Dolore post frattura tibia e perone
Buongiorno, il 29 dicembre cadendo con gli sci mi sono provocato una frattura di tibia e perone.
Il 30 dicembre sono stato operato ed è stato utilizzato come mezzo di sistesi un chiodo endomidollare stryker fissandolo con 4 viti, 2 sotto il ginocchio e 2 sopra la caviglia.
Ho già fatto fisioterapia per il recupero del tono muscolare e ad ora riuscire a camminare anche discretamente bene se non fosse per la condizione che adesso vi descriverò. .
Attorno al focolaio di frattura, anche a distanza di circa 4 mesi, ho come una protuberanza piuttosto dura ma che già a priori escluderei sia callo osseo, in quanto se premuta la zona rimane come una leggera fossetta che scompare in qualche secondo.
Unaltra cosa che sento però nel premere su questa protuberanza, è come se una specie di formicolio/scossa, si irradia dal punto di pressione fino alla caviglia-arco plantare.
Inoltre, alle volte compare un forte dolore camminando (che solitamente tratto con brufen), esattamente nella zona dove si trova la protuberanza precedentemente citata. . vorrei sapere se tutto ciò che sto ponendo ad osservazione si può definire normale in decorso post operatorio di questo tipo di frattura, oppure sono elementi che meritano un approfondimento.
Grazie in anticipo
Il 30 dicembre sono stato operato ed è stato utilizzato come mezzo di sistesi un chiodo endomidollare stryker fissandolo con 4 viti, 2 sotto il ginocchio e 2 sopra la caviglia.
Ho già fatto fisioterapia per il recupero del tono muscolare e ad ora riuscire a camminare anche discretamente bene se non fosse per la condizione che adesso vi descriverò. .
Attorno al focolaio di frattura, anche a distanza di circa 4 mesi, ho come una protuberanza piuttosto dura ma che già a priori escluderei sia callo osseo, in quanto se premuta la zona rimane come una leggera fossetta che scompare in qualche secondo.
Unaltra cosa che sento però nel premere su questa protuberanza, è come se una specie di formicolio/scossa, si irradia dal punto di pressione fino alla caviglia-arco plantare.
Inoltre, alle volte compare un forte dolore camminando (che solitamente tratto con brufen), esattamente nella zona dove si trova la protuberanza precedentemente citata. . vorrei sapere se tutto ciò che sto ponendo ad osservazione si può definire normale in decorso post operatorio di questo tipo di frattura, oppure sono elementi che meritano un approfondimento.
Grazie in anticipo
Interpretazione della situazione:
- La protuberanza dura vicino al focolaio è probabilmente un callo osseo o un residuo di tessuto di cicatrizzazione che si è consolidato intorno al chiodo. La sua fossetta al tocco è normale, poiché il callo non è completamente compatto.
- Il formicolio o la scossa che si irradia verso la caviglia indica una possibile irritazione nervosa (ad es. nervo tibiale o fibulare) a causa della pressione sul tessuto circostante o di un lieve infiltramento di liquido nella zona di fissaggio.
- Il dolore intenso al camminare è tipico di una instabilità residua o di una compressione del nervo dovuta alla presenza del chiodo e delle viti. L’uso di Brufen è utile per la fase infiammatoria, ma non risolve la causa sottostante.
Quando è necessario approfondire:
- Se il dolore persiste oltre le 6 8 settimane post operatorie o peggiora con il carico.
- Se il formicolio si estende oltre la zona di pressione o diventa più intenso.
- Se si notano segni di infezione (rossore, calore, febbre) o se la protuberanza cresce rapidamente.
Azioni consigliate:
- Richiedere una radiografia di controllo (anteroposteriore e laterale) per verificare la posizione del chiodo, la congruenza delle viti e l’eventuale presenza di deformità ossea.
- Se la radiografia non mostra anomalie, considerare una risonanza magnetica (RM) o una tomografia computerizzata (TC) per valutare la compressione nervosa e la densità del callo.
- In caso di compressione nervosa, discutere con l’ortopedico la possibilità di rimozione parziale o totale del chiodo o di intervento di decompressione.
- Mantenere la fisioterapia focalizzata sul rinforzo muscolare e sulla mobilità articolare, evitando movimenti che aggravano il dolore.
In sintesi, la protuberanza è probabilmente un callo, ma il formicolio e il dolore intenso suggeriscono una compressione nervosa che merita una valutazione radiologica e, se necessario, un intervento chirurgico di revisione
- La protuberanza dura vicino al focolaio è probabilmente un callo osseo o un residuo di tessuto di cicatrizzazione che si è consolidato intorno al chiodo. La sua fossetta al tocco è normale, poiché il callo non è completamente compatto.
- Il formicolio o la scossa che si irradia verso la caviglia indica una possibile irritazione nervosa (ad es. nervo tibiale o fibulare) a causa della pressione sul tessuto circostante o di un lieve infiltramento di liquido nella zona di fissaggio.
- Il dolore intenso al camminare è tipico di una instabilità residua o di una compressione del nervo dovuta alla presenza del chiodo e delle viti. L’uso di Brufen è utile per la fase infiammatoria, ma non risolve la causa sottostante.
Quando è necessario approfondire:
- Se il dolore persiste oltre le 6 8 settimane post operatorie o peggiora con il carico.
- Se il formicolio si estende oltre la zona di pressione o diventa più intenso.
- Se si notano segni di infezione (rossore, calore, febbre) o se la protuberanza cresce rapidamente.
Azioni consigliate:
- Richiedere una radiografia di controllo (anteroposteriore e laterale) per verificare la posizione del chiodo, la congruenza delle viti e l’eventuale presenza di deformità ossea.
- Se la radiografia non mostra anomalie, considerare una risonanza magnetica (RM) o una tomografia computerizzata (TC) per valutare la compressione nervosa e la densità del callo.
- In caso di compressione nervosa, discutere con l’ortopedico la possibilità di rimozione parziale o totale del chiodo o di intervento di decompressione.
- Mantenere la fisioterapia focalizzata sul rinforzo muscolare e sulla mobilità articolare, evitando movimenti che aggravano il dolore.
In sintesi, la protuberanza è probabilmente un callo, ma il formicolio e il dolore intenso suggeriscono una compressione nervosa che merita una valutazione radiologica e, se necessario, un intervento chirurgico di revisione
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 4 visite dal 28/04/2026.
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