Utente 953XXX
Egregio Dottore,

mia madre è affetta da adenocarcinoma endometriale ed è stata sottoposta l'8/11/2006 ad isteroannessiectomia.
Dal 10/02/2007 al 23/02/2007 ha seguito un trattamento radioterapico conclusosi con somministrazione di 5760 CGy sulla pelvi e sovraddosaggio sulla cupola vaginale.
Il 19/04/2007 si è sottoposta a mesoepatectomia con resezione del V e parte del IV segmento epatico per la presenza di metastasi.
Ha seguito, quindi, un trattamento chemioterapico di 6 sedute a base di carbo-taxolo (1 seduta ogni 21 giorni).
Attualmente la malattia si è sviluppata con 3 metastasi polmonari (la più grande misura 12 mm) e 3 all'encefalo (la più grande di 16 mm).
L'oncologo ha consigliato di riprendere la chemioterapia, ma questa volta a base di carbo-celix con la seguente cadenza: le prime due sedute a distanza di 7 giorni e la terza a distanza di 21 giorni dalla seconda.
Ed arrivo al quesito: il radioterapista le ha consigliato, per curare le metastasi cerebrali, di sottoporsi, nel periodo compreso tra la seconda e la terza seduta di chemio, ad un trattamento radioterapico consistente in un bagno encefalico di 10 apllicazioni.
L'oncologo ha vivamente sconsigliato tale approccio perchè ritiene che avrebbe delle conseguenze devastanti (in termini di effetti collaterali) sul fisico di mia madre, anche perchè è diabetica ed ha il glaucoma.
COSA MI CONSIGLIA?
Il trattamento radioterapico che Le ho descritto che tipo di effetti collaterali può realmente produrre?

Infiniti ringraziamenti.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

provi intanto a ripostare la sua richiesta in area RADIOTERAPIA per avere un primo parere da parte dei radioterapisti.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Cara Signora, il suo oncologo ha timori infondati.
La radioterapia encefalica è solitamente ben tollerata e dà un buon contributo al controllo sintomatico delle lesione encefaliche che, senza trattamento, potrebbero andare invece in progressione con effetto compressivo sul parenchima cerebrale circostante e con reale impatto sulla sintomatologia generale. Il glaucoma ed il diabete non sono, a mio avviso, controindicazioni assolute.
Ne riparli con lui. Il rapporto rischio/beneficio della panencefalica in caso di metastasi multiple sintomatiche è indubbio. E' tra l'altro suggerito un effetto di riduzione su nuove lesioni intracraniche oltre che un controllo su quelle presenti. L'encefalo è l'unica sede in cui i farmaci non possono andare(santuario) e la radioterapia rimane l'arma più efficace.

Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#3] dopo  
Utente 953XXX

Egregio Dottore,
anzitutto la ringrazio per la celerità della Sua rispota.
Il timore dell'oncologo è legato anche al fatto che mia madre dovrebbe sottoporsi al trattamento radioterapico nel periodo tra la seconda e la terza seduta di chemioterapia. Egli ritiene che la "breve distanza" possa essere pregiudizievole per mia madre perchè, secondo, lui l'organismo in quel breve tempo non smaltisce integralmente il medicinale chemioterapico con la conseguenza che i residui amplificherebbero eccessivamente gli effetti collaterali.
Lei concorda?
Inoltre la radioterapia all'encefalo, oltre la perdita dei capelli, può comportare altri effetti collaterali? Ci hanno parlato di una "consumazione" del tessuto cerebrale che produce un affievolimento della capacità di ricordare? E' realmente così?
Nel ringraziarLa nuovamente per i preziosi consigli, Le porgo i più cordiali auguri di buona Pasqua.

[#4] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Al parere del Dottor Alongi, Radioterapista, le aggiungo, per completezza, il mio da oncologo. Come le ha già detto il Dott. Alongi non ci può essere amplificazione degli effetti collaterali poichè i farmaci oncologici passano poco nel tessuto cerebrale e quindi le due metodiche di cura agiscono in compartimenti separati.
Riguardo ai quesiti successivi le aggiungerà altro il Collega radioterapista.
Cordiali Saluti e Buona Pasqua
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#5] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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È annoverata talora tra gli effetti tardivi dei pazienti lungosopravviventi, dopo RT sull'encefalo, una sindrome di accelerato deperimento intellettivo, non quantificabile e molto soggettiva.
Per il resto il collega oncologo Barbieri le ha spiegato ciò che volevo scriverle in relazione ai rapporti con la chemioterapia.
Cordiali saluti
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#6] dopo  
Utente 953XXX

Gentilissimi Dottori,
sapreste dirmi, in base alla Vostra personale esperienza ed ai dati statistici reperibili in letteratura, quante possibilità ci sono che con un bagno encefalico le metastasi (la più grande misura circa 16 mm) scompaiano in toto e non ricompaiano in futuro?
Grazie infinitamente.

