Si prospetta la necessità di una protesi?
Da mesi avvertivo un disturbo alla spalla che riconducevo all effetto dell'aria condizionata presente nel mio luogo di lavoro (areoporto, controlli di sicurezza).
Nell'ultimo mese la situazione è peggiorata in quanto anche di notte ho difficoltà di movimento e provo dolore, tanto da dover assumere una posizione diversa di sonno da quella da sempre assunta.
Mi decido quindi di effettuare ecografia ed RX, questo l'esito:
L'indagine eseguita ha messo in evidenza:
Segni di ipertrofia dell'art.
acromion-claveare.
Ispessito e disomogeneo il t.
del m.
sovraspinato, a livello preinserzionale specie sul versante
anteriore, con evidenza di grossolane calcificazioni intratendinee e segni di defibrillazione dello
stesso come da lesione intratendinea.
Non evidenti alterazioni a carico del t.
sottoscapolare.
Ispessito il t.
del m.
CLB con esile alone anecogeno da riferire a segni di peritendinite.
Non segni di versamento endoarticolare in atto.
Sono preoccupata in quanto il mio lavoro richiede necessariamente la movimentazione dei bagagli, per questo motivo Vorrei sapere se visto il quadro, si ritiene sufficiente intervenire a livello di cure fisiatriche o si prospetta la necessità di un intervento chirurgico.
Aggiungo, come elemento ulteriore, mio padre è affetto da artrite reumatoide e lupus
Grazie a chi risponderà
Nell'ultimo mese la situazione è peggiorata in quanto anche di notte ho difficoltà di movimento e provo dolore, tanto da dover assumere una posizione diversa di sonno da quella da sempre assunta.
Mi decido quindi di effettuare ecografia ed RX, questo l'esito:
L'indagine eseguita ha messo in evidenza:
Segni di ipertrofia dell'art.
acromion-claveare.
Ispessito e disomogeneo il t.
del m.
sovraspinato, a livello preinserzionale specie sul versante
anteriore, con evidenza di grossolane calcificazioni intratendinee e segni di defibrillazione dello
stesso come da lesione intratendinea.
Non evidenti alterazioni a carico del t.
sottoscapolare.
Ispessito il t.
del m.
CLB con esile alone anecogeno da riferire a segni di peritendinite.
Non segni di versamento endoarticolare in atto.
Sono preoccupata in quanto il mio lavoro richiede necessariamente la movimentazione dei bagagli, per questo motivo Vorrei sapere se visto il quadro, si ritiene sufficiente intervenire a livello di cure fisiatriche o si prospetta la necessità di un intervento chirurgico.
Aggiungo, come elemento ulteriore, mio padre è affetto da artrite reumatoide e lupus
Grazie a chi risponderà
Precisiamo subito che per quanto possano esserci delle problematiche non esiste nessuna indicazione ad una protesi ossia sostituzione dell’articolazione che poi nella spalla è’ un intervento assai complesso. L'ecografia e la radiografia descrivono segni di artrosi dell'articolazione acromion-claveare, tendinopatia con calcificazioni e lesioni intratendinee del sovraspinato, e peritendinite del capo lungo del bicipite (CLB). Non sono state rilevate alterazioni del sottoscapolare o versamento articolare.
Il quadro clinico suggerisce una patologia del conflitto subacromiale, probabilmente una tendinopatia calcifica del sovraspinato con elementi di artrosi. La presenza di lesioni intratendinee e calcificazioni significative nel sovraspinato, associate al dolore notturno e alla limitazione del movimento, indica una condizione potenzialmente invalidante, specialmente considerando le esigenze lavorative .
La decisione tra trattamento conservativo (fisioterapia, farmaci antinfiammatori) e chirurgico dipende da diversi fattori, tra cui l'intensità del dolore, il grado di limitazione funzionale, la risposta alla terapia conservativa e le caratteristiche specifiche delle lesioni (dimensione, localizzazione delle calcificazioni e delle lesioni tendinee).
In linea generale, la presenza di lesioni intratendinee significative e calcificazioni estese nel sovraspinato, associate a sintomi persistenti e invalidanti, spesso rende la fisioterapia da sola insufficiente. In molti casi, soprattutto quando il lavoro richiede sforzi ripetuti sopra la testa, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico (ad esempio, rimozione delle calcificazioni, riparazione delle lesioni tendinee, decompressione subacromiale) per ottenere un miglioramento duraturo dei sintomi e della funzionalità. Tuttavia, una fase iniziale di fisioterapia intensiva potrebbe essere tentata per valutare la risposta prima di considerare la chirurgia.
La storia familiare di malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus) è rilevante, ma non sembra direttamente correlata alle specifiche alterazioni riscontrate all'esame ecografico e radiografico, che appaiono di natura degenerativa/distrofica (tendinopatia calcifica, artrosi).
Il quadro clinico suggerisce una patologia del conflitto subacromiale, probabilmente una tendinopatia calcifica del sovraspinato con elementi di artrosi. La presenza di lesioni intratendinee e calcificazioni significative nel sovraspinato, associate al dolore notturno e alla limitazione del movimento, indica una condizione potenzialmente invalidante, specialmente considerando le esigenze lavorative .
La decisione tra trattamento conservativo (fisioterapia, farmaci antinfiammatori) e chirurgico dipende da diversi fattori, tra cui l'intensità del dolore, il grado di limitazione funzionale, la risposta alla terapia conservativa e le caratteristiche specifiche delle lesioni (dimensione, localizzazione delle calcificazioni e delle lesioni tendinee).
In linea generale, la presenza di lesioni intratendinee significative e calcificazioni estese nel sovraspinato, associate a sintomi persistenti e invalidanti, spesso rende la fisioterapia da sola insufficiente. In molti casi, soprattutto quando il lavoro richiede sforzi ripetuti sopra la testa, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico (ad esempio, rimozione delle calcificazioni, riparazione delle lesioni tendinee, decompressione subacromiale) per ottenere un miglioramento duraturo dei sintomi e della funzionalità. Tuttavia, una fase iniziale di fisioterapia intensiva potrebbe essere tentata per valutare la risposta prima di considerare la chirurgia.
La storia familiare di malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus) è rilevante, ma non sembra direttamente correlata alle specifiche alterazioni riscontrate all'esame ecografico e radiografico, che appaiono di natura degenerativa/distrofica (tendinopatia calcifica, artrosi).
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 27/02/2026.
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