Utente 311XXX
mio figlio di 5 anni si rifiuta di evaquare resiste perfino un mese strofinandosi e stritolandosi il pene poi al momento fa solo il cosidetto "TAPPO" e si ricomincia da capo fino a quando non si contorce dai dolori bisogna correre in ospedale dove gli fanno un clistiere contenente una quantità di liquido indicibile e finalmente si svuota....
Farlo sedere sul water anche solo x gioco x lui è indicibile, x lavarlo poi bisogna corrergli dietro.... Non solo, a anche altri atteggiamenti che non ci convincono.... A volte non ci sente, o fa finta.. altre cammina sulle punte dei piedini, sembra un folletto tanto riesce ad andare veloce in quella strana posizione, dice cose strane, inventa le parole... e preferisce stare rinchiuso in casa.....

[#1] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Gentile mamma,
non stia a pensare immediatamente all'autismo.
L’autismo è un disturbo dello sviluppo, con una origine neurobiologica e con criteri diagnostici sono chiaramente definiti.
I disturbi cognitivo-comportamentali e dell'adattamento sono invece molto vari.

La persona da contattare è lo psicologo infantile.

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Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

[#2] dopo  
Dr.ssa Alessandra Varotto

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Gentile Signora,

prima di avanzare l'ipotesi autistica, vorrei raccomandarLe caldamente di rivolgersi ad un medico pediatra esperto per queste problematiche. Certamente il caso va sottoposto ad un'accurata indagine da un punto di vista organico soprattutto per i dolori fisici che il suo bimbo ha tutte le volte che dovrebbe svuotarsi.

D'accordo con il dr. Formentelli la situazione andrebbe considerata anche a livello psicologico. Occorre in proposito un accurata indagine anamnestica per capire se vi sono aree di sviluppo che presentano disarmonie. Poco sappiamo, infatti, se è stata o meno raggiunta l'autonomia del controllo sfinteriale, se il bimbo ha mai cercato di tenersi pulito da solo e secondo quali modalità educative è avvenuto il passaggio a tale autonomia di sviluppo . Ovviamente è anche secondo parametri temporali che dobbiamo considerare eventuali disrmonie.

Il genitore ha un campo d'osservazione privilegiato in tutto ciò ed è a lui che dobbiamo rivolgere le nostre domande.

Rispetto le sue domande rispetto la possibilità autistica, è noto a tutti il livello di invalidità connesso con questa psicosi infantile che potrebbe avere uno spettro diversificato di segni e sintomi. Tuttavia, ciò che accomuna le varie manifestazioni è che il soggetto non è capace di relazionarsi con l'ambiente e non riesce a interagire con gli altri bimbi nel gioco e nella comunicazione.

L'eloquio, poco sviluppato per numero di parole, è stereotipato, sempre quello, e soprattutto "autoriferito" in quanto il bimbo non possiede una "teoria della mente" raggiunta. In parole più semplici, non è capace di porsi in condizione riflessiva rispetto l'ambiente, di "ragionare" in terza persona perchè non distingue i fatti e le emozioni che provano gli altri diversi da se.
Pertanto sono i domini della comunicazione e più in generale della competenza sociale i primi a "saltare" e a suscitare l'allarme di un genitore che chiede la consultazione.

Le raccomanderei pertanto di rivolgersi al pediatra che certamente le suggerirà gli approfondimenti clinici più adeguati per il problema degli sfinteri. Nell'eventualità permangano gli allarmi per una patologia di tipo psicopatologico, le raccomanderei, chiedendo consiglio al suo pediatra di famiglia, di rivolgersi al SSN dove opera in convenzione il neuropsichiatra infantile e lo psicologo dell'età evolutiva.

Sperando di essere stata d'aiuto la invito a tenerci aggiornata sulla situazione del suo bambino,

con i migliori saluti


Dr.ssa Alessandra VAROTTO
psicologa clinico dinamica indirizzo comunità
Iscritta all'albo Regione Veneto n.7550
www.studiovarotto.com