Utente 183XXX
Gentile dottore, il mio bamabino compirà a breve 19 mesi, è stato svezzato a sei mesi in seguito ad esclusivo allattamento materno ed ha un'alimentazione completa, tendenzialmente preparato a parte e il più delle volte date sottoforma di piatto unico per fargli mangiare un po' di tutto. Il mio "problema" è che attualmente prende ancora il mio latte al mattino prima del lavoro, da merenda, alla sera e di notte una/due volte. Ho ancora il latte però vorrei cercare di smettere in quanto non vorrei portarmi troppo oltre. Secondo Lei è già troppo tardi, può arrecare qualche problema se si continua così, fino a quando lo vorrà ? Esiste un modo per toglierglielo senza farlo soffrire troppo creando traumi? Grazie

[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile signora,

dal punto di vista psicologico è importante che lei analizzi le ragioni per le quali ha protratto l'allattamento al seno fino ad ora.

Non mi interessa tanto indicarle una durata "ideale" dell'allattamento (anche perchè le potranno rispondere i colleghi pediatri), quanto sottolineare che non si tratta solo di un momento di nutrizione, ma di uno scambio complesso dal punto di vista relazionale.

Mi domando se non allattare più farà soffrire prima di tutto lei: si interroghi su questo, perchè a volte si attribuiscono ai figli necessità e richieste che in realtà sono del genitore (che spesso resta un po' male nel constatare che il bambino può fare a meno rapidamente di abitudini per le quali è ormai troppo grande).

A mio parere non può pensare di continuare finchè il bambino lo vorrà perchè dev'essere lei, in quanto adulta e responsabile della situazione, a stabilire cosa va bene per lui e a dargli limiti e regole ben precise, in questo caso come anche negli altri ambiti.

Se non interrompesse l'allattamento non consentirebbe al bambino di proseguire pienamente il proprio sviluppo di soggetto psicologicamente autonomo. Potrebbe inoltre renderlo insicuro e patologicamente attaccato a lei perchè non permetterebbe il superamento della simbiosi: questa relazione totalizzante è necessaria dopo la nascita, ma dev'essere gradualmente superata perchè il bambino si separi psicologicamente dalla madre e le esigenze di contatto e di vicinanza trovino altre strade di espressione e appagamento.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2] dopo  
Utente 183XXX

La ringrazio molto, sicuramente le Sue considerazioni fanno riflettere, spero che quanto mi ha prospettato non si realizzi. Buon lavoro

[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Perchè non si realizzi è necessario che lei sia consapevole di dove finiscono le sue esigenze e di dove iniziano quelle del bambino.
Ci rifletta e, se incontrasse delle difficoltà, potrà sempre chiedere una consulenza psicologica: non si preoccupi perchè sono situazioni sulle quali si può tranquillamente lavorare, l'importante è occuparsene per tempo.

Le faccio tanti auguri,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4] dopo  
Utente 183XXX

Con tutto il rispetto per il Suo consulto, frequentando ambienti di genitori e bambini non mi sembra di essere un caso così isolato (ci sono mamme che portano avanti l'allattamento anche oltre i tre anni) e tanto meno vicino al "patologico" come invece mi sta esprimendo nelle Sue risposte; io personalmente non ritengo di avere l'esigenza come la chiama Lei di allattare mio figlio, non trasferisco a mio figlio la mia volontà, anzi, lavoro tante ore e sicuramente ne farei a meno, per lui sono vizi e coccole. L'ho allattato con tanti sacrifici e ritengo che possa avergli fatto solo bene sia fisicamente che psicologicamente e su questo non ho dubbi anche se Lei forse ritiene il contrario; la consulenza psicologica potrebbe sicuramente farmi bene, chi non ne ha un po' bisogno, ma Lei crede davvero di essere nel giusto a dare queste indicazioni per l'argomento trattato? Vedo il mio bimbo felicissimo, lo è, sta bene, gli toglierò il latte sicuramente e con i modi che, a questo punto, la natura e/o un dottore mi suggeriranno; allattare è sacrificio, so di amare e di essere amata da mio figlio al di là dell'allattamento, non per questo sarà un individuo patologicamente attaccato a me. Ha comunque 19 mesi non 19 anni !! Buon lavoro.

[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Penso che la cosa migliore sia che lei senta il pediatra del bambino e gli chieda cosa pensa della questione: se non ha un rapporto di fiducia col medico lo cambi perchè è necessario che lei abbia un riferimento sicuro al quale rivolgersi ora e nei prossimi anni.

In questa sede lei ha espresso dei dubbi sul fatto che continuare ad allattare il bambino gli possa recare dei danni e che togliergli il latte possa essere traumatico, quindi ho risposto a quanto da lei esposto - ma ovviamente un consulto online non può tener conto di dati che si raccolgono solo vedendo di persona il richiedente, e rappresenta solo una second opinion rispetto alle pronunce dei medici curanti.

Il pericolo di un eccessivo attaccamento esiste, quando l'allattamento non si interrompe prima che il bambino entri in determinate fasi dello sviluppo psicosessuale (che non sto a spiegarle perchè se il discorso le interessa potrà approfondirlo di persona con uno specialista che prenderà in considerazione anche tutti gli aspetti che lei non ha menzionato nella sua richiesta di consulto).
Come anche lei ha scritto, non è poi auspicabile che ad oltre un anno e mezzo il bambino continui a prendere il latte 4-5 volte al dì e la svegli ancora 1-2 volte a notte per essere allattato, dovrebbe avere un ritmo sonno-veglia più regolare e lei per prima può risentire di questi risvegli notturni con irritabilità e stanchezza.

Ha fatto bene ad allattarlo al seno e questo è un sacrificio che sarà in futuro ripagato, ma se le sono venuti dei dubbi che l'hanno spinta a chiedere un consulto di natura fondamentalmente psicologica vuol dire che si rende conto lei per prima che la situazione non può continuare così, per il bene di tutti.

Cordialmente,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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