Cisti del seno mascellare

Salve desideravo sottoporre alla vostra attenzione il seguente quesito: il rialzo del seno mascellare e innesto di materiale bioss e posizionamento di un impianto puo' essere effettuato in presenza di una cisti del seno mascellare evidenziata mediante tac? Il tutto puo' essere fatto nella stessa seduta? grazie
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Dr. Sergio Formentelli Dentista, Gnatologo, Ortodontista, Odontostomatologo 6,9k 210 19
La presenza di una cisti del seno mascellare è in effetti una controindicazione all'intervento di rialzo del seno mascellare.

Ma è una controindicazione relativa: dipende da molte cose, dalla dimensione, dall'accuratezza della diagnosi (la diagnosi di "cisti" non può essere fatta radiologicamente), dalla localizzazione, dal tipo di accesso previsto per il rialzo.

Personalmente ho eseguito diverse decine di rialzi del seno mascellare di varie entità, da un paio di millimetri a oltre 12 mm in presenza di inspessimenti di varia natura del seno mascellare.

Se è previsto l'inserimento contestuale dell'impianto, con tutta probabilità si tratta di un rialzo di modica entità (3-5 mm), ottenuto per via crestale, e la presenza di un inspessimento della ucosa sinosale non rappresenterebbe, in questo caso, un grosso ostacolo.

Ma ovviamente queste valutazioni sono solo generali, non potendo visitarla e non conoscendo il progetto implanto-protesico.

La sintesi della risposta alla sua domanda è: dipende.

A giudizio dell'implantologo, potrebbe, se da lui ritenuto necessario, essere richiesto un consulto otorino.

www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

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dopo
Utente
Utente
Desidero sottoporvi un quesito: prima di eseguire un impianto endosseo il mio dentista ha richiesto una tac la quale evidenzia nell'arcata superiore: apprezzabile e diffuso rimaneggiamento osseo della cresta alveolare per fenomeni di parodontosi e piu' evidente, ex non usu, a carico delle regioni edentule. Riassorbimento osseo periapicale di 15 e periradicolare di 16. Disodontiasi di 18, incluso in evidente vestibolo - versione, accrescendosi subito al di sotto del pavimento del sottostante seno mascellare. Densita' ossea di categoria D4 secondo Misch.
Ampia formazione della delle parti molli, a margini definiti, riferibile a manifestazioni flogistico-reattive a carico del pavimento del seno mascellare dx.Mi è stato fatto l'impianto Dopo qualche giorno ho riscontrato gonfiore al viso e fuoriuscita di materiale mucoso dalla cavità nasale e dalla bocca ed un continuo ma leggero mal di testa.(evidentemente si è rotta la cisti)
Ho eseguito terapia antibiotica intramuscolare per 6 gg. e per os per altri 6 gg, associando deltacortene compresse aerosol con fluimucil antibiotico e bentelan e clorexidina colluttorio e gel. Sembrava aver risolto il problema, ma dopo 4 giorni circa avere terminato la terapia si è verificato nuovamente lo stesso prolema. Ho eseguito una tac di controllo dove si segnala la presenza di osteomielite del seno mascellare caratterizzata da doppio contorno osseo sul suo pavimento attorno all'apice dell'impianto ed interruzione della continuità della parete laterale. L'impianto appare piuttosto risalito. In settimana mi sottoporrò ad intervento chirurgico di bonifica del seno mascellare in anestesia generale. Le mie domande sono: poteva essere effettuato l'impianto in presenza di una cisti? l'impianto che appare rialzato alla tac significa che ' stato mal posizionato da parte del medico? grazie

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Dr. Sergio Formentelli Dentista, Gnatologo, Ortodontista, Odontostomatologo 6,9k 210 19
Il referto della TAC è completamente inattendibile, sia il primo pre-intervento, sia il secondo, post-intervento.
Sono scritti infatti da radiologi, che non hanno né conoscenza del progetto dell'implantologo né dell'intervento chirurgico.

Nel primo referto non sono riportate infatti le misure della dimensione ossea verticale e orizzontale dell'osso ( la classe 4 di Misch è SEMPRE presente in quella zona del mascellare).
Nel secondo referti si fa riferimento ad una presunta "osteomielite", che non è diagnosticabile radiologicamente.
La descrizione:
"doppio contorno osseo sul suo pavimento attorno
all'apice dell'impianto ed interruzione della continuità
della parete laterale"
è infatti totalmente compatibile con le procedure ROUTINARIE di implantologia, in cui si va a ricercare un appoggio di osso corticale se non un rialzo, piccolo o grande che sia, del seno mascellare.
Quello che appare come "doppio contorno" e come "interruzione della continuità della parete" è quindi una cosa RICERCATA dall'implantologo, e non un errore tecnico e neppure una osteomielite.

Inoltre:
Una "cisti" non può, con sicurezza, essere diagnosricata radiologicamente, ma solo istologicamente.

Quello che lei descrive "impianto risalito" va verificato in base a quale parametro si considera risalito.
Se per risalito si intende che la cresta dell'impianto è affondata rispetto alla cresta ossea di oltre 1 mm (dove il dente dovrebbe uscire dall'osso), esso è in realtà mal posizionato.
Se invece appare affondato rispetto alla linea del seno mascellare può invece essere ben inserito.

Come vede, l'incertezza è totale.

Può un impianto essere inserito in presenza di una ciste?
Si, anche se sarebbe meglio non invaderlo, a meno che non sia strettamente necessario.
Con prudenza, solo un paio di millimetri, e senza interrompere la continuità della mucosa del seno mascellare (NON dell'osso...)

Però una cosa è sicura: qualcosa è andato male.
La fuoriuscita che lei ha avvertito NON E' la rottura della presunta cisti (e se lo fosse stata, non sarebbe un fatto negarivo).
E' la rottura della mucosa del seno mascellare, cosa spesso ininfluente, ma non in caso di infiammazione del seno mascellare.

Cosa fare in questi casi:

Rimuovere l'impianto.
E' una cosa molto semplice, che fa l'implantologo in pochi minuti.
L'intervento chirurgico di bonifica del seno mascellare per rimuovere l'impianto non è, al momento, giustificato a meno che non sia "caduto" all'interno del seno mascellare stesso.
E si fa, di norma, in anestesia locale, anche in uno studio odontoiatrico attrezzato per la chirurgia orale, con accesso antrale (e non nasale).

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