Buongiorno sono stata operata il 16 marzo per frattura trimeollare
Buongiorno sono stata operata il 16 marzo per frattura trimeollare con inserimento di viti e piastra per dare stabilità alla caviglia.
Ho fatto primo controllo per ferita tt ok mi hanno sostituito con valva il gesso completo... prossimo controllo il 7 aprile per rimozione punti e sostituzione gesso con walker alto per carico graduale e progressivo.
Il 17 aprile controllo e rx.
La mia domanda è questa... non sarà presto passare al tutore? Non sarebbe meglio fare prima rx?
La frattura non sarà ancora fresca e quindi rischiare qualche movimento non giusto anche nel mettere e togliere il tutore?
Grazie
Ho fatto primo controllo per ferita tt ok mi hanno sostituito con valva il gesso completo... prossimo controllo il 7 aprile per rimozione punti e sostituzione gesso con walker alto per carico graduale e progressivo.
Il 17 aprile controllo e rx.
La mia domanda è questa... non sarà presto passare al tutore? Non sarebbe meglio fare prima rx?
La frattura non sarà ancora fresca e quindi rischiare qualche movimento non giusto anche nel mettere e togliere il tutore?
Grazie
la decisione di passare dal walker al tutore dipende dal grado di consolidamento della frattura, che verrà valutato dal tuo medico durante il controllo del 17 aprile con le radiografie. Se le immagini mostrano una buona stabilità e la ferita è completamente guarita, il chirurgo potrà consigliarti di sostituire il walker con un tutore ortopedico.
Il passaggio al tutore non è rischioso se:
- la frattura è consolidata almeno al 70 80 %;
- non vi sono segni di instabilità o di nuovo dolore;
- il medico ha confermato che il carico graduale è stato rispettato.
Se la frattura non è ancora consolidata, il medico manterrà il walker o un altro supporto più rigido per continuare il carico controllato. In ogni caso, evita di sollevare il peso in modo improvviso o di eseguire movimenti che richiedono una forte flessione o rotazione della caviglia.
Segui scrupolosamente le indicazioni del tuo medico e non esitare a chiedere chiarimenti sul momento esatto in cui potrai indossare il tutore.
Il passaggio al tutore non è rischioso se:
- la frattura è consolidata almeno al 70 80 %;
- non vi sono segni di instabilità o di nuovo dolore;
- il medico ha confermato che il carico graduale è stato rispettato.
Se la frattura non è ancora consolidata, il medico manterrà il walker o un altro supporto più rigido per continuare il carico controllato. In ogni caso, evita di sollevare il peso in modo improvviso o di eseguire movimenti che richiedono una forte flessione o rotazione della caviglia.
Segui scrupolosamente le indicazioni del tuo medico e non esitare a chiedere chiarimenti sul momento esatto in cui potrai indossare il tutore.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Grazie per la risposta. Visto che i primi raggi di controllo li farò il 17 aprile e il tutore lo indosserò il 7 senza aver fatto rx la mia paura è che possa essere presto e che la caviglia non sia protetta bene come con il gesso. In fondo sono 3 settimane dall intervento non so quanto potrà essere consolidata la frattura.Tra l altro ho letto che il tutore va tolto per igiene ...ma ho veramente troppa paura non solo di farmi male, ma di fare dei danni.
Utente
Non ho precisato che al momento ho valva gessata
Se la frattura è stata ben stabilizzata con i mezzi di sintesi non ci sono problemi alla mobilizzazione ed al carico protetto , anzi il fare l’intervento è proprio finalizzato ad una mobilizzazione precoce ed anche al carico progressivo proprio per evitare immobilizzazione in gesso con tutti i rischi e complicanze legate all’uso del gesso. Quindi si affidi con fiducia a quanto indicato dai Colleghi che la hanno in cura e in relazione all’intervento eseguito sono gli unici a poterle dare le corrette indicazioni. Cordiali saluti
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Utente
Buongiorno aggiornamento..oggi tolto punti ..tutto ok ..la caviglia è ancora gonfia ..mi hanno messo tutore walker per avvio graduale e progressivo al carico. Nel frattempo ho prenotato visita fisiatrica per giovedì 9 aprile in modo da iniziare la fisioterapia il prima possibile. L ortopedico mi ha detto che di notte posso togliere il tutore, ma sono un po' preoccupata perché ho paura di girare la caviglia, inoltre di notte scendo, dovrei rimetterlo ..mi sembra un lavoraccio...forse potrei allentarlo senza sfidarlo...sono proprio fifona. Grazie per i consigli.
