Utente 171XXX
Buongiorno.
Mio figlio ha 13 mesie mi sembra un bambino molto socievole, sorride a tutti, fa "ciao ciao", batte le manine anche a richiesta. Piange se lasciato solo nella stanza, contatto oculare ottimo, si fa coccolare, allunga le braccia per farsi prendere in braccio. Pesa circa 12.5 kg.Per calmare le mie ansie (non gattonava e si tirava in piedi a fatica) verso l'anno abbiamo fatto una visita dallo psicomotricista, la quale ha "diagnosticato" un leggero ritardo motorio che sembra ora risoltasi: nel giro di 10 giorni, seguendo le sue indicazioni, ha iniziato a gattonare spedito, sta in piedi senza appoggio per brevi periodi e rotola che è un piacere (questo già da un po' ad onor del vero), cammina spingendo un apposito carrellino, si alza un piedi in un baleno, passa da sdraiato a seduto. Ha fatto anche qualche passetto da solo. La psicomotricista ha detto che ai bimbi sani bastano anche piccole cose per essere stimolati.
Ora, la mia ansia è che non indica. Mio cognato è autistico, conosco questa condizione ed è questa la mia paura. Più che paura direi fobia. So benissimo che non è una malattia genetica e sia il pediatra (del quale mi fido ciecamente) che la psicomotricista che lo psicologo hanno escluso a priori l'autismo. Hanno detto che è un bambino sano, sveglio e un po' pigro. So anche di essere una mamma ansiosa e non vi dico come ho passato la gravidanza. Ma il fatto che non indica sembra essere una cosa più "grave" di altre.
Secondo quanto suddetto, vi sembra appropriata una visita dal NPI?
Grazie mille in anticipo
A.

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora
lei illustra i progressi di un bambino che si relazione abbastanza bene e che gli specialisti hanno trovato normale dal punto di vista psico-sociale e neuro-motorio anche se un po' pigro. Credo che lei debba usare delle strategie anche per aiutarlo ad indicare.

Comprendo le sue paure, ma al momento non paiono giustificate. Passerò comunque il suo consulto al nostro specialista NPI il Dr.Gianmaria Benedetti per un suo più qualificato parere.

La saluto cordialmente
Dott.Agnesina Pozzi

[#2] dopo  
Dr. Gianmaria Benedetti

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FIRENZE (FI)

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Gentile signora, si consoli, è in buona compagnia: la fobia dell'autismo sta dilagando sia in internet che nella realtà. Nel suo caso avere un cognato 'autistico' forse spiega la paura. Ma l"'autismo" , nelle sue varie accezioni, disturbo pervasivo dello sviluppo, "spettro autistico", ecc. sta diventando veramente un fantasma che disturba le notti di moltissimi genitori. Il sospetto che ci siano degli 'untori' che propagano la falsa epidemia diffondendo notizie false ed allarmistiche è forte...
Nel caso di suo figlio le cose che descrive lo escludono ampiamente, che 'indichi' o no. Npn è il singolo 'sintomo' che bisogna guardare, ma la persona nel suo complesso e nel suo sviluppo.
Quanto al ritardo motorio e alla visita dello psicomotricista, immagino privato, come dice lei è un altro segno della sua ansia. Psicomotricisti, così come logopedisti, ecc, nuove 'professioni sanitarie' non sono autorizzate a lavorare in modo autonomo, ma solo dopo diagnosi e indicazione di un medico, preferibilmente specialista. Tant'è vero che nei servizi asl hanno bisogno della richiesta specifica dello specialista, come altri operatori della riabilitazione e di tutte le 'terapie' che oggi abbondano...
Attenzione che l'ansia può fare brutti scherzi...
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#3] dopo  
Utente 171XXX

gentili dottori,
da qualche giorno ha iniziato ad indicare.
Capisco benissimo le mie ansie e, nonostante io cerchi di calmarle guardando mio figlio oggettivamente, non riesco a scacciare i brutti pensieri. Ultimamente ad un bimbo amico di famiglia è stato diagnosticato per puro caso un neuroblastoma di IV grado e questo mi fa preoccupare, se possibile, ancora di più.
Vedo mia suocera letteralmente consunta dal figlio e il solo pensiero che questo possa capitare a me mi fa impazzire.
Tra l'altro tendo a vivere la maternità "proiettandola" al futuro: appena scoperto di essere incinta non vedevo l'ora che la pancia si vedesse, poi non vedevo l'ora che lui calciasse, poi che raggiungesse un'età gestazionale compatibile con la vita, poi che finissero le 40 settimane, poi che nascesse... e via dicendo. Ora non vedo l'ora che parli, che cammini, che cresca per avere un rapporto più "interattivo"... so che tutto questo non va bene e sto cercando di migliorare.
So anche che devo mettermi tranquilla, E. ha bisogno di una mamma serena.

grazie mille !!
A.