Utente
Mia madre, che ha 83 anni, già 7 anni fa ha subito in seguito a caduta una frattura vertebrale alla 12a dorsale. Poi circa 3 mesi e mezzo fa, si sono accentuati i già cronici dolori alla zona lombare, quindi 3 mesi fa sono state eseguite radiografie di controllo alla colonna lombare e dorsale.
Risultati : ipotrofia scheletrica, severa deformazione trapezoidale per cedimento delle limitanti somatiche alla D12, modesta deformazione morfometrica del corpo di D7, deformazione dei corpi di L1, L3 e L4 per affossamento delle limitanti somatiche, emisacralizzazione di L5.
Questi ulteriori quattro crolli vertebrali non è dato sapere quando si siano verificati. Mia madre non ha riportato alcuna caduta, si sarà trattato di fratture spontanee, forse favorite da qualche movimento non corretto (si è mantenuta fino a tre mesi fa un po' attiva nelle faccende di casa).
Nei giorni successivi a questo controllo il dolore era molto forte, a tratti violento, anche a letto. In seguito grazie all'utilizzo di antinfiammatori (una c. di Deflamat 75 per ca. 10 gg. , poi una c. di Orudis 200 per ca. 50 gg.) presi giornalmente lo si è potuto attenuare, ma solamente per parte della giornata. Con l'andare del tempo l'effetto di tali farmaci è pero' diminuito, fino a diventare quasi nullo.
A partire da quasi 2 mesi fa, ha fatto 6 iniezioni di Clody 100 una ogni dieci giorni, prescritte con cautela, perchè pare che abbiano effetti sulle arterie.
In atto l'unico modo di non sentire dolore è restare a letto. Stando seduta, il dolore è minimo, ma si avverte comunque il peso sulla zona lombare.
Non esce di casa (l'ha fatto solo poche volte strettamente necessarie), porta un busto a tre punti Ro-Ten Modular-Ipermodular che risulta pero' pesante e non sopportabile, molto piu' spesso porta una cintura lombare steccata. Il riposo a letto è limitato a 10 ore (compresa la notte) da metà mattina fino a sera sta seduta o alzata con attività limitate. E' corretto ? Sono molto preoccupato perchè temo un peggioramento di questa situazione causata dall'osteoporosi.
Vorremmo dei consigli su come affrontare questa situzione, che al momento ci appare senza prospettive. E' meglio una terapia conservativa ? Altrimenti è plausibile, in considerazione dell'età anziana, il ricorso a vertebroplastica o cifoplastica con palloncino ed in tali interventi quali sarebbero i reali benefici ed i rischi cui si andrebbe incontro ?

[#1]  
Dr. Gianni Nucci

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Gentile utente, di solito la valutazione di casi simili implica:
-una densitometria ossea per la valutazione dell'osteoporosi.
-una risonanza magnetica per capire quale sia al momento la vertebra che sta cedendo, valutando la presenza di edema della spongiosa ossea vertebrale.
-una terapia seria per l'osteoporosi, come il ranelato di stronzio, se non controindicata da altre patologie concomitanti.
-l'uso continuativo del busto a tre punti, da mettere prima di alzarsi dal letto e da togliere da sdraiata.

La cifoplastica ha indicazioni precise che solo lo specialista con una visita può valutare. Attenzione perché in una fragilità vertebrale diffusa la vertebra sottoposta a questo trattamento è più "dura" e può facilitare lo schiacciamento di quelle sopra e sotto di essa.
Cordialità.
Gianni Nucci, MD
Chirurgo Ortopedico
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta, la MOC era stata fatta a suo tempo circa 10 anni fa, risultando BMD collo femorale 0,606 gr./cmq (t-score -2,89 DS), BMD tratto L2-L4 0,829 gr./cmq (t-score -2,28 DS) poi, sbagliando, non l'abbiamo ripetuta. Dimenticavo di dirLe che prende regolarmente da circa 2 mesi e mezzo Rocaltrol 0,25 mcg (prima solo sporadicamente: altro errore rilevante ?). Credo che all'accentuarsi dell'osteoporosi abbia anche contribuito un po' il farmaco, comunque necessario, che mia madre ha preso per circa 4 anni e mezzo in conformità al protocollo di follow-up per un intervento al seno, l'Arimidex, già sospeso un paio volte per gli effetti negativi sulle tromboflebiti e adesso interrotto con sei mesi di anticipo a seguito della situazione di cui parliamo.
Non so se abbia rilevanza riguardo alla terapia da Lei indicata, ma mia madre inoltre prende le statine per controllare una moderata colesterolemia (ca. 220), un antiaggregante e un antitrombotico, per delle stenosi di media entità rilevate dall'ecodoppler TSA ed è un po' soggetta alle tromboflebiti agli arti inferiori.
La risonanza magnetica è consigliabile farla su tutta la colonna ? E poi Lei ritiene che ci possa essere qualche controindicazione o particolare cautela nelle condizioni di mia madre, a sottoporsi a questo esame ed alla densitometria ossea, glielo chiedo perchè via della posizione da tenere (a lungo ?) per entrambi gli esami.
Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Gianni Nucci

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Non credo ci siano controindicazioni a fare RM o MOC. La RM andrebbe fatta centrata sul distretto con sospetto di cedimenti recenti.
Il farmaco per il seno può aver contribuito certamente.
Le altre patologie (e i farmaci che prende) non influenzano di solito la patologia.
Chieda comunque al medico prima di fare qualsiasi esame o cura.
Cordialità.
Gianni Nucci, MD
Chirurgo Ortopedico
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[#4] dopo  
Utente
Mi scusi se glielo richiedo, intendevo dire se il ranelato di stronzio è controindicato in concomitanza con le patologie di mia madre (l'intervento al seno di ca. 5 anni fa, la moderata colesterolemia, le stenosi ai TSA di media entità, e la tendenza alle tromboflebiti).
Grazie

[#5]  
Dr. Gianni Nucci

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E' opportuno chiederlo al medico curante, che conosce le patologie concomitanti della paziente. Cordialità.
Gianni Nucci, MD
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