Utente 130XXX
salve , sono la mamma di un bambino di due anni e mezzo che improvvisamente, da circa due mesi, rifiuuta il cibo.Premetto che fino a due mesi fa era un gran mangione e non era per niente schizzinoso, mangiava praticamente tutto, tranne "shifezze" tipo fritti merendine, cioccolata, ho sempre preferito dolci fatti in casa e cucina sana. Ora praticamente mangia una tazza di latte a colazione(ci metto dentro i cereali solubili), a pranzo niente( se va bene un pezzo di pane e un frutto o una spremuta d'arancia alrimente digiuna ) a merenda un frutto(se va bene il frullato) a cena niente e prima della nanna tazza di latte(introdotto di recente visto che non cena). attualmente pesa 15 kg ed è alto 93 cm, io lo vedo un pò pallido ma non è non è calato di peso. La pediatra pensa che tutto abbia avuto origine da un virus intestinale e che il rifiuto sia dovuto ad un errato tentativo di forzarlo (forzatura che ormai non avviene più da tempo).siamo in attesa del risultato delle analisi delle urine e intanto sta prendendo neocompex (a base di pappa reale) e oralact come fermenti lattici. Le sue feci sono pastose e gialle (forse perchè beve solo latte). Sta anche diventando piuttosto capriccioso e mi cerca continuamente quando non ci sono. Lavoro part time e durante la mia assenza sta con il papà quando riusciamo ad incastrare i nostri orari, altrimenti con i nonni(gli artefici delle suddetta forzatura) e non va all'asilo. Visto il disagio che sta manifestando ho preso un periodo di aspettativa dal lavoro per poterlo seguire personalmente senza dover delegare i nonni.
Vorrei un consiglio su come affrontare la questione, come approcciarmi a lui per quanto riguarda il cibo ( i nonni dicono che dovrei coccolarlo meno e rimproverarlo o punirlo se non vuole mengiare, ma io non sono d'accordo).Cerco di non assecondare i suoi capricci sul cibo,lui mangerebbe solo biscotti, ma io evito di darglieli e preferisco lasciarlo digiuno (sperando che poi mangi per fame) piuttosto che accontentarlo con biscottini,grissini o altro per tamponare la fame.Sbaglio? Cosa posso fare per aiutarlo a riavvicinarsi al cibo con serenità? grazie anticipatamente buona giornata

[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile Signora,

lei individua un momento preciso nel quale il bambino ha cambiato atteggiamento riguardo al cibo e non solo, visto che ci riferisce che:

"Sta anche diventando piuttosto capriccioso e mi cerca continuamente quando non ci sono.(...) Visto il disagio che sta manifestando ho preso un periodo di aspettativa dal lavoro per poterlo seguire personalmente senza dover delegare i nonni."

Oltre al possibile virus intestinale ha provato a pensare se in quel periodo è successo o cambiato qualcosa nella vostra vita familiare?

A volte i bambini reagiscono con variazioni nel rapporto con il cibo sia ai cambiamenti (come per es. l'inizio dell'asilo) sia alle tensioni presenti in famiglia.
Il fatto che suo figlio si sia improvvisamente rifiutato di mangiare tutto ciò che non ha una valenza regressiva (latte e dolci) può far pensare che abbia percepito un cambiamento o il rischio di un cambiamento che non gli aggrada e che abia attuato un tentativo di "tornare indietro" per l'appunto ad un'alimentazione da bambino più piccolo.

E' possibile che si sia trattato inizialmente di un virus intestinale e che la gestione del problema gli abbia fatto scoprire che può esercitare una certa influenza su tutti voi, tanto da ottenere appunto di mangiare solo alimenti dolci e latte e da portare lei a preocciparsi e a chiedere un'aspettativa per stare di più con lui, invece di lasciarlo con i nonni (che appaiono più duri) o il papà.
Il piccolo può insomma aver capito che può ottenere molto più di quello che prima pensava di poter ottenere, ingaggiando una lotta di potere con lei e uscendone almeno in parte vincitore.

A mio avviso ha fatto bene a non rimproverarlo, ma a lasciargli il tempo di farsi venire fame: è ancora troppo piccolo per fare discorsi astratti e complessi e non assecondare i suoi capricci è sufficiente proprio perchè gli dimostra che non può ottenere tutto quello che vuole.

