Utente
Salve,

vorrei gentilmente sapere se l'emisacralizzazione (congenita) rientra tra i dismorfismi o i paramorfismi. In ogni caso che differenza c'è tra le due cose?
Ve lo chiedo perchè due medici mi hanno detto due cose diverse!

Ringrazio anticipatamente coloro i quali vogliano far chiarezza al quesito

Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Umberto Donati

40% attività
20% attualità
20% socialità
BOLOGNA (BO)
FORLI' (FC)
ZOLA PREDOSA (BO)
SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO)
MONTE SAN PIETRO (BO)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
Il paramorfismo è un atteggiamento alterato esclusivamente su base funzionale senza lesioni organiche, mentre nel dismorfismo l'alterato atteggiamento è dovuto a una alterazione anatomica, congenita o acquisita. Per fare un esempio una inclinazione del capo può essere dovuto a una contrattura antalgica (paramorfismo) oppure a una malformazione di una vertebra (dismorfismo).
L'emisacralizzazione, dal momento che non modifica l'atteggiamento del rachide, a mio avviso non rientra in nessuno dei due casi, anche se nel decreto ministeriale (*), tra le cause di non idoneità per l'aeronautica, sono riportati insieme dismorfismi e paramorfismi, fra i quali è compresa anche la schisi vertebrale, che, come l'emisacralizzazione, non implica conseguenze cliniche.
Cordiali saluti

(*) http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/242/7.htm (allegati.zip)
f) Le patologie e i loro esiti, i dismorfismi, i paramorfismi del rachide.
Rientrano in questo comma: scoliosi maggiori con angolo di Lippmann-Cobb superiore a 15°; ipercifosi dorsale superiore a 35°; la schisi di un arco vertebrale: gli esiti di trattamenti chirurgici della colonna vertebrale; le ernie discali e i loro esiti chirurgici; le protrusioni discali
Umberto Donati, MD

www.ortopedicoabologna.it

[#2] dopo  
Utente
Salve dott. Donati,
volevo prima di tutto ringraziarla per la cortesia e il tempo dedicatomi.

La normativa a cui faccio riferimento e il DM 17 Maggio 2000 (apparato locomotore) che recita:
a) le patologie ed i loro esiti, anche di natura traumatica, dell'apparato scheletrico, dei muscoli, delle strutture capsulo-legamentose, tendinee, aponeurotiche e delle borse sinoviali causa di evidenti dismorfismi o di rilevanti limitazioni funzionali.
Rientrano in questo punto tutte le malattie delle ossa e i loro esiti: infiammattorie, endocrino-metaboliche, ostedistrofiche, osteocondrosiche e sistemiche, l'osteonecrosi.
Poi tra i coeficienti riportati in tabella compare la sacralizzazione della V^L e la lombarizzazione della 1^S senza turbe nervose.
Alla luce di ciò la sacralizzazione, a differenza del'emisacralizzazione, comporta conseguenze cliniche? Sono in qualche modo assimilabili le due malformazioni?

Volevo inoltre chiederle dove posso trovare informazioni, testi, ricerche o altro che possano confermare che l'emisacralizzazione non implica conseguenze cliniche.

Nel porgerLe i più distinti saluti, la ringrazio nuovamente.

[#3]  
Dr. Umberto Donati

40% attività
20% attualità
20% socialità
BOLOGNA (BO)
FORLI' (FC)
ZOLA PREDOSA (BO)
SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO)
MONTE SAN PIETRO (BO)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
La emisacralizzazione e ancor più la sacralizzazione possono comportare un sovraccarico sul disco soprastante e quindi avere conseguenze cliniche.
Con la frase della mia replica "l'emisacralizzazione non implica conseguenze cliniche" intendevo dire che essa (come la schisi vertebrale) non comporta una alterazione dell'atteggiamento e quindi né un dismorfismo né un paramorfismo, perché di questo si parlava. Dal punto di vista strettamente clinico (possibile insorgenza di lombalgia, lombosciatalgia, ecc) si può al massimo dire che "l'emisacralizzazione può non implicare conseguenze cliniche" ma di certo non si può "confermare che l'emisacralizzazione non implica conseguenze cliniche". Mi scuso per la mia imprecisione che ha dato luogo all'equivoco.
Cordiali saluti
Umberto Donati, MD

www.ortopedicoabologna.it