Utente
Buongiorno in attesa di chiederlo direttamente al chirurgo mi può dire se è stata inserita vite sindesmotica? Riporto verbale operatorio
Incisione cutanea per accesso postero laterale al malleolo peronale diuresi dei piani. Si giunge al piano osseo ove si reperti frattura del malleolo peronale svuotamento ematoma di frattura.schelettrizzazione dei monconi e lavaggi.si visualizza malleolo posteriore e si esegue riduzione e sintesi con vite 4 mm semifilettara in compressione.attraverso apposito strumentazione e sotto controllo scopico si procede alla riduzione e successiva sintesi della frattura peronale con n.2 viti 3.5 mm interframmentaria e placca in neutralizzazione sintesi 3.5 terzo tubolare e relative viti.controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità. Sutura per piani cute.incisione cutanea per accesso mediale al malleolo tibiale dieresi dei piani.si giunge al piano osseo ove si reperti frattura del malleolo tibiale svuotamento ematoma di frattura schelettrizzazione dei monconi e lavaggi.attraverso apposito strumentazione e sotto controllo scopico si procede alla riduzione e successiva sintesi della frattura con n.1 viti 4 mm interframmentaria da spongiosa semifilettata in compressione.controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità. Sutura per piani. Cute.valva di contenzione.strumentazione syntges titanio.
Grazie
Incisione cutanea per accesso postero laterale al malleolo peronale diuresi dei piani. Si giunge al piano osseo ove si reperti frattura del malleolo peronale svuotamento ematoma di frattura.schelettrizzazione dei monconi e lavaggi.si visualizza malleolo posteriore e si esegue riduzione e sintesi con vite 4 mm semifilettara in compressione.attraverso apposito strumentazione e sotto controllo scopico si procede alla riduzione e successiva sintesi della frattura peronale con n.2 viti 3.5 mm interframmentaria e placca in neutralizzazione sintesi 3.5 terzo tubolare e relative viti.controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità. Sutura per piani cute.incisione cutanea per accesso mediale al malleolo tibiale dieresi dei piani.si giunge al piano osseo ove si reperti frattura del malleolo tibiale svuotamento ematoma di frattura schelettrizzazione dei monconi e lavaggi.attraverso apposito strumentazione e sotto controllo scopico si procede alla riduzione e successiva sintesi della frattura con n.1 viti 4 mm interframmentaria da spongiosa semifilettata in compressione.controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità. Sutura per piani. Cute.valva di contenzione.strumentazione syntges titanio.
Grazie
Da quello che riporta, non sembrerebbe essere stata inserita una vite sindesmotica.
Nel verbale infatti vengono descritte:
vite per il malleolo posteriore,
due viti interframmentarie sul perone,
placca terzo tubolare sul perone,
una vite sul malleolo tibiale,
ma non viene mai citata:
vite trans-sindesmotica ,
stabilizzazione della sindesmosi ,
vite tricorticale/quadracorticale ,
oppure una sutura tipo TightRope.
Inoltre è riportata la frase:
controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità ,
che in ortopedia spesso indica proprio che hanno testato la stabilità della sindesmosi intraoperatoriamente e verosimilmente l’hanno trovata stabile senza necessità di fissarla.
Anche il tipo di sintesi descritta è compatibile con:
frattura trimalleolare trattata,
riduzione anatomica,
sindesmosi probabilmente conservata o stabilizzata indirettamente dal corretto riallineamento del perone e del malleolo posteriore.
Una vite sindesmotica di solito viene descritta molto chiaramente perché attraversa tibia e perone e ha importanza gestionale successiva (carico, eventuale rimozione ecc.).
Quindi, leggendo il verbale:
non emerge evidenza di vite sindesmotica,
ma la conferma definitiva la dà il chirurgo oppure una radiografia post-operatoria AP/mortasa.
Nel verbale infatti vengono descritte:
vite per il malleolo posteriore,
due viti interframmentarie sul perone,
placca terzo tubolare sul perone,
una vite sul malleolo tibiale,
ma non viene mai citata:
vite trans-sindesmotica ,
stabilizzazione della sindesmosi ,
vite tricorticale/quadracorticale ,
oppure una sutura tipo TightRope.
Inoltre è riportata la frase:
controllo scopico finale prove dinamiche di stabilità ,
che in ortopedia spesso indica proprio che hanno testato la stabilità della sindesmosi intraoperatoriamente e verosimilmente l’hanno trovata stabile senza necessità di fissarla.
