazioni appaiono evidenti a livello di C4,C6,C7,D1,D3,D4,D5,D6,D7,D8,D9,D10,D11,D12,L1,L2. Molteplici di dette vertebre (ma non dice quali) appaiono deformate a cuneo come da emicrolli parziali. Irregolarità spondilistiche somato-marginali ed interpofisiarie. Ridotta la fisiologia lordosi cervicale. Canale vertebrale di normale ampiezza. I dischi intersomatici presentano spessore e segnale in T2 inferiori alla norma per fenomeni degenerativi. Protusioni disco-artrosiche a multipli livelli in tutto il tratto esaminato.
Sinceramente quando ritirai il referto pensavo che non ci fosse più nulla da fare, dato che sono interessate ben 16 vertebre su 24, ma l’oncologo ha affermato che è comunque possibile effettuare la radioterapia, per bloccare la malattia , in tutto il tratto interessato e la cosa mi risolleva. Esiste quindi la possibilità che con la radio combinata alla chemio tali alterazioni possano essere combattute? Il mio dubbio, più che altro però, è nei termini che sono stati utilizzati per stilare il referto. E’possibile carpire da quanto scritto che le alterazioni sono date da natura neoplastica e non da altri tipi di patologie dato che si parla di lesioni sostitutive e fenomeni degenerativi e non neoplastici? Come sempre La ringrazio anticipatamente per la consulenza.

[#9]  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

per lesioni sostitutive si intende lesioni neoplastiche. Certamente poi concomitano anche alterazioni artrosiche ed osteoporotiche. Chemioterapia e radioterapia appaiono la scelta più idonea.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#10] dopo  
Utente 104XXX

Caro Dottore grazie mille. Speriamo che la radio dia gli effetti aperati. Le vertebre sono tante purtroppo. Speriamo bene. Grazie mille.

[#11] dopo  
Utente 104XXX

Gentile Dottore, stamattina ho accompagnato mia mamma ad effettuare un colloquio con la dottoressa radioterapista che dovrà seguirla nel corso di questa cura complementare alla chemio. Parlando con lei ho notato una quasi totale diversità di vedute rispetto all’oncologo che ha in cura mia mamma. Come già Le ho detto l’oncologo sostiene che è possibile irradiare la colonna in toto per bloccare la malattia, la dottoressa radioterapista, invece, ha affermato che potrà effettuare la terapia solo in alcuni punti (quelli del dolore) per evitare eventuali crash vertebrali, ha asserito che non è possibile effettuare una radioterapia totale al rachide e quindi mira ad attuare una cura esclusivamente di tipo palliativo.
Alla luce di quanto detto credo sia normale la mia confusione. L’oncologo sostiene che è possibile bloccare la malattia nonostante il coinvolgimento delle varie vertebre mentre la dottoressa mi parla di una cura palliativa da effettuare solo in alcuni punti. Verso quale delle due versioni devo tendere, o devo interpellare qualche altro specialista per avere un terzo parere decisivo? Aspetto un suo consiglio. La ringrazio immensamente.

[#12]  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

mi trovo in accordo con la collega radioterapista. La chemioterapia arriverà anche a contrastare la malattia a livello osseo e la radioterapia rapidamente consoliderà i punti a rischio di crollo della colonna e quelli più dolenti.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#13] dopo  
Utente 104XXX

Gentile dottore, Le scrivo nuovamente per quanto riguarda la cura complementare alla chemioterapia di mia mamma.
Stamattina ho parlato con il primario del reparto di Radioterapia e mi ha detto che, dato il coinvolgimento multiplo delle vertebre, non è consigliabile effettuare una radioterapia tradizionale ma bensì passare ad un approccio diverso e cioè quello della radioterapia metabolica.
Sinceramente è la prima volta che sento di questo metodo anche perché l'oncologo che ha in cura mia mamma non mi ha mai parlato di questa eventuale alternativa.
Navigando su internet mi sono documentato ed ho avuto modo di notare che può dare molti benefici.
Secondo Lei può essere una decisione giusta?
La ringrazio ancora per la disponibilità.

[#14]  
Dr. Carlo Pastore

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Caro Amico,

questo quesito direi che è più di pertinenza dei Colleghi radioterapisti (molto competenti ed attivi su questo forum). Suggerirei di postare il quesito appunto nell sezione inerente la radioterapia. Per ogni altra evenienza sono a disposizione.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#15] dopo  
Utente 104XXX

Gentile Dottore, sono 8 mesi che mia mamma sta eseguendo chemioterapia di Avatin + Taxolo con aggiunta di Zometa per le metastasi ossee ed epatiche dovute a tumore mammario. In più ha anche eseguito radioterapia per il tratto vertebrale D3-D8. Il marcatore CA 15.3 è passato da 112 U/ml a 71 U/ml mentre il CEA è nei limiti, cosi come era anche prima dell'inizio della chemio. Può essere questo valore indicativo che la terapia sta funzionando? Poi volevo chiederLe: Le metastasi epatiche sono più pericolose delle altre perché il fegato è connesso più strettamente con gli altri organi e quindi rappresenta una via di più semplice diffusione del tumore? A livello di mobilità, mia mamma, ha avuto dei miglioramenti notevoli rispetto all'inizio ma è molto dimagrita. Inoltre ha il setto nasale pieno di croste ed anche varie escorazioni nel cavo orale che le impediscono un' aimentazione soddisfacente. E'condiviso il parere che sono problemi dati dalla chemio ma io sono preoccupato che possano essere sintomi di avanzamento della malattia. La ringrazio per le risposte che mi fornirà e Le auguro una buona giornata.