[#7] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Bisogna chiarire che l'obiettivo della radioterapia panencefalica non è la scomparsa delle lesioni encefaliche ma il controllo dei sintomi neurologici e della progressione di malattia intracranica, con risultati di beneficio clinico documentati dalla letteratura.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#8] dopo  
Utente 953XXX

Capisco.
Credo, quindi, di aver interpretato male l'opinione del radioterapista che segue mia madre. Secondo lui, infatti, stante la ridotta dimendsione delle metastasi, vi sarebbero buone possibilità che scompaiano del tutto.
Lei non concorda, Dott. Alongi?
Rinnovo i miei più sinceri ringraziamenti.

[#9] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Minori sono le dimensioni delle lesioni irradiate, maggiori sono le possibilità di eradicarle. Ma le dosi di una panencefalica non sono altissime. In caso di 1 fino a tre lesioni, la RT stereotassica con un sovradosaggio sulle lesioni residue potrebbe essere indicata, ma solo in caso di remissione o stabilità duratura delle lesioni nelle altre parti del corpo(polmone).

Intanto aspetti la fine di questa fase, poi i medici che vi seguono decideranno in itinere il programma successivo.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#10] dopo  
Utente 953XXX

Gentilissimo Dott. Alongi,
vorrei approfittare della Sua cortesia e disponibilità per chiederLe un'ulteriore delucidazione circa gli effetti collaterali della RT.
Il radioterapista che segue mia madre, ai fini del consenso informato, Le ha detto che potrebbe insorgere una ipertesione endocranica che potrebbe procurare una forte nausea e vomito a getto. Il Medico ci ha consigliato di recarci al più vicino pronto Soccorso qualora ciò dovesse verificarsi.
Il Suo collega, inoltre, ci ha detto anche che la RT produce una fortissima infiammazione dell'encefalo che potrebbe essere dolorosa.
Lei è della stessa opinione?

[#11] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Si, sebbene è una evenienza molto rara. È giusto prima di ottenere il consenso al trattamento "informare" il paziente degli effetti collaterali, da quelli frequenti fino a quelli più rari.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#12] dopo  
Utente 953XXX

Egregio Dottore,
in relazione al caso clinico di mia madre, all'oggi posso dirle che si è sottoposta a radioterapia (bagno encefalico) il quale le ha procurato diversi effetti collaterali sfociati in un'ischemia cerebrale con difficoltà a parlare e deambulare.
Dopo circa 2 mesi dall'ultima seduta di radioterapia è stata sottoposta a tac con e senza mdc con il seguente esito:ENCEFALO - non più evidente la neoformazione descritta a dx, in sede parieto-occipitale; a tale livello permangono alcune minute aree prive di enhancement verosimilmente da esiti post-attinici. Minute aree ipodense in sede capsulo-lenticolare sx in rapporto a lesione vascolare stabilizzata.
Successivamente, in data 14/07/2009, è stata sottoposta a risonanza magnetica dell'encefalo con e senza mdc con il seguente esito: eseguite sequenze sui tre piani ortogonali dello spazio con tecnica SE, FSE, DWI e FLAIR pesate in T2 e T1, queste ultime prima e dopo della somministrazione di mdc paramagnetico e.v..
Attualmente si evidenziano alcune areole di alterato segnale, con potenzioamente patologico dopo mdc, che per morfologia e localizzazione appaiono di analogo significato delle precedenti, in sede di corpo e rostro del corpo calloso e corona radiata a sinistra, la maggiore delle quali misura circa mm 8-9.
Mi sembra di capire che le metastasi cerebrali NON sono mai andate via, Si sono solo ridotte di grandezza ed ora stanno crescendo nuovamente.
E' corretta la mia interpretazione?
Può dirmi se l'ultima RM testimonia l'esistenza di nuove metastasi?

Il nostro radioterapista ci ha detto che un altro bagno encefalico non è attuabile. Stiamo pensando alla tomoterapia, anche perchè (essendo mirata) pare produca pochissimi effetti collaterali. Cosa ne pensa?
Infiniti ringraziamenti.

[#13] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Lavoro nel centro con più esperienza sulla tomoterapia e mi sento escludere una sua possibile applicazione. Innanzi tutto aspetterei almeno altri 2 mesi prima di parlare di residuo o recidiva. Il ritrattamento è possibile al massimo con gamma knife ma è da valutare attentamente con i neurochirurghi.
Cordialmente
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#14] dopo  
Utente 953XXX

Gentilissimo Dottore,
posso chiederLe perchè si sente di escludere la tomoterapia?
Inoltre, posto che il referto parla di recidiva/residuo con alta probabilità, posso sapere perchè Lei non è convinto in tal senso?
Ovviamente Le rivolgo tali domande non perchè ho modo di dubitare della Sua competenza, ma solo ed esclusivamente per capire.
Cordialità