Utente
Salve, sono Lory ho 40 anni e volevo particolari chiarimenti per quanto riguarda una frattura sottotrocanterica pluriframmentaria scomposta femore dx trattata con chiodo gamma e viti distale se vi era possibile. Esponendo il mio problema: ho avuto un incidente stradale 7 mesi fa fratturandomi entrambi i femori e acetabolo dx trattata con chiodi endomidollari, ora, a distanza di 7 mesi sx e acetabolo è andato bene mentre il dx non ha avuto nessuna consolidazione poichè i frammenti sono distanti tra loro. Vogliono sintetizzare il chiodo per poter permettere una calcificazione non escludendo che si arrivi a un intervento vero e proprio. Il mio dubbio sta nel capire se sintetizzando il chiodo vado incontro ad accorciamenti o altri problemi . E poichè nel primo intervento ho avuto complicanze serie a causa di trasfusioni che ancora a tutt' oggi sto curando(fegato e milza) posso affrontare un ulteriore intervento? Nell attesa di una risposta ringrazio veramente di cuore.

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Dr. Michele Milano

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Credo che più che sintetizzare vogliono "dinamizzare" il chiodo, ovvero togliere una vite. In questo modo si consente un movimento minimo ai movimenti ossei nella speranza che questi facciano un callo osseo.
Il rischio di un accorciamento è minimo e comunque nelle bilancia dei vantaggi/svantaggi meglio avere un femore più corto di un cm che un femore non consolidato.
L'intervento non espone a rischi di trasfusione o altro essendo l'incisione minima. In alcuni reparti si fa addirittura in regime di Day Hospital

Cordialmente
Dr. M. Milano
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