Utente 498XXX
Salve, vi scrivo perchè avrei un problema di quello che è stato ribatezzato "principio di fascite plantare" ma che a distanza di mesi ancora mi tormenta.
L'8 dicembre 2017, dopo una partita di calcetto in terreno duro e con scarpe non proprio morbidissime, e dopo intensi allenamenti di corse nelle settimane precedenti, ho sentito un dolore al tallone, come se "tirasse", inizialmente non gli ho dato peso e per 3 gg ho continuato a lavorare, successivamente, all'aggravarsi del dolore, il medico di famiglia mi ha consigliato l'uso delle stampelle.
L'8 di gennaio sono stato visitato nel reparto di Ortopedia dove mi hanno fatto fare una RX sotto carico dal quale non è emerso sperone calcaneare ma "condizione di piede piatto con angolo di Costa-Bertani di 134,81° e minuto osteofita sul navicolare".
Mi sono state somministrate 2 iniezioni di cortisone, una l'11 gennaio ed una il 4 febbraio, con la situazione che non è migliorata granchè.
Ho preso appuntamento da un fisioterapista, che mi ha fatto fare un'ecografia dal quale è emerso "un lieve ispessimento e disomogeneità focale in sede di inserzione della fascia plantare (3,4mm di spessore) in assenza di spots vascolari al color doppler, come per fascite plantare".
Dopo 5 sedute di fisioterapia il dolore (che inizialmente era di 4 in una scala da 0 a 10) è diminuito notevolmente (valore 1/2). Successivamente ho dovuto effettuare 7 allenamenti visto che dovevo fare un concorso dove era prevista la corsa per 1000m, ma premetto che il fisioterapista mi avesse "autorizzato".
Nonostante sia dal 19 aprile senza correre, visto che il dolore, seppur poco, è sempre presente, ho deciso di fare 3 sedute dal fisioterapista, che stavolta purtroppo me lo ha un pò accentuato.
La mia pianta presenta un piccolo edema che si evidenzia maggiormente con la distensione del piede, e la flessione dorsale delle dita la sento più "dura e faticosa" rispetto al piede destro.
Premetto di aver fatto fare i plantari su misura dopo visita baropodometrica e che ogni giorno provvedo a somministrarmi il ghiaccio 3/4 volte per 20 minuti.
Ora il dolore avrà un valore di 1/2 ma vorrei sapere quali potrebbero essere i tempi affinchè scompaia definitivamente e se posso fare qualcosa per tornare come prima nel più breve tempo possibile.
Attendo un vostro cortese riscontro e vi ringrazio anticipatamente, augurandovi buon lavoro.

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Dr. Ibrahim Akkawi

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Buongiorno
Per la fascite plantare quando il dolore è presente da mesi sono utili le onde d'urto e gli esercizi di stretching dei muscoli del polpaccio. Saluti
Dr. Ibrahim Akkawi
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
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[#2] dopo  
Utente 498XXX

La ringrazio tantissimo per la celere risposta, vorrei però chiederle una cosa, le onde d'urto chi mi ha seguito, mi ha detto che sono consigliate nel caso di calcificazioni, che io non ho, mi ha detto una inesattezza? Per quanto riguarda gli esercizi di stretching li posso fare in autonomia o devo per forza andare da un fisioterapista?

[#3]  
Dr. Ibrahim Akkawi

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Allora il dolore è dovuto alla fascite plantare che è una infiammazione, le calcificazioni si formano come conseguenza l'infiammazione ma non sono la causa del dolore (molti hanno le calcificazioni ma non hanno male e molti come lei hanno dolore ma non hanno le calcificazioni)
Le onde d'urto servono a sfiammare, non sbriciolano le calcificazioni (non sono come quelle che si usano per sbriciolare i calcoli renali, sono di bassa energia che servono ad attivare i processi di riparazione)
Gli esercizi di stretching li può cercare anche su internet. Saluti
Dr. Ibrahim Akkawi
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
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