Visto che è passato qualche tempo dalla sua richiesta di consulto mi vuole aggiornare sulla situazione?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#2] dopo  
Utente 130XXX

gentile dottoressa, la ringrazio della sua risposta.
qualche giorno dopo aver richiesto il consulto abbiamo ritirato il risultato delle analisi delle urine da cui è emerso che il bambino ha contratto una infezione alle vie urinarie che abbiamo curato con monuril(domani effettueremo nuovamente le analisi per vedere se ha funzionato).a parte questo, il bambino appare un pò più sereno ma ancora non ha ripreso a mangiare. C'è stato qualche piccolo passo in avanti, per esempio anche il pezzo di pane o il biscotto , ultimamente non voleva prenderlo da solo ma voleva essere imboccato(premetto che anche per la pappa pur avendo due anni e mezzo, ha quasi sempre rifiutato di mangiare da solo, non che non sappia farlo ma più per pigrizia e per "coccola")mentre adesso ha ricominciato ad allungare le manine sul tavolo. ieri ha mangiato un pò di carne, ma è sempre molto diffidente, e prima di convincerlo ci vogliono vari tentativi. In questo periodo, pur di farlo mangiare, ho provato a dorgli pezzi di pane (che mangia volentieri) nascondendoci dentro pezzetti di carne o di prosciutto, o altro e quindi ora lui ispeziona ogni cosa per eessere sicuro che non ci sia nulla dentro,non vuole essere preso in giro. Sia io che mio marito stiamo cercando di affrontare la cosa con serenità e dolcezza senza trasmettergli ansie, ma lasciandolo libero di decidere se mangiare questo perchè l'altro giorno stava per mangiare un pò di philadelphia e dopo il primo boccone si è allontanato.mio marito l'ho ha chiamato ed è scoppiato in lacrime e non ha più voluto mangiare.Non so se ha percepito quel richiamo come un tentativo di forzatura.Spero che con il passare dei giorni le cose migliorino e che mio figlio si riabitui ad un pasto normale. Non so se questo sia l'approccio giusto perchè a volte mi sembra di fare progressi,altre mi accorgo che in reatà lui sta ormai conducendo il gioco e non so se in questo momento sia il caso di lasciarglielo fare oppure no. Il mio istinto mi dice di coccolarlo, e probabilente lui se ne approfitta, ma come si fa a resistere a quegli occhioni dolci?
A proposito del cambiamento di cui mi chiedeva, no non c'è stato nulla di particolare, non va ancora all'asilo ed è normalmente un bambino socievole e sereno. Per quanto riguarda i nonni invece, non sono più duri al contrario, dicono a me che dovrei rimproverarlo, ma loro si lasciano "impietosire" molto facilmente e lo viziano.
La rigrazio ancora per la sua diponibilità e la terrò aggiornata.
apresto

[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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"a volte mi sembra di fare progressi,altre mi accorgo che in reatà lui sta ormai conducendo il gioco e non so se in questo momento sia il caso di lasciarglielo fare oppure no"

Cara Signora,

lasciargli condurre il gioco significa comunicargli che siete tutti sullo stesso piano e che quindi non può contare sulla presenza di adulti che sanno quello che è meglio per lui e che gli infondono sicurezza.

Gli "occhioni dolci" possono essere soddisfatti in altro modo, ad es. giocando di più o svolgendo nuove attività insieme a lui, ma non consentendogli di prendere abitudini regressive e assecondando il desiderio di non crescere.

Imboccarlo ancora a due anni e mezzo non è una buona idea perchè è in grado di mangiare da solo e contare su questo fa aumetare la sua autostima e il suo senso di padronanza, mentre accudirlo come se fosse più piccolo non gli consente di crescere e di sentirsi sicuro di sè stesso.

Si chieda se non sta vivendo lei stessa un conflitto fra la soddisfazione di vederlo crescere e il dispiacere per il fatto che sia già così grande, quando magari le sembra che sia passato pochissimo dalla sua nascita.
Se così fosse è necessario che si renda conto che ci sono tanti modi per stargli vicino, per dargli affetto e per sostenerlo, ma che assecondare desideri regressivi non è fra questi.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4] dopo  
Utente 130XXX

si è vero a volte mi sembra grande, altre un cucciolotto, mettiamoci anche il senso di colpa perchè lavoro e devo lasciarlo, ed ecco combinato il pasticcio. Sicuramente devo lavorare anche su me stessa.ne sono consapevole,però allo stesso tempo mi preoccupa questa situazione del rifiuto del cibo e non so che fare. Dalle mie parti si dice "nessuno nasce imparato",ed io devo iparare ancora tanto, spero solo di farlo nella maniera più giusta e sicuramente il suo parere è prezioso per aiutarmi a fare un auto esame e per migliorarmi.
grazie e buona giornata

[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Mi pare di capire che il bambino conserva un sano stimolo a mangiare (che può essergli temporaneamente diminuito a causa della cistite), ma che cerca semplicemente di manovrarvi per quanto riguarda cosa mangiare.
Se sarete fermi nel proporgli solo certi alimenti solidi e non dolci - che comunque sapete piacergli - dovrà per forza cedere alla fame.

Circa la necessità di imparare non si preoccupi, è del tutto normale e, soprattutto, quello che conta è che il coinvolgimento emotivo fa sì che "da dentro" certe situazioni non siano affatto chiare come lo sono da fuori.

Mi aggiorni sulle novità.
Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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