Anche il tipo di sintesi descritta è compatibile con:
frattura trimalleolare trattata,
riduzione anatomica,
sindesmosi probabilmente conservata o stabilizzata indirettamente dal corretto riallineamento del perone e del malleolo posteriore.
Una vite sindesmotica di solito viene descritta molto chiaramente perché attraversa tibia e perone e ha importanza gestionale successiva (carico, eventuale rimozione ecc.).
Quindi, leggendo il verbale:
non emerge evidenza di vite sindesmotica,
ma la conferma definitiva la dà il chirurgo oppure una radiografia post-operatoria AP/mortasa.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Utente
Grazie per le gentili risposte. L ortopedico ha confermato l assenza della vite sindesmotica. Riporto il referto della visita del 13 maggio.
Controllo a 2 mesi da sintesi caviglia dx. Giunge deambulando con tutore walker e stampelle.
Presa visione rx
Caviglia estremamente rigida rom limitato no deficit vnp in atto.si consiglia intensa fkt
Abbandono tutore walker.
Prossimo controllo e rx 12 giugno.
La fisioterapista dice che la rigidità è dovuta al tutore...comunque faremo sedute tuttibi giorni. Il giorno dopo la visita mi ha tolto definitivamente il tutore ho messo la scarpa e ho camminato con le stampelle, anche se non agevolmente a causa della rigidità della caviglia. Si sbloccherà? La fisioterapista ha detto che eventualmente si puo fare anestesia per sbloccare la caviglia... a me sembra un po' presto...in fondo ho iniziato la fisio il 20 aprile piu che altro si è concentrata sul farmi camminare.
Sarebbe utile fare linfodrenaggio?
Sto indossando gambaletto a compressione 100 denari che mi sembra che aiuti la caviglia a rimanere meno gonfia.
Lei cosa ne pensa? Grazie
Controllo a 2 mesi da sintesi caviglia dx. Giunge deambulando con tutore walker e stampelle.
Presa visione rx
Caviglia estremamente rigida rom limitato no deficit vnp in atto.si consiglia intensa fkt
Abbandono tutore walker.
Prossimo controllo e rx 12 giugno.
La fisioterapista dice che la rigidità è dovuta al tutore...comunque faremo sedute tuttibi giorni. Il giorno dopo la visita mi ha tolto definitivamente il tutore ho messo la scarpa e ho camminato con le stampelle, anche se non agevolmente a causa della rigidità della caviglia. Si sbloccherà? La fisioterapista ha detto che eventualmente si puo fare anestesia per sbloccare la caviglia... a me sembra un po' presto...in fondo ho iniziato la fisio il 20 aprile piu che altro si è concentrata sul farmi camminare.
Sarebbe utile fare linfodrenaggio?
Sto indossando gambaletto a compressione 100 denari che mi sembra che aiuti la caviglia a rimanere meno gonfia.
Lei cosa ne pensa? Grazie
A 2 mesi da una sintesi di caviglia, soprattutto dopo immobilizzazione con walker, una rigidità marcata è molto frequente e non significa affatto che la caviglia rimarrà bloccata .
Dal referto che riporta, l’aspetto rassicurante è che:
non vengono segnalati problemi della sintesi,
non ci sono deficit vascolo-nervosi,
l’ortopedico ha autorizzato l’abbandono del tutore,
la prescrizione principale è fisioterapia intensiva.
Questo quadro è compatibile con una rigidità post-immobilizzazione/post-traumatica ancora in fase iniziale.
La fisioterapista probabilmente ha ragione quando attribuisce gran parte della rigidità al periodo di immobilizzazione: dopo settimane di walker si sviluppano:
capsula articolare rigida,
retrazione del tricipite surale/Achilleo,
edema persistente,
perdita di scorrimento articolare,
paura del carico e schema del passo alterato.
In genere il recupero avviene gradualmente nelle settimane successive all’abbandono del tutore. Spesso il miglioramento vero della mobilità si vede tra il 3 e il 6 mese, non nelle prime settimane.
L’idea di sbloccare in anestesia (mobilizzazione forzata) a questo punto mi sembra prematura, salvo casi molto particolari. Di solito si prende eventualmente in considerazione solo:
dopo molti mesi,
con rigidità severa persistente,
e dopo fisioterapia ben condotta ma inefficace.
A 2 mesi dall’intervento e con fisioterapia iniziata da poco, il percorso standard è ancora conservativo.
Molto importante adesso:
recupero della dorsiflessione,
mobilità tibio-tarsica e sottoastragalica,
lavoro sul passo,
carico progressivo,
stretching del polpaccio,
esercizi frequenti ma non troppo aggressivi.
Il fatto che il primo periodo di fisioterapia sia stato focalizzato sul cammino non è necessariamente sbagliato: il recupero del carico è fondamentale. Ora però probabilmente andrà intensificato anche il lavoro specifico articolare/manuale.
Per quanto riguarda il linfodrenaggio:
può essere utile se c’è edema importante, tensione dei tessuti o sensazione di caviglia piena . Non è la cura principale della rigidità, ma riducendo il gonfiore spesso migliora anche la mobilità e il comfort. Anche:
elevazione,
crioterapia,
calza elastica/compressione
possono aiutare.
Il gambaletto compressivo che sta usando e che le dà beneficio ha senso, purché:
non stringa eccessivamente,
non provochi dolore o formicolii,
venga tollerato bene.
In molti pazienti la riduzione dell’edema migliora parecchio la sensazione di rigidità.
Una cosa importante: nei primi giorni senza walker è normalissimo camminare male e sentirsi legnosi . La caviglia deve riabituarsi al carico reale e al movimento fisiologico.
In sintesi:
il quadro che descrive non sembra insolito per i tempi,
la rigidità a 2 mesi è frequente,
la fisioterapia quotidiana ha senso,
il linfodrenaggio può aiutare l’edema,
la mobilizzazione in anestesia adesso sembra decisamente precoce.
Dal referto che riporta, l’aspetto rassicurante è che:
non vengono segnalati problemi della sintesi,
non ci sono deficit vascolo-nervosi,
l’ortopedico ha autorizzato l’abbandono del tutore,
la prescrizione principale è fisioterapia intensiva.
Questo quadro è compatibile con una rigidità post-immobilizzazione/post-traumatica ancora in fase iniziale.
La fisioterapista probabilmente ha ragione quando attribuisce gran parte della rigidità al periodo di immobilizzazione: dopo settimane di walker si sviluppano:
capsula articolare rigida,
retrazione del tricipite surale/Achilleo,
edema persistente,
perdita di scorrimento articolare,
paura del carico e schema del passo alterato.
In genere il recupero avviene gradualmente nelle settimane successive all’abbandono del tutore. Spesso il miglioramento vero della mobilità si vede tra il 3 e il 6 mese, non nelle prime settimane.
L’idea di sbloccare in anestesia (mobilizzazione forzata) a questo punto mi sembra prematura, salvo casi molto particolari. Di solito si prende eventualmente in considerazione solo:
dopo molti mesi,
con rigidità severa persistente,
e dopo fisioterapia ben condotta ma inefficace.
A 2 mesi dall’intervento e con fisioterapia iniziata da poco, il percorso standard è ancora conservativo.
Molto importante adesso:
recupero della dorsiflessione,
mobilità tibio-tarsica e sottoastragalica,
lavoro sul passo,
carico progressivo,
stretching del polpaccio,
esercizi frequenti ma non troppo aggressivi.
Il fatto che il primo periodo di fisioterapia sia stato focalizzato sul cammino non è necessariamente sbagliato: il recupero del carico è fondamentale. Ora però probabilmente andrà intensificato anche il lavoro specifico articolare/manuale.
Per quanto riguarda il linfodrenaggio:
può essere utile se c’è edema importante, tensione dei tessuti o sensazione di caviglia piena . Non è la cura principale della rigidità, ma riducendo il gonfiore spesso migliora anche la mobilità e il comfort. Anche:
elevazione,
crioterapia,
calza elastica/compressione
possono aiutare.
Il gambaletto compressivo che sta usando e che le dà beneficio ha senso, purché:
non stringa eccessivamente,
non provochi dolore o formicolii,
venga tollerato bene.
In molti pazienti la riduzione dell’edema migliora parecchio la sensazione di rigidità.
Una cosa importante: nei primi giorni senza walker è normalissimo camminare male e sentirsi legnosi . La caviglia deve riabituarsi al carico reale e al movimento fisiologico.
In sintesi:
il quadro che descrive non sembra insolito per i tempi,
la rigidità a 2 mesi è frequente,
la fisioterapia quotidiana ha senso,
il linfodrenaggio può aiutare l’edema,
la mobilizzazione in anestesia adesso sembra decisamente precoce.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Questo consulto ha ricevuto 9 risposte e 335 visite dal 30/03/2026.
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