Utente 292XXX
Gentilissimi Medici,

innanzitutto grazie per il servizio che offrite, è come una boccata d'aria fresca sapere di potersi rivolgere a qualcuno di competente in materia e disponibile all'ascolto!

Il mio bimbo compirà 3 anni a settembre, da alcuni mesi ormai ci troviamo nel vortice dei Terrible Two, con capricci, crisi isteriche, urla, opposizione strenua e costante a noi genitori. Sta dimostrando di avere un carattere forte e risoluto, il che naturalmente a noi fa piacere, ma rende estenuante ed estremamente difficile gestirlo durante la giornata.

Da un mese a questa parte abbiamo tolte il pannolino di giorno. Portarlo in bagno è una lotta continua. Già da ben prima il fatto di cambiarlo, mettere o togliere il pigiama, il pannolino sporco, cambiare gli abiti macchiati, era un incubo, con lui che scalcia ed urla appena accenniamo a portarlo al fasciatoio. Ora l'incubo è diventato portarlo in bagno a fare pipì. Quando riusciamo a convincerlo sale sul water tranquillo e la fa senza problemi. Altrimenti la fa addosso, non chiama mai per andare a farla, mi chiama solo a cosa avvenute, indicandomi tutto soddisfatto il laghetto sul pavimento.

Siamo in difficoltà, non riusciamo a capire come insegnargli a chiamarci prima di fare la pipì.

Inoltre, non so come comportarmi con la pupù. Mio figlio tende ad essere stitico e a sforzarsi molto per evacuare, diciamo ogni 2 o 3 giorni approssimativamente. Quando mi rendo conto che sta per fare la pupù - chiaramente nelle mutandine visto che il pannolo ormai è stato tolto - gli propongo di spostarsi sul water ma, al suo rifiuto, non riesco ad insistere perché temo che la conseguente reazione di pianti e di isteria finisca per distoglierlo dal suo intento, e so che non andare di corpo è una bruttissima sensazione... Dovrei invece essere più risoluta? Come è meglio che mi comporti?

Ringrazio fin d'ora i professionisti che gentilmente vorranno offrirmi un aiuto, a volte le piccole cose quotidiane, se sono complicate da gestire, si trasformano in vere e proprie sfide ed un parere esterno può aiutare a schiarirsi le idee.

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

innanzi tutto una affettuosa chiosa: il bimbo probabilmente è abituato così anche perché è grandicello per togliere ora il pannolino...

In ogni caso, Lei asserisce nella Sua mail di temere alcune reazioni del piccolo. Comprendo la difficoltà, ma tenga presente che il bimbo lo percepisce e molto probabilmente ci marcia.

Dobbiamo spezzare queste abitudini del bambino.
Per prima cosa al bimbo potrebbe tornare comodo fare tutti i bisogni addosso, perché ha sempre fatto così da quando è nato.

Con molta perseveranza e fermezza (ma affettuosamente), bisogna invece introdurre un nuovo gioco nella vita del bimbo.

Ogni due/tre ore, può provare a portarlo in bagno, rendendo il tutto più divertente e da bambino più grande e responsabile. Il bimbo non dovrà vivere la situazione come una tortura, ma certamente è uno stress nella vita del piccolo.

Con tempo e perseveranza, anche Suo figlio sarà contento di essere asciutto, ma anche di diventare più autonomo e prendere un po' le distanze da Lei.

Lei come si sente rispetto a quest'ultimo punto?

Per concludere, sì, deve essere più ferma anche quando Suo figlio minaccia di urlare e fare sceneggiate: in fondo Lei sa bene che il bimbo non sta facendo la sceneggiata perché sta davvero male, ma perché gli fa comodo così.

Allora, bisogna imparare a riconoscere il pianto vero (= sto male, ho bisogno d'aiuto) dalla furbizia dei bimbi che cercano di spostare i paletti che cerchiamo di mettere...

Cambi atteggiamento anche Lei, però, perché sarebbe fantastico se l'accudimento -nonostante i capricci del piccolo- lo vivesse anche Lei come divertente e riuscisse a sdrammatizzare sulle doti di Suo figlio come ... grande attore! :-)

Magari mi faccia sapere come va tra qualche tempo.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 292XXX

Dottoressa Pileci,

innanzitutto grazie infinite per l'ascolto e l'intervento! Lo apprezzo moltissimo e mi è molto utile.

Mi rendo conto solo ora, a processo iniziato, che mio figlio è effettivamente grandino per lo spannolinamento.... ammetto di aver procrastinato in attesa della bella stagione, ma anche perché mi sembrava di non averne proprio voglia, temevo si trattasse di un'impresa titanica e macchinosa... come in effetti si è rivelata!

Continuerò a proporre il bagno a mio figlio regolarmente, come già facciamo con dolcezza e con l'ausilio di qualche gioco... la parte per me più complicata è proprio quella di rimanere ferma di fronte agli isterismi di mio figlio. Talvolta, forse inconsciamente, non sono certa che il suo pianto sia solo un capriccio, ma temo possa celare una richiesta per me che io non so capire. In questi casi, non sempre riesco ad essere ferma.

Lui di certo lo sa benissimo e domina la situazione anche meglio di me! Non sono un genitore-zerbino, voglio impegnarmi seriamente ad affrontare il suo atteggiamento in modo fermo ed autorevole. Una cosa che trovo molto difficile emotivamente è il fatto di dover arrivare talvolta a trasportarlo di peso, o a vestirlo o svestirlo a forza, con lui che scalcia e urla. Mi chiedo sempre che senso abbia fare così, è una cosa per me mortificante perché non vorrei proprio agire in questo modo con mio figlio, ma non riesco a fare diversamente in alcune situazioni.

Rispetto al fatto che mio figlio prenda un po' le distanze da me posso dire di sentirmi molto a mio agio. Quando era piccolissimo, proprio neonato, era difficile per me accettare che crescesse, ma nel giro di pochi mesi ho superato questo stato d'animo ed ho iniziato a godere profondamente dei suoi passi avanti. Trovo elettrizzante, rigenerante e fonte di infinita energia vederlo crescere e progredire alla conquista del mondo, ma ovviamente non ho nessuna fretta di ritrovarmelo grande ed indipendente... ogni cosa a suo tempo!

Molto istruttiva la sua ultima nota, dottoressa, riguardo al mio atteggiamento sull'accudimento del bimbo. In effetti, in questo periodo sono piuttosto stanca mentalmente, emotivamente sottotono, e questo senza dubbio mi toglie entusiasmo ed energie, anche quelle rivolte al bimbo. Purtroppo è un periodo che deve passare, passerà, nel frattempo farò del mio meglio per dare tutto ciò che ho a mio figlio.

[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

per quanto riguarda il portare di peso in bagno il bimbo, io lo terrei come ultimissima spiaggia, perché è sempre meglio utilizzare prima dei rinforzi quali ad esempio un complimento come "Bravissimo!".
E' sempre meglio partire dai rinforzi e usare le punizioni solo in casi estremi, facendo però attenzione al fatto che talvolta siamo noi ad essere sfinite o a perdere la pazienza...

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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[#4] dopo  
Utente 292XXX

Dottoressa Pileci,

è verissimo ciò che dice, senza dubbio portare il bimbo di peso in bagno è la nostra ultima spiaggia, alla quale ricorriamo di rado e della quale io personalmente non vado fiera.

Riflettendo sulle sue parole mi sono trovata a pensare che molto dipende davvero dal mio atteggiamento. Quando affronto mio figlio partendo dall'idea che presto o tardi lui mi obbedirà, perché sono sua madre ed è giusto che lui mi ascolti, quindi devo e posso farmi rispettare, tutto procede molto meglio. Se, al contrario, parto sfiduciata, è più facile che la situazione si complichi. Si tratta di una sorta di training autogeno che devo fare: non devo avere il dubbio che lui non mi ascolterà, come se avesse la scelta di poterlo fare e quindi come se spettasse a lui decidere di compiacermi. Devo sapere in partenza che la scelta è mia ed io ho deciso che lui mi ascolterà.

Ha senso ciò che ho scritto? E' un ragionamento un po' intricato che non so se sono riuscita a riprodurre in modo comprensibile...

[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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E' chiaro il Suo ragionamento.

In effetti se ci relazioniamo in maniera serena ma ferma, anche i bambini lo percepiscono, ma se siamo ansiose o preoccupate o addirittura arrabbiate i bimbi lo capiscono e possono anche esserne confusi...

In altri termini, Suo figlio ovviamente ci prova, sta a Lei concordare con Suo marito (o i nonni se se ne occupano anche loro) una linea ferma e comune per la gestione del bagno. Vedrà che in poco tempo il bimbo prenderà una nuova abitudine e lui stesso starà meglio, anche perché in linea con gli altri bimbi della sua età e pronto per iniziare la scuola materna.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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[#6] dopo  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
condividendo quanto espresso sia da Lei sia dalla collega, aggiungerei un paio di suggerimenti.
Se già non li utilizzate, potreste recarvi insieme al vostro piccolo ad acquistare un simpatico e colorato vasino e/o un riduttore per il wc, facendo scegliere a lui: in questo modo gli riconoscerete la difficoltà, il disagio o il timore di stare seduto sul water (...ha mai visto il film "Senti chi parla 2"?...), ma gli farete assumere la responsabilità di intraprendere questo inevitabile passaggio evolutivo.
Vi invito, poi, a parlare con il/la pediatra rispetto alla dieta seguita dal bambino: con qualche aggiustamento (ad esempio, più frutta e verdura) potreste rendere meno "impegnativa" l'evacuazione e, dunque, meno fonte di scontri e opposizioni.
Infine, approfittando della bella stagione e di magliette e pantaloncini facili da indossare, invece di ingaggiare un corpo a corpo per vestirlo, lanciate una sfida alla piccola peste per vedere se è capace da solo o se finisce prima che vi siate vestiti voi...insomma, spiazzatelo e probabilmente si distrarrà dai suoi capricci, così da ottenere un vostro complimento e da rinforzare, come si diceva, un suo comportamento positivo.
Nel salutare, allego una lettura che -spero- potrà tornarvi utile:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2246-bambini-pannolino.html

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
https://www.psicologi-italia.it